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Ultimo aggiornamento: Giovedì 15 Novembre - ore 22.37

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Cari studenti, ascoltate i consigli di chi ce la sta facendo | Foto

Imprenditori, ricercatori, manager e neolaureati in Sala Dante davanti a una platea di centinaia di studenti.

Aspettando Orientamenti
Cari studenti, ascoltate i consigli di chi ce la sta facendo

La Spezia - "Abbiamo aperto uno sportello lavoro comunale che vi invitiamo a visitare. Ci sono persone che possono aiutarvi a cercare la vostra strada, insieme all'opera quotidiana dei vostri insegnanti. E' un momento fondamentale per la vostra vita ed è importante avere le informazioni giuste. Fatevi qualche domanda in più: dove vi piacerebbe lavorare? In equipe o da soli? Quali sono i vostri desideri?". E' la vice-sindaco Genziana Giacomelli a dare il la alla prima giornata di Aspettando Orientamenti, la tre giorni organizzata dal Comune della Spezia per aiutare gli studenti nelle scelte del domani ma anche del dopodomani. In una Sala Dante gremita in ogni ordine di posto dagli alunni di diverse classi, il programma prevedeva una fitta serie di interventi da personaggi che in qualche modo hanno raggiunto risultati importanti nei loro rispettivi settori. Da Mauro Solinas, responsabile Sviluppo Risorse Umane Contship ad Antonietta Guarino, stilista di moda e giovane donna leader 2018, passando per Aurora Giannarelli, insegnate alla scuola primaria, Nicola Carozza, di Confartigianato la Spezia e anche il mondo della ricerca con Federica Pannaciulli, responsabile del Laboratorio Biodiversità e Servizi Ecosistemici di Enea: "L'età dei ricercatori si sta alzando sempre di più: purtroppo il mio mondo è precario non da ieri. Io ho avuto la fortuna di avere il posto fisso nel 2001 dopo che mi ero laureata dieci anni prima: volevo che nella mia vita, nella mia carriera ci fosse la possibilità di dedicarmi al mare. Mi sono costruita un curriculum ricco stando molto all'estero. Nella ricerca bisogna essere davvero molto specializzati: se sei bravo nella tua nicchia allora vieni cercato, per i tuttologi c'è poco spazio. Altro elemento centrale è l'affidabilità, e quindi sapersi prendere delle responsabilità. Oggi gestisco una trentina di ricercatori per tutta Italia, è faticoso ma è bellissimo: chiedetevi se avete voglia anche voi di prendervele. La sostenibilità ambientale, la conservazione della risorsa acqua saranno i temi degli anni futuri. Gettatevi nel settore della bioinformatica perché c'è tantissima richiesta. Lavorare in remoto è un'altra situazione che sta prendendo piede: la bravura sta nel cercarselo, nel costruirselo perché oggi si può continuare a stare dove si è cresciuti, facendo comunque un lavoro quotato e che appartiene a grandi città".

Gianluca Cappellari è tarantino di nascita ma da tempo alla Spezia dove lavora per Kruk ed è referente per l'Associazione Italiana per la Direzione del Personale: "Voi rappresentate la futura classe dirigente, ho quasi 40 anni ma mi sento giovane e dinamico. Nei colloqui chiedo ad un candidato quando da zero a cento pensi di conoscere te stesso. E' fondamentale sapere chi si ha di fronte. Siamo sicuri che vogliamo tirare fuori i nostri sogni dal cassetto. Quando facciamo qualsiasi cosa abbiamo tre nemici: chi la pensa in maniera opposta alla nostra e ce la demolisce; chi la pensa come noi ma ci vuol denigrare perché è geloso; e poi ci siamo noi, il nemico più potente di tutti perché noi non vogliamo uscire dalla nostra zona di comfort. Quante volte facciamo i compiti all'ultimo secondo, magari messaggiando su Whatsapp coi nostri amici? La verità è che ci auto-sabotiamo. Ho fatto anche il cameriere per pagarmi gli studi e lo dico con grande orgoglio perché ho imparato quanto è importante sapersi sacrificare: il tutto e subito non esiste. Sapete quanto vi rimane di quello che vi sto dicendo? Il 7%, tutto il resto è body language. Consigli? Siate voi stessi, guardate in faccia l'interlocutore e dite che cosa volete, qual'è il vostro obiettivo. E' fondamentale credere nelle istituzioni, nei professori". Filippo Lubrano porta la sua esperienza di imprenditore e consulente che ha visto un'ottantina di paesi diversi: "Sulla base del monumento al migrante a Cosenza c'è scritto "vado, progredisco e ritorno": qui secondo me c'è il motto della vita che vi auguro di fare. Non mi sento in questo periodo storico di essere complice della fuga dei cervelli e perciò non vi dico di scappare. L'Italia avrà futuro se voi rimanete. Ma non vi consiglio di rimanere qui per tutta la vita, in questo Golfo meraviglioso: credo che sia importante che una parte del vostro percorso avvenga fuori. L'università, l'Erasmus, vi permetterà di vedere la realtà in modo diverso. Ha senso rimanere qui se volete studiare Ingegneria nautica che in Europa praticamente è solo alla Spezia. Suggerimenti? Non mi sento di indicarvi un percorso piuttosto che un altro: trovate la vostra via. Alla vostra età non avevo idea, l'ho cercata negli anni, ma vi dico che la scelta dell'università non è fondamentale: tutte le persone più interessanti che ho conosciuto hanno sbagliato e cambiato tante volte. Provate a fare le cose e parlate con chi le fa".

Serena Panicucci e Ilaria Trogu sono due giovanissime ingegnere toscane, laureate al Polo Universitario "Marconi": "Ho cambiato percorso di studi cammin facendo, ho scelto la nautica senza aver chissà quali contatti con quel mondo. E' stata una prova che abbiamo voluto fare, una sfida, che ci è piaciuta molto. Ci teniamo a dire che spesso e volentieri si pensa che nel settore della nautica la donna è ai margini. Non è vero che nei cantieri vanno soltanto i maschi, anzi. La volontà è fondamentale per farsi notare, per emergere: vi consigliamo comunque di studiare in una città diversa dalla vostra, perché questo permette di misurarsi con altre realtà. Posto fisso? Noi siamo imprenditrici di noi stesse, abbiamo aperto uno studio tutto nostro qui alla Spezia e collaboriamo con diverse realtà. Noi consigliamo a tutti questo tipo d'esperienza perché dà soddisfazioni molto grandi ma vi avvertiamo che dovete essere veramente convinti perché non è semplice. Vai dal commercialista e quando esci vorresti piangere, ma se riesci a superare l'impatto vai avanti".

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