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Buoni pasto e premi di risultato, è rottura tra Iren e sindacati

Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec annunciano l'interruzione della trattativa sindacale e organizzano un presidio davanti alla sede di Via Picco.

Giovedì mattina in Via Picco
Buoni pasto e premi di risultato, è rottura tra Iren e sindacati

La Spezia - I rappresentanti spezzini di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec definiscono incomprensibile il comportamento della delegazione aziendale di Iren a fronte delle loro richieste unitarie e annunciano la rottura della trattativa sindacale sancita dall'abbandono del tavolo da parte dell'azienda. Per questo giovedì dalle 8 alle 10 si terrà un presidio di fronte alla sede in Via Picco, nel rispetto delle norme di distanziamento.

"L’azienda - affermano le sigle - in questo momento così critico che noi tutti stiamo vivendo conferma un atteggiamento miope e irresponsabile, si rifiuta di ricercare soluzioni condivise e continua ad ostacolare tutte le legittime istanze territoriali svilendo di fatto il ruolo delle Rsu e delle organizzazioni sindacali come unico vero strumento di difesa dei lavoratori. La situazione è a dir poco paradossale; l’azienda continua giornalmente ad erogare servizi essenziali mantenendo attiva la fatturazione, nel frattempo il consiglio di amministrazione aumenta di fatto le retribuzioni dei propri consiglieri e contestualmente si incrementano i dividendi delle azioni di oltre 10 punti percentuali; mentre succede questo l’azienda decurta il premio di risultato dei lavoratori mettendo in discussione l’importo erogabile. La disponibilità dei lavoratori in questa fase di grave emergenza, non solo non è stata premiata ma clamorosamente punita".

Ma le lamentele dei sindacati non sono finite qua.
"Non contenta, la delegazione aziendale di Iren con l’appoggio dell’amministratore delegato elimina di fatto i buoni pasto ai lavoratori posti in smart working dai provvedimenti del governo, lavoratori che hanno continuato a fornire la propria opera da casa, non per propria scelta ma per obblighi di sicurezza emanati dal governo e dal presidente del consiglio dei ministri. Tale decisione - proseguono i sindacalisti di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec - di fatto colpisce le fasce più deboli (mamme con i figli a carico o persone con patologie), che saranno costrette a restare a casa vedendosi decurtare parte della retribuzione, ma garantendo comunque il fatturato all’azienda. Non accettiamo lezioni di etica da chi guarda solo a logiche di mercato e di puro profitto dimenticando volutamente attenzioni verso i propri lavoratori e verso i propri clienti. La decisione di Iren di abbandonare il tavolo di trattativa nazionale e il rifiuto a qualsiasi dialogo o confronto anche territoriale, ci costringe ad avviare lo stato di agitazione. È il momento della assunzione di responsabilità e delle conseguenze che ne derivano, per ribadire la dignità del lavoro e delle persone, per il riconoscimento del loro valore e per dare un senso sociale ai servizi che forniamo", concludono i sindacati.

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