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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Agosto - ore 23.40

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Centro commerciale all'ex Sio, il nuovo Puc e le altre strade per impedirlo

Fissata per il 18 aprile la seduta del consiglio comunale che discuterà l'adozione del nuovo piano urbanistico, che bloccherebbe definitivamente tutti gli interventi commerciali di grandi dimensioni.

Centro commerciale all´ex Sio, il nuovo Puc e le altre strade per impedirlo

La Spezia - La nascita di un grande punto vendita per il bricolage e il giardinaggio nell'area ex Sio è il tema che ha tenuto banco sulla stampa, nelle piazze riscaldate dal sole primaverile e di fronte al caffè. Argomento complicato, sul quale tanti si sono espressi, quasi sempre partendo da assunto che non trovano corrispondenza con la realtà.
Prima di tutto perché le possibilità che si concretizzi l'insediamento commerciale progettato e presentato dall'immobiliare Talea, parte del gruppo Coop Liguria, sembrano veramente scarse. Quasi nulle. In tre diversi momento, infatti, tutte le parti politiche e sociali che si sono espresse con forza contro la nascita di un nuovo centro commerciale in città potranno far valere la propria opinione.

La maniera più semplice sono le osservazioni al Puo dell'area ex Sio approvato dalla giunta comunale, una fase del percorso amministrativo nel corso della quale le associazioni di categoria e l'amministrazione comunale stessa potranno sottolineare che le linee guida nelle politiche commerciali decise dalla città non prevedono questa nuova struttura.
E proprio queste linee fanno entrare in gioco la seconda opzione di bocciatura dell'insediamento commerciale tra Via Maralunga, Via Carducci e Via della Pianta: sui cardini della riduzione delle edificazioni e della grande distribuzione organizzata si incentra il nuovo Puc, che il sindaco Massimo Federici, la giunta e la maggioranza vorrebbero adottare entro la fine della consiliatura. Nel piano urbanistico, infatti, è impedita la realizzazione di grandi contenitori commerciali su tutto il territorio comunale.
Il terzo caso è quello della conferenza dei servizi precedente al rilascio dell'autorizzazione commerciale da parte della Regione, appuntamento al quale si presenteranno anche le associazioni di categoria che con tanta verve si sono scagliate nei giorni scorsi contro la realizzazione del centro commerciale all'ex Sio.

Per fare ulteriore chiarezza sulla vicenda, l'assessore alle Attività produttive Corrado Mori e il vicesindaco Cristiano Ruggia, che detiene anche la delega all'Urbanistica, hanno convocato una conferenza stampa nel corso della quale hanno ripercorso i passaggi della storia, affiancati dalla dirigente del settore Ambiente, Laura Niggi.
"Tutto è iniziato con il Piano del commercio elaborato da Guccinelli all'interno della giunta Burlando, che combinava lo strumento urbanistico con la pianificazione commerciale: la norma prevedeva che le grandi superfici di vendita - visto che rappresentano un rischio per il commercio al dettaglio, che in Liguria ce ne sono numerose e che i Puc vigenti sono datati - dovessero essere rivotate dai consigli comunali come se si trattasse di varianti al Puc, anche se già previste. Con l'insediamento della giunta Toti e dell'assessore Rixi - ha proseguito Mori - nel 2015 viene cancellato il passaggio nei consigli comunali, dando il via a una lunga battaglia da parte delle associazioni di categoria: venne così decisa una moratoria, una sospensione delle richieste di superfici di vendita. Proprio il giorno prima, però, era pervenuta al Comune la richiesta di Talea di realizzare la grande superficie di cui si parla oggi".
Come mai proprio poche ore prima del cambio della legge? "Non lo sappiamo - rispondono Mori e Ruggia -, ma di certo questo può essere inteso come un tentativo di non perdere i diritti prima dell'entrata in vigore della moratoria".
Successivamente la Regione propose di individuare le zone adeguate a grandi interventi commerciali, tenendo per sé anche il rilascio dell'autorizzazione commerciale.
"In provincia della Spezia - ha proseguito Mori - vennero indicati due siti: l'ex Sio e la Ceramiche Vaccari... Anche in questo caso ci fu una certa sollevazione e dopo un sopralluogo dell'assessore Rixi si ritornò a dare valore ai Puc vigenti, senza alcun freno".

Così l'amministrazione spezzina decise di accelerare sul Puc, unica arma con la quale impedire il proliferare di nuove grandi edificazioni a scopo commerciale.
Perché non fare una variante puntuale? "Sarebbe stata facilmente impugnata di fronte al Tar, non possiamo inibire un interesse specifico - hanno affermato Mori, Ruggia e l'avvocato Niggi -, mentre una variante generica avrebbe richiesto più tempo che approvare il nuovo Puc, essendo previsti i passaggi in commissione, la procedura di Vas...".
Intanto il Puo di Talea per l'area ex Sio completava il suo iter negli uffici comunali e veniva portato in giunta, lo stesso giorno in cui il sindaco e gli assessori approvavano e trasmettevamo il Puc al consiglio comunale per l'adozione. Sul progetto all'ex Sio, però di doveva pronunciare la giunta, in attesa che il consiglio si esprima sul Puc con il quale l'intervento commerciale è - così come uno simile nell'area ex Ip - in aperto contrasto. Così l'avvocatura ha consigliato di prendere 30 giorni di tempo (era il 27 marzo).
"Prima la legge - ha concluso Mori - consentiva di congelare le cose per 90 giorni, ora la legge è diversa. E trascorsi i 30 giorni, con il Puc non ancora adottato, abbiamo dovuto approvare il Puo, con una serie di riserve che abbiamo scritto a Talea, informandola dell'imminente approvazione del Puc (la seduta di consiglio comunale è fissata per il 18 aprile - Ndr) e dello scatto delle norme di salvaguardia più restrittive".
E se il Puc non dovesse essere adottato, ecco le altre due ipotesi spiegate poco sopra: la conferenza dei servizi in sede di autorizzazione commerciale e le osservazioni al Puo, che possono essere anche di ordine commerciale.

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