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Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Settembre - ore 08.40

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Caffè e colazioni da asporto, i primi bar riaprono in città

L'assessore al Commercio, Lorenzo Brogi: "Grazie all'ordinanza di Toti gli esercenti possono ricominciare a lavorare. Il governo sbaglia a concedere l'apertura in base alle categorie merceologiche e non alle reali condizioni di sicurezza".

Ma non si può consumare di fronte ai locali

La Spezia - Chi non sogna un espresso preso al bar alzi la mano. Dopo quasi due mesi senza la possibilità di sbizzarrirsi in macchiati caldi o freddi, tazze grandi o piccole, cappuccini con tanta o poca schiuma, dolcificanti o diverse tipologie di zucchero gli spezzini, come tutti gli italiani, agognano la possibilità di consumare una delle più simboliche bevande del Bel Paese. Manca la cremosità del caffè al bar, manca il rito quotidiano che spezza e rilancia le giornate di lavoro o semplicemente i momenti di pausa.
Prima di ritornare alla normalità, ormai lo sappiamo tutti, ci vorranno mesi. E forse non basteranno nemmeno quelli, perché al mondo di prima probabilmente non torneremo mai.

Intanto, però, l'opportunità di bere un caffè espresso (fatto con una macchina professionale) è ritornata. Da ieri, infatti, in Liguria è stato dato il permesso di aprire agli esercizi di somministrazione non solo per le consegne a domicilio, ma anche per l'asporto. Ed è così che qualche pioniere ha aperto i battenti proponendo colazioni e pranzi da consumare fuori dal locale (ma non sui tavoli posti di fronte all'ingresso, come abbiamo notato in alcuni casi...). Certo, l'espresso portato a casa nella tazzina di carta o bevuto per strada non è la stessa cosa rispetto a berlo bollente al bancone, ma in questo periodo bisogna fare di necessità virtù. Un discorso che vale, ovviamente, anche per i titolari dei pochi bar che hanno aperto: la clientela non è quella di prima, il servizio è diventato più freddo e ingessato, ma almeno ci si rimette in moto e si muove un po' la cassa. Il tutto, però, deve essere fatto su ordinazione telefonica od online e i clienti possono entrare uno alla volta e rimanere all'interno del locale il tempo minimo necessario per il ritiro e il pagamento della merce. Una misura pensata per evitare il formarsi di code di fronte agli ingressi e lungo i marciapiede.

"L'ordinanza del presidente Toti che rimarrà in vigore sino al 3 di maggio porta con sé grandi novità per il commercio. Ovviamente - spiega a CDS l'assessore al Commercio, Lorenzo Brogi - la misura non poteva spingersi oltre le prerogative governative, ma ha permesso ai nostri esercizi di somministrazione di cibo e bevande, nonché agli artigiani (pasticceri, fornai, gelatai...) di pote incrementare in questo momento cupo e grigio la propria attività lavorativa. Questo, ovviamente, non è la panacea di tutti i mali: tramite l'asporto non si potranno risalire i debiti contratti e risolvere la situazione economica attuale, ma si tratta di una prima apertura nella speranza che il governo centrale non tardi ad arrivare al primo di giugno, ma proceda a una lenta e graduale riapertura che dovrà basarsi non sulla categoria merceologica ma sulla possibilità di garantire la sicurezza degli avventori all'interno dei locali commerciali, di qualunque tipo siano. Questo deve essere il principio a mio avviso, non ci deve essere una discriminante per categoria merceologica, altrimenti si creano guerre tra poveri e si porta il Paese allo sfacelo economico. L'apertura all'asporto è comunque un aiuto importante e concreto al commercio. In più l'ordinanza del presidente Toti prevede la possibilità di fare sport, andare in bicicletta e correre all'interno del proprio comune, stare all'aria aperta e fare passeggiare con le famiglie, di cui qualcuno si era dimenticato completamente: non sono criminali i padri e le madri che fanno una passeggiata con i propri bimbi. Si tratta di attività che contribuiscono a mantenere un sistema immunitario sano, di provvedimenti seri e sensati".

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