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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 21.35

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Avanti con elettrificazione delle banchine, ma la scommessa è il Gnl

Continua anche il processo di dismissione delle partecipate, mentre per il molo crociere si attende la risposta sull'assoggettabilità a Via. Sulla diga: ok di massima al varco chiesto dai muscolai e al punto di ristoro "Isola nella corrente".

Avanti con elettrificazione delle banchine, ma la scommessa è il Gnl

La Spezia - Le emissioni dei gruppi elettrogeni delle navi da crociera ormeggiate a poche decine di metri dalle abitazioni sono un problema da risolvere quanto prima. La legge impone l'utilizzo di carburante raffinato, ma gli esposti indirizzati alla magistratura sono la dimostrazione della lecita preoccupazione degli abitanti dei quartieri a corona del porto.
La soluzione più volte invocata, con l'inglesismo "cold ironing" o con l'italianissima locuzione "elettrificazione delle banchine", stenta ad essere messa in pratica, per le difficoltà tecniche relative alla fornitura di sufficienti quantità di energia (si consideri che ogni nave da crociera è una città galleggiante, un mostro energivoro di dimensioni impressionanti). Ma quel che è peggio è che non tutti sono d'accordo sull'effettiva utilità del sistema, visto che le compagnie storcono il naso all'idea di dover pagare la fornitura elettrica e potrebbero decidere di... cambiare aria. A Livorno, per esempio, sono stati investiti 4,5 milioni per predisporre la linea e gli attacchi, ma su oltre mille navi che hanno ormeggiato nessuna si è allacciata alla fornitura elettrica.

La presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale, Carla Roncallo, sul tema ha spiegato: "L'elettrificazione va avanti, abbiamo chiesto a Enel l'aumento della potenza della linea. Tuttavia, parallelamente, si stanno facendo passi avanti a livello tecnologico e non possiamo non considerare il tema dei costi aggiuntivi per le compagnie. Nel Nord Europa, ad esempio, la propulsione a Gas naturale liquefatto sta prendendo piede e oggi l'idea inizia ad affermarsi anche da noi. Si sta ragionando sulla collocazione di un punto di rifornimento, tenendo in considerazione anche l'impianto di Panigaglia. Ripeto, non vogliamo rinunciare all'elettrificazione delle banchine, ma credo che la soluzione migliore possa essere quella della conversione dei motori per l'utilizzo di un combustibile che ha un impatto ambientale infinitamente minore".

A conferma di quanto la nuova Adsp creda nella tecnologia della combustione del Gnl c'è l'approvazione, tra gli altri, di un progetto comunitario finanziato nell'ambito del programma Interreg Italia Francia Marittimo. Si tratta del progetto "Gnl Facile", per la promozione dell'uso dell'Gnl nel trasporto marittimo e come carburante pulito per l'itera catena logistica.
A questo si affianca il progetto "Mon Acumen", per la pianificazione e controllo acustico nei porti commerciali dell'area di cooperazione, al fine di sviluppare una comune metodologia di analisi della descrizione acustica e del rilevamento del rumore; una progettazione condivisa dei sistemi di monitoraggio e una raccolta e verifica unitaria dei dati raccolti, il tutto finalizzato ovviamente a meglio identificare gli interventi di insonorizzazione da attuare
Questi due progetti si uniscono al progetto "Ursa Major Neo" finanziato nel programma Cef/Tent di cui l'Adsp ha ricevuto comunicazione ai primi di luglio dalla Commissione Europea. In tale progetto il porto della Spezia è coinvolto nello sviluppo di un progetto pilota per l'implementazione di sistemi intelligenti di trasporto ITS per una gestione efficiente delle aree di sosta e per comunicare in tempo reale le informazioni per l'ingresso in porto ai camionisti al fine di ridurre i tempi di attesa, tema di estrema attualità.
"Questo tema - affermano Roncallo e il segretario generale Francesco Di Sarcina - ci sta infatti particolarmente a cuore, perché è in linea anche con il lavoro svolto negli ultimi mesi dal Tavolo per l’Autotrasporto, coordinato dall’ente e partecipato da tutti i soggetti interessati, che ha peraltro ottenuto importanti risultati nella risoluzione o quanto meno nell’attenuazione delle problematiche di accesso dei mezzi pesanti al porto, che nei momenti di picco registra problemi di accumulo e di accodamenti".
A tal proposito i vertici dell'Adsp fanno sapere di aver ricevuto due proposte per il miglioramento delle condizioni per gli autotrasportatori, una da "La Mercantile", che vorrebbe utilizzare il truck village degli Stagnoni anche come area di servizio per i pullman che trasportano i crocieristi, e una di Automarocchi, che si concentra invece sui disagi dei tir. "Riteniamo questa seconda più interessante - afferma Roncallo - perché intendiamo continuare a destinare il truck village agli autotrasportatori, che vivono oggi una situazione più critica rispetto a quella del traffico ingenerato dalle crociere. Stiamo valutando e in ogni caso metteremo il servizio a gara".

Crociere
Nel frattempo, proprio parlando di crociere, gli uffici di Via del Molo stanno attendendo le integrazioni di Msc e Royal Caribbean alla proposta di gestione del servizio e di realizzazione del terminal sul molo crociere previsto nel Prp.
"Quando le riceveremo - spiegano la presidente e il segretario generale - avremo a disposizione 90 giorni di tempo per verificare se si tratta di una proposta di interesse pubblico. Se così sarà metteremo a gara l'appalto. Per il molo, nel frattempo, abbiamo avviato la procedura di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale, con un progetto che prevede il terminal alla radice del molo, un edificio polifuzionale e un parco urbano dedicato allo sport. Con la nuova amministrazione comunale determineremo i nuovi contenuti della restante parte del waterfront".

Le partecipate e il contenimento dei costi
Nel corso dei primi mesi di attività dell'Adsp del MAr Ligure Orientale è stato approvato il Piano di dismissione delle partecipate, come richiesto dalla legge. Un provvedimento che interessa solamente la parte spezzina dell'ente, visto che l'Autorità portuale di Marina di Carrara.
L'Authority spezzina, invece, aveva partecipazioni in 12 società, due associazioni e due fondazioni. "Una holding, in pratica", ha commentato Di Sarcina.
Il Piano prevede la dismissione delle quote di sei società, una associazione e una fondazione.
"La società alla quale teniamo maggiormente è "La Spezia Shunting Railways", perché la riteniamo strategica per l'implementazione del trasporto su ferro, obiettivo tra i più importanti del porto spezzino. L'asta per dismettere le azione di Discover - ha ricordato Roncallo - è andata deserta. Ora chiederemo ai soci se intendono far valere i loro diritti societari, altrimenti ne proporremo la dismissione, come per Apls che è invece totalmente partecipata dall'Authority. Stessa sorte per le nostre quote in Infoporto, mentre per le altre realtà si parla di partecipazioni di entità molto inferiore, o che hanno un significato strategico, come quella nel Sistema turistico locale e nella Scuola nazionale dei trasporti e della logistica".
I vertici dell'Adsp ricordano inoltre la difficoltà operativa nella quale ci si è trovati ad operare a causa delle indagini che hanno decapitato l'ente a inizio novembre 2016 e la conseguente necessità di far fronte a situazioni di non facile risoluzione.
Alcune di queste sono ormai state risolte: per esempio l’annullamento di diverse gare interessate dalle indagini, con la necessità di provvedere comunque a garantire i servizi oggetto di revoca ai fini di non bloccare l’operatività del porto, oppure la necessità di adozione di provvedimenti disciplinari per il personale interessato e la gestione del conseguente contenzioso che ne è derivato; altre situazioni invece, quali ad esempio la situazione debitoria determinata dalla Festa della Marineria 2015, sono ancora in corso di valutazione, per la loro complessità e delicatezza.
E' stata inoltre intrapresa un’azione volta a ricondurre l'ente ad una gestione più sobria della spesa corrente ed a una finalizzazione della stessa a scopi più mirati, gestione che porterà a fine anno ad un notevole contenimento dei costi. Si tratta in questo caso di una serie di provvedimenti necessari, seppure non sempre compresi da parte dei nostri stakeholders.

Nuovo Piano regolatore di sistema portuale e il futuro della diga
L’insediamento delle nuove amministrazioni comunali della Spezia e di Carrara consentirà a breve di avviare l’iter di formazione del Piano regolatore di sistema portuale, voluto dalla riforma dei porti. Al momento è già in corso l’analisi dei futuri fabbisogni ma a partire dai prossimi mesi, potranno essere avviati gli studi ed i ragionamenti volti alla definizione dei principali indirizzi del piano.
Il porto della Spezia ha un Prp vigente capace di consentire un buon livello di sviluppo infrastrutturale, anche se certamente non mancheranno temi importanti da trattare, con riguardo anche alla evoluzione del naviglio ed al rapporto con la città e con gli interporti.
Interrogata sulla prospettiva di predisporre un progetto per aprire un varco subacqueo nella diga foranea per favorire il ricambio dell'acqua a favore degli impianti di mitilicoltura, la presidente ha ribadito la disponibilità data alcuni mesi fa nel corso di un incontro a Santa Teresa.
"Sto attendendo che i mitilicoltori ci mostrino il loro progetto e nel frattempo è calata l'attenzione sul tema, ma confermo che ritengo sia una strada da prendere in considerazione". E il suggestivo progetto per rendere la diga balneabile, il famoso "Diga beach"? "Non parlerei di una spiaggia. Ci sono divieti di balneazione e attività incompatibili con questo utilizzo, come i vivai dei muscolai, appunto. Credo sia invece molto interessante la proposta che era stata valutata nel 2009, quella denominata "Isola nella corrente". Le autorizzazioni concesse allora sono scadute e i proponenti stanno lavorando per riaverle e poter aprire dei punti di ristoro all'estremità della diga. A quelle condizioni, per quanto mi riguarda, il progetto può partire anche domani. Stiamo a vedere".

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