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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 19 Settembre - ore 10.00

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Banche, 5 filiali e 17 posti di lavoro persi in un anno

Il report di First Cisl non lascia dubbi: la contrazione in termini occupazionali e di sportelli è costante. La provincia spezzina è ritornata ai livello di 30 anni fa.

In 20 anni persi 320 addetti
Banche, 5 filiali e 17 posti di lavoro persi in un anno

La Spezia - Cinque sportelli bancari e 17 lavoratori in meno. Questi i numeri più significativi del report annuale sul credito in provincia elaborato dal sindacato First Cisl.
La Spezia dunque non fa eccezione: nelle banche crollano occupati e filiali, e dal sindacato giunge la richiesta di una riforma socialmente utile del sistema bancario.

"Non si è salvata neppure la Liguria, martoriata dalla dissennata gestione di Carige e dalle conseguenti pressioni della Bce, ma anche dai riflessi del riassetto dei grandi gruppi, della crisi delle ex venete e delle difficoltà di Mps, bruciando occupazione e servizio al territorio. I numeri non ingannino: la contrazione degli occupati bancari alla Spezia sembra poca cosa se si considera che nelle banche italiane dalla crisi finanziaria a tutto il 2016 sono stati persi 30.809 posti di lavoro e gli accordi firmati dalla fine del 2016 a oggi ne faranno svanire altri 24mila in un triennio, ma ogni addetto in meno e ogni filiale chiusa sono ferite inferte al ruolo sociale della banca e alla sua capacità di servire il territorio. Adesso basta, urge una riforma socialmente utile del sistema bancario, ed è quel che proponiamo con gli obiettivi del nostro manifesto AdessoBanca!, a cominciare dalle tre leve fondamentali per riavvicinare le banche ai bisogni delle economie locali: quella fiscale, per premiare gli investitori pazienti, quella della partecipazione alla governance, prevedendo figure di garanzia dei lavoratori e dei cittadini negli organi di controllo e di amministrazione, e quella del coinvolgimento attivo dell'azionariato diffuso, attraverso l'utilizzo del voting trust, che indirizzi la gestione verso obiettivi di carattere sociale, come la crescita dell'occupazione, la tutela del risparmio e il sostegno all'economia". Questo il commento del segretario generale di First Cisl, Giulio Romani, all'annuale monitoraggio del comparto finanziario spezzino effettuato dall'Osservatorio sul Credito del sindacato.

"Anche nel 2017 — spiega Anna Maria Fortunato, componente della segreteria regionale di First Cisl e responsabile di zona per La Spezia, affiancata da Gianfranco Palmero — le banche spezzine hanno perso occupazione. I bancari che operano nella provincia sono scesi da 901 a 884. Metà circa sono concentrati in Crédit Agricole Carispezia, che ha 441 dipendenti. Carige ora occupa 73 risorse e ha diminuito in un quinquennio del 23% il numero di lavoratori a La Spezia. UniCredit in un decennio ha pressoché dimezzato la presenza, riducendosi a 54 addetti. Ubi e il Banco Bpm mantengono un certo radicamento, con circa 60 lavoratori ciascuno. Seguono Intesa Sanpaolo con 49 e Mps con 47 e via via le altre". "Dal 2009 - prosegue Anna Maria Fortunato - abbiamo perso più di una filiale ogni dieci. Avevamo 138 sportelli, ora sono 118. Nell'ultimo anno ne sono stati chiusi 7, ma l'apertura in città di un'agenzia della Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana e l'inaugurazione di una filiale della nuova arrivata Banca Popolare di Sondrio hanno consentito di ridurre a 5 il saldo negativo rispetto alle 123 agenzie del 2016. Il crac della Popolare di Vicenza si è riverberato nella chiusura dello sportello di Via XXIV maggio, il cui personale è transitato in Intesa Sanpaolo. Se si considera che tra le filiali che operano in provincia una decina sono semplici satelliti della succursale di riferimento, il radicamento effettivo sul territorio si attesta sui valori di trent'anni fa. È poi un pessimo segnale che un comune, Calice al Cornoviglío, sia stato privato del servizio bancario. I comuni serviti da almeno uno sportello sono ora 24 su 32. Il fatto che la comunità colpita appartenga alla Val di Vara, la vallata del biologico, è stato letto come un atto di sfiducia nei confronti della green economy e delle potenzialità turistiche dell'entroterra. Un elemento positivo arriva invece dalla già citata Bvlg: la recente apertura a Bottagna, la nuova agenzia in città e il conseguente aumento del numero dei dipendenti mostrano la disponibilità a investire nell'economia locale".
"È stabile a 64 il numero degli addetti della riscossione tributi - conclude la responsabile di First Cisl -, mentre, nonostante la netta contrarietà del sindacato, la Banca d'Italia ha trasformato la filiale spezzina in una semplice unità di servizio territoriale della sede regionale, prevedendone la definitiva chiusura alla fine di quest'anno, con il trasferimento del personale a Genova e Livorno".

Una chiusura dolorosa, quella della filiale Carispezia di Calice al Cornoviglio, che osservava un orario di apertura mattutino per tre giorni alla settimana e che lascia sguarnito (l'unica alternativa è lo sportello postale) un territorio che si trova nel cuore della Valle del biologico.
Ma l'allarme lanciato da First Cisl è più generale: in venti anni l'affermazione delle banche online e dei servizi con sportelli automatizzati ha fatto perdere ben 320 addetti nel settore nella sola provincia spezzina.
"Si fanno meno politiche incentrate sul servizio e più politiche di mero bilancio. Questo è ovviamente deleterio per i clienti che non traggono alcun vantaggio. E' giusto che ci sia un risparmio se operazioni come il semplice bonifico vengono svolte allo sportello automatico per liberare il lavoratore di determinate mansioni e consentirgli di fornire maggiore assistenza su pratiche complesse a un numero sostenibile di utenti", concludono Fortunato e Palmero.

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