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Ultimo aggiornamento: Venerdì 17 Agosto - ore 21.35

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Carceri liguri, la Polizia penitenziaria in sciopero

I sindacati del comparto sicurezza annunciano il boicottaggio del bicentenario del corpo e proteste in tutta la Liguria. CISL: "Niente da festeggiare: siamo pochi, contratto scaduto, straordinari non pagati e pasti indecenti".

Carceri liguri, la Polizia penitenziaria in sciopero

La Spezia - Neanche la CISL parteciperà ai festeggiamenti per il bicentenario del corpo di Polizia penitenziaria. Anniversario di sciopero nel carcere di Villa Andreini come in tutte le sedi liguri, indetto da CGIL, Sappe, Sapp, UILPA, Sinappe e Ussp. In pratica tutte le sigle unite nel boicottare la parata che si terrà martedì 19 settembre a Roma in piazza Montecitorio. A partire dal 21 settembre, data che coincide con la celebrazione della festa alla Spezia, sarà attuato lo stato di agitazione.
Più sicurezza, adeguati strumenti per garantire l’incolumità dei poliziotti penitenziari, un piano di nuove assunzioni di agenti - secondo in sindacati sono 8mila le unità necessarie - più risorse per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da quasi dieci anni. Queste alcune delle richieste dei sindacati. E poi ancora: il ripristino delle relazioni sindacali presso gli istituti e servizi penitenziari della Liguria, una rimodulazione del provvedimento di riordino delle carriere, il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario fino a pasti più dignitosi in tutte le mense di servizio delle carceri liguri. "Allo stato non vi è da festeggiare, ma riflettere sul futuro del corpo, e sul malessere generale che vive giornalmente il personale, e che spesso si traduce in gesti disperati ed estremi, come avvenuto per il poliziotto penitenziario in servizio presso il Nucleo Cittadino di Palermo, suicidatosi con l’arma di ordinanza il 13 settembre, e meno di due giorni dopo analoga sorte è occorsa ad altro collega a Firenze", scrive la CISL.

"Ogni giorno nelle carceri italiane contiamo gravissimi eventi critici che vedono spesso soccombere i poliziotti penitenziari, sempre più soli e senza adeguati strumenti di difesa. Non solo aggressioni e colluttazioni: dall’inizio dell’anno sono stati quasi 40 i detenuti suicidi in cella e numerosi sono anche gli atti di autolesionismo ed i tentati suicidi compiuti da essi, sventati grazie al tempestivo intervento degli uomini con la divisa della Polizia penitenziaria, senza i quali queste drammatiche statistiche raggiungerebbero cifre non degne di uno Stato civile - continua una dura nota - Questo è il momento di indignarsi con forza per quanto sta accadendo giornalmente negli istituti penitenziari, per mostrare alla politica assente, sorda ai nostri costanti richiami ed appelli, e ad una amministrazione penitenziaria silente ed incapace di gestire e risolvere le continue criticità, le pessime condizioni lavorative ed organizzative degli istituti, dotati di organici sottodimensionati alle reali necessità, gravati da carichi di lavoro che il personale di Polizia penitenziaria è costretto, da tempo, a sopportare in ragione delle nuove ed attuali necessità".

"La nuova apertura di padiglioni negli istituti penitenziari Liguri sommata alla mancanza di oltre 300 poliziotti penitenziari, doveva essere d’impulso per un’inversione di tendenza politica, indirizzata ad una maggiore collaborazione con i sindacati ed alla ricerca di strumenti adeguati al fine di ripristinare la piena sicurezza nel nostro sistema penitenziario. Purtroppo ciò non è accaduto, e considerato il persistere delle attuali condizioni di sofferenza organica si rischia in concreto di vedere vanificati gli sforzi fin qui compiuti dall’amministrazione penitenziaria e dagli organi di governo per deflazionare il sovraffollamento nelle carceri, ed ottemperare agli obblighi stabiliti dalla Corte Europea dei Diritti Umani in relazione alla sentenza Torreggiani".
Per questi motivi in sindacati del comparto sicurezza non parteciperanno ai festeggiamenti per il bicentenario della fondazione del Corpo che si terranno negli istituti della Liguria. "Anzi, da oggi, si è costituita una larga intesa per mettere in campo azioni di lotta sindacale, le quali culmineranno con l’avvio delle prime manifestazioni di protesta regionali, unica via per riappropriarci della dignità perduta".

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