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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Marzo - ore 23.30

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Calano gli sfratti. La riscossa del canone concordato

I sindacati degli inquilini e dei proprietari hanno ottenuto la modifica dei valori minimi reinserendo negli affitti concordati immobili che appartenevano al mercato libero. L'analisi.

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Calano gli sfratti. La riscossa del canone concordato

La Spezia - Immobili reinseriti nel mercato degli affitti calmierati e abbattimento degli sfratti per morosità. E' quanto emerso questa mattina in Camera di Commercio nel corso della presentazione dell'accordo sperimentale stipulato tra i sindacati degli inquilini e dei proprietari. L'accordo è entrato in vigore lo scorso 1° marzo ma i primi passi sono stati compiuti nel 2018. L'occasione si è prestata anche per una breve indagine sul mercato immobiliare spezzino diviso tra mercato concordato e libero che con l'abbassamento dei valori minimi traccia elementi positivi per propriterari e inquilini.

Sviluppi del canone concordato. Calano gli sfratti per morosità. Nel 2013 gli sfratti per morosità sono stati nel Comune della Spezia 216. Nel 2017 sono stati 131. I dati sono stati forniti dal Ministero degli Interni. Il calo è dovuto, per i sindacati, alla compresenza degli affitti a canone concordato, la cedolare secca al 10 per cento, dell'agevolazione Imu garantendo dunque affitti più contenuti. Una controtendenza a livello nazionale.

I numeri. Nel Comune della Spezia gli immobili a canone concordato sono, al 31 dicembre 2018, 5.579. Gli alloggi locati nel mercato libero 3.924. Dall'analisi dei dati del 2013 è emerso che i canoni concordati erano 2.953 e quelli del libero mercato erano 5.728. Questi dati per i sindacati degli inquilini e dei proprietari devono far riflettere: i canoni concordati, ogni anno, sono aumentati. Dal 2016 ad oggi c'è stato un decremento e si sono ridotti i contratti a canone concordato. La riduzione è dovuto alla nascita degli appartamenti ammobiliati a uso vacanze. Si tratta di un fenomeno rischioso che per i sindacati riduce il plafond degli alloggi disponibili per la locazione "classica" e determinare possibili aumenti nell'affitto.
Riferendosi poi ai dati del 2013 i sindacati hanno sottolineato che mettono in evidenza come sia avvenuta l'immissione del mercato di 800 appartamenti. La scelta a favore degli Aaut è dovuta al fatto che si limitano i disagi dovuti alla morosità e a un guadagno fluido.
"La prima fase di accordo risale all'anno scorso - ha spiegato Renato Oldoini di Confedilizia - con un primo step sugli affitti concordati. In quella circostanza affrontammo la tematica e le novità dell'accordo. In quella sede stabilimmo anche una clausuola: la facoltà di integrare e modificare gli accordi per sperimentare la funzione calmieratrice e non speculativa per il mercato degli affitti dei valori di fascia e la rivisitazione dei criteri".

"Siamo in una facendo una manutenzione degli accordi - ha spiegato Franco Bravo presidente del Sunia, accompagnato dal vice presidente Cristiano Ruggia - . Dal 1° marzo è in vigore il nuovo accordo e abbiamo compiuto un passo ulteriore: abbiamo abbassato tutti i valori minimi di accordi territoriali a partire da quello di Spezia. In centro città abbiamo notato la presenza di alloggi è maggiore rispetto al 2018 con fabbricati dove la vetustà è più alta rispetto all'hinterland della città. Questi due aspetti valorizzano alcuni alloggi del centro, da un altro abbiamo abbassato i valori minimi anche per gli stessi".

"Abbiamo tenuto conto anche di altri elementi - ha aggiunto Bravo -. Siamo l'unica provincia della Regione Liguria dove le organizzazioni sindacali degli inquilini e quelle della proprietà hanno raggiunto un accordo per la determinazione dei contratti a canone concordato su tutta la provincia. Abbiamo la possibilità di estendere al proprietario la cedolare secca del 10 per cento e all'inquilino di avere un affito sostenibile e inferiore al 10 - 15 per cento rispetto al mercato libero. Inoltre si potrà riscuotere un rimborso Irpef. Alla Spezia è di 495 euro se l'inquilino ha un reddito inferiore a 15.493,16 euro e ha un rimborso di 247 euro qualora l'inquilino abbia un reddito superiore alla cifra sopra indicata e inferiore a 30mila 900 euro circa. La volontà è rendere questo canale concordato, l'unico possibile del mercato perché riesce a regolare la domanda e l'offerta sulla base di interessi contrapposti".

"L'intento di questo accordo - ha sottolineato Andrea Giorgi di Confapi - è di recuperare quegli immobili quegli immobili che per metratura e servizi aggiuntivi uscivano dai minimi provinciali uscendo dal mercato concordato".





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