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Chiudono due edicole al giorno, categoria in sciopero il 28 gennaio

Il segretario provinciale del Sinagi Luvisotti: "Per 14mila famiglie di edicolanti nessun amortizzatore. Per gli editori sì".

forte preoccupazione
Chiudono due edicole al giorno, categoria in sciopero il 28 gennaio

La Spezia - “In tutta Italia le edicole stanno chiudendo ad un ritmo di 2 al giorno e sono passate dalle 42.000 di pochi anni fa alle attuali 28.000.14.000 posti di lavoro andati persi”. Il dato è riportato dal Sinagi della Spezia che lancia l’allarme riguardo alle continue chiusure delle edicole su tutto il territorio nazionale. Ad approfondire l’argomento è il segretario provinciale del Sinagi Gino Luvisotti.
“Vogliamo richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla difficile situazione che stanno attraversando le edicole. La crisi sistemica da una parte e l’assoluta inadeguatezza delle amministrazioni editoriali dall’altra hanno messo in ginocchio l’intero settore del quale le edicole sono l’anello terminale. Che la decimazione delle edicole sia una strategia messa in atto dagli editori per avere ulteriori risparmi sui costi di distribuzione è un fatto inconfutabile, così come è inconfutabile che la politica dei cut-price e degli abbonamenti super scontati oltre che la mancanza di un progetto industriale che vada oltre il mero risanamento dei bilanci rappresentano il cappio che sta strozzando l’intera categoria”.
Per Luvisotti: “Sono 14mila le famiglie che in questi anni senza l’intervento di alcun ammortizzatore sociale hanno visto andare in fumo i loro progetti e i loro risparmi, mentre per gli editori gli ammortizzatori c’erano eccome considerato che hanno, per anni, beneficiato di finanziamenti pubblici utilizzati poi al solo uso privato senza alcun investimento nel settore. Finanziamenti pubblici e pubblicità ricavata da vendite fittizie ovvero pubblicazioni regalate o super scontate hanno finora risanato i loro bilanci e fatto fallire migliaia di attività”.

“La misura è colma - ribadisce il segretario - e la goccia che sta facendo traboccare il vaso arriva dal mancato rinnovo dell’Accordo Nazionale di Lavoro, un accordo scaduto da oltre 10 anni e del tutto inadeguato al mercato attuale, alle proposte presentate dai sindacati di categoria è stato risposto con vaghe rassicurazioni…ci vuole di più molto di più”.

“In tutta Italia - conclude - è in atto una protesta che traghetterà la categoria allo sciopero generale, del 28 gennaio con manifestazione a Roma, ovvero la mancata esposizione delle locandine e il mancato compiegamento degli inserti gratuiti che stanno in qualche modo coinvolgendo anche i nostri clienti, e con loro ci scusiamo del disagio provocato, ma che servono a dare ala nostra controparte il segnale che non siamo più disponibili a subire e che è tempo che smettano di pensare a noi come “oggetti” di loro proprietà, ma che dentro ogni chiosco ci sono persone che con la loro professionalità hanno fino ad oggi garantito la libera informazione”.

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