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Cinque Terre, scontro sugli approdi multipli e sul prezzo dei biglietti

Il Consorzio marittimo turistico Cinque Terre - Golfo dei Poeti ha inviato una diffida ai Comuni e al Parco per bloccare le decisioni del Tavolo tecnico. Il Comune di Monterosso: "C'è pericolo per l'incolumità pubblica, occorre rivedere le regole".

Cinque Terre, scontro sugli approdi multipli e sul prezzo dei biglietti

La Spezia - E' scontro sul trasporto marittimo alle Cinque Terre. Da una parte i Comuni di Monterosso, Vernazza e Riomaggiore e il Parco, dall'altra il Consorzio marittimo turistico Cinque Terre - Golfo dei Poeti, che negli ultimi giorni di aprile ha inviato un atto di diffida alle amministrazioni comunali di Monterosso, Riomaggiore e Vernazza, al Parco, alla Capitaneria di porto della Spezia e al procuratore della Repubblica in riferimento a quanto discusso a febbraio e a marzo dal Tavolo tecnico permanente istituito presso la Capitaneria di porto e il Parco "...al fine concertare ed adottare i più adeguati provvedimenti a tutela della sicurezza e di uno sviluppo sostenibile delle aree ricadenti all’interno del Parco".

Il Tavolo per far fronte alla problematica di ordine e sicurezza pubblica legata alla massiccia presenza di turisti sulle banchine dei moli ha definito l’imposizione di un singolo accosto alle banchine per l’imbarco dei passeggeri e la maggiorazione di 1 euro sul prezzo dei biglietti venduti, "per porre in essere migliorie per i servizi di accesso alle banchine e per la manutenzione degli attracchi".
Ma il Consorzio esprime il suo dissenso poiché tali iniziative sarebbero "manifestamente penalizzanti nei confronti dell’attività imprenditoriale esercitata" anche perché - si legge nella diffida - i battellieri rivendicano di svolgerebbe da sempre "un servizio eccellente e indispensabile per la collettività", mentre "l’imposizione del singolo attracco si rivelerebbe addirittura ulteriormente peggiorativa del flusso turistico sulle banchine".
Pertanto il consorzio diffida "dall’adottare atti che comportino l’imposizione del limite degli approdi per le imbarcazioni nonché l’imposizione contributiva economica su ogni singolo biglietto venduto dall’esponente con l’avviso che, in difetto, si provvederà ad adire la competente sede giurisdizionale anche per l’eventuale risarcimento dei danni".
Rapporti tesi, dunque, tra le amministrazioni e gli enti locali e la società di navigazione.

Pronta la risposta del Comune di Monterosso, che spiega come "le preoccupazioni in merito alla sicurezza degli approdi sono state rappresentate dalla nostra amministrazione sin dallo scorso anno e proprio per questo è stata promossa l’istituzione del Tavolo tecnico nelle opportune sedi istituzionali al fine di affrontare il problema e cercare possibili soluzioni non in modo unilaterale, bensì condivise, con la partecipazione e il coinvolgimento di tutti i soggetti portatori di interesse, Consorzio in primis. L’eccessivo e disordinato affollamento del molo, in occasione delle operazione di imbarco/sbarco dai battelli, determina un oggettivo pericolo per l’incolumità pubblica, come ampiamente documentato al Tavolo tecnico alla presenza, fra l’altro, dello stesso Consorzio".
"Lo strumento della diffida - proseguono dal Comune di Monterosso - non appare essere quello più appropriato proprio nel quadro di un atteggiamento collaborativo assunto dalle parti pubbliche e alla luce della serie di riunioni tecniche che si sono svolte, opportunamente verbalizzate.
Un decisivo fattore che causa il menzionato pericolo è dato dall’attuale pratica, consistente in una pluralità di accosti contemporanei o, comunque, in parte coincidenti sul piano temporale (fino a quattro accosti).
Le caratteristiche del molo e le dinamiche dei flussi di persone interessate determinano il concreto rischio di cadute, sul molo, se non addirittura dal molo, con possibili conseguenze anche gravi per cui è indispensabile una nuova regolamentazione della fruizione del molo, sia per quanto riguarda gli accosti, sia per ciò che concerne l’accesso allo stesso da parte dei passeggeri.
Un solo accosto alla volta e l’attesa da parte dei passeggeri, non già sul molo, bensì alla radice di esso, appaiono allo stato le misure più idonee. Una adeguata riorganizzazione degli orari del trasporto sarebbe sufficiente per ottenere più sicuri accosti in sequenza (temporale), anziché in contemporanea, senza che debbano essere necessariamente diminuiti i viaggi complessivi. Fermo restando, comunque, che le regole di accosto e manovra dovranno essere scrupolosamente osservate e che resta da verificare se lo siano state in occasione del grave incidente occorso il primo maggio scorso che ha causato il naufragio di una unità e imposto il salvataggio d’urgenza di circa ottanta persone in mare, altro e distinto tema è quello delle eventuali misure attraverso le quali reperire risorse finanziarie con cui dare vita a servizi ed opere occorrenti per ulteriormente migliorare la sicurezza e l’accoglienza dei turisti.
Come chiaramente si evince anche dai verbali delle riunioni tenutesi a far data da febbraio 2017, era allo studio del Tavolo tecnico, anche l’individuazione di un progetto finalizzato ad aumentare i livelli di sicurezza sulle banchine e nel territorio del Parco, comprensivo di adeguati vigilanza e presidio del territorio nei singoli Comuni. Su tale progetto, diversamente da quanto sostenuto nella diffida, si è chiesta la collaborazione fra le parti e non si è proceduto ad alcuna imposizione".

"In merito il Comune - concludono da Monterosso - si farà comunque promotore delle necessarie iniziative nell’ambito del Parco delle Cinque Terre e della Area marina protetta e di tutti gli enti preposti. Se ed in quanto ne scaturissero significativi miglioramenti strutturali e/o funzionali delle aree di imbarco e sbarco, si potrebbe rivalutare il tema degli accosti plurimi contemporanei, alla luce della diversa situazione che si sarà determinata, sotto il profilo della sicurezza e della incolumità delle persone, interessi, questi ultimi, certamente degni di tutela quantomeno al pari degli interessi imprenditoriali".

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