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Ultimo aggiornamento: Lunedì 22 Aprile - ore 23.46

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Banche e bancari, indietro tutta

In dieci anni la crisi è fortissima anche qui: crollati del 15% gli occupati, chiudono le agenzie e in Val di Vara sette comuni sono senza. Lo studio della Cisl: "Tornati agli anni Ottanta e sullo sfondo ci sono i nuovi tagli in Carige".

solo nel 2018 chiuse sette filiali
Banche e bancari, indietro tutta

La Spezia - “Dallo scoppio della crisi a oggi la Spezia ha perso il 20% delle sue filiali bancarie e il 15% dell’occupazione del settore. La riduzione degli occupati e del servizio al territorio è continuata nel 2018, chiuso con un saldo negativo di otto dipendenti bancari, scesi da 884 a 876, e di sette filiali, calate da 118 a 111. Dieci anni prima, a fine 2008, nella provincia della Spezia avevamo 138 sportelli e 1.031 occupati. Non va meglio se si somma al personale bancario quello della riscossione dei tributi: il dato complessivo degli addetti del settore finanziario è sceso infatti in un decennio da 1.098 a 941.
Per il quinto anno consecutivo la Spezia è dunque ben sotto il livello del migliaio di occupati nel mondo della finanza e il dato di fine anno è il peggiore nelle rilevazioni degli ultimi decenni, fornendo un chiaro indicatore delle difficoltà dalle quali fatica ad uscire l’economia provinciale”: è quanto spiega Anna Maria Fortunato, componente della segreteria regionale di First Cisl e responsabile di zona per la Spezia, presentando il report relativo all'annuale monitoraggio del comparto finanziario spezzino, effettuato tramite l’Osservatorio sul Credito di First Cisl zonale.

Lo studio di First Cisl La Spezia evidenzia che per trovare un numero così basso di filiali bancarie nella provincia occorre ritornare a venticinque anni addietro. Se si considera che tra le succursali della provincia una decina agiscono come semplici “satelliti” di altre filiali e otto non operano ad attività piena, ma si occupano solo di business specialistici (crediti personali, private, corporate), la bancarizzazione effettiva del territorio spezzino si attesta sui valori di fine anni Ottanta, ma con una dotazione di personale ridottasi di oltre un terzo. Con il nuovo anno, ha chiuso anche l’Unità di
Servizio Territoriale della filiale genovese della Banca d’Italia, che aveva mantenuto alcuni servizi attivi nel 2018 su sollecitazione delle organizzazioni sindacali.
La provincia continua comunque ad avere un indice di bancarizzazione per abitante superiore a quello medio nazionale: 0,50 filiali ogni mille residenti, contro una media di 0,42 per il territorio italiano. Anche il numero medio di sportelli per comune (3,47) è migliore rispetto al dato nazionale (3,21). Le località turistiche della Riviera hanno un indice di 0,97 filiali per abitante (quasi uno sportello ogni mille residenti), mentre il dato scende a quota 0,41 per la Val di Magra. Sono 8 i comuni, di cui sette nella sola Val di Vara, del tutto sprovvisti di filiali bancarie. Nella graduatoria provinciale del presidio territoriale e dell’occupazione, il gruppo Crédit Agricole mantiene saldamente il primato con 46 filiali e 439 addetti. Al secondo posto c’è Banca Carige con 17 sportelli e 82 occupati. Il Banco Bpm è terzo, con 12 agenzie e 62 lavoratori, mentre Ubi Banca e Intesa Sanpaolo hanno 6 filiali ciascuna, ma numeri moto diversi di addetti, rispettivamente 66 e 47. Il segnale più negativo proviene dal ridimensionamento di Unicredit, disceso al numero di filiali e di dipendenti di cui vent’anni prima disponeva da solo il Credito Italiano. Al contrario, la Banca Popolare di Sondrio, giunta su piazza da poco più di un anno, sta aumentando l’organico, segno che esistono potenzialità di raccolta e di investimento per l’inserimento di nuove realtà creditizie.

Per il sistema creditizio italiano appare possibile che il risiko bancario continui e possa coinvolgere nuovi soggetti.
Le nuove aggregazioni bancarie si riverbereranno anche alla Spezia, a seguito dell’ormai concluso acquisto di Unipol Banca da parte del gruppo Banca Popolare Emilia Romagna. In provincia BPER triplicherà perciò i propri sportelli, unendo alla filiale del Banco di Sardegna le due di Unipol Banca, più che raddoppiando nel contempo anche il personale addetto. Ulteriori ricadute potranno derivare alla realtà spezzina dal piano industriale di Banca Carige, che
prevede complessivamente la chiusura di 100 sportelli e più di mille esuberi fra il personale. Per quanto riguarda Carispezia, è già stato deliberato dai rispettivi Consigli di Amministrazione il progetto di fusione per incorporazione della Cassa di Risparmio spezzina nella controllante Crédit Agricole Italia entro fine luglio 2019. Tra pochi mesi cesserà pertanto l’attività di una banca che, formalmente costituita nel 1842, fa risalire le sue origini addirittura al maggio del 1597 col preesistente Monte di Pietà. "Anche in questa storica e delicata fase, First Cisl è e sarà in prima
linea al fianco dei lavoratori, sia per garantire le migliori tutele per i circa 130 dipendenti che ad oggi operano nella Direzione Generale di Piazza Beverini, ma anche affinché la costituenda nuova realtà bancaria mantenga nella provincia il maggior numero di strutture qualificate, resti radicata e presente sul territorio e possa continuare a creare occupazione e opportunità di lavoro per i giovani".

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