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Ultimo aggiornamento: Lunedì 24 Settembre - ore 22.11

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Authority, multa da 22mila euro per consulenze non autorizzate

La Guardia di finanza ha multato l'Autorità di sistema portuale per l'assenza di una richiesta di autorizzazione all'Università di Pisa per la collaborazione tecnica di un professore.

Tra il 2013 e il 2015
Authority, multa da 22mila euro per consulenze non autorizzate

La Spezia - Una mancata richiesta di autorizzazione, dovuta forse al semplice fatto che nessuno sapeva che la consulenza sarebbe stata svolta da due professori, invece che da uno solo. Ma la multa è scattata lo stesso. E non è proprio di quelle insipide: 22.688 euro, che l'Autorità portuale di sistema ha versato nei giorni scorsi allo Stato al termine di una vertenza avviata lo scorso dicembre dalla Guardia di finanza di Pisa.

Tutto ha avuto origine dalle collaborazioni svolte da due professori dell'Università di Pisa tra il 2013 e il 2015 a favore dell'allora Autorità portuale della Spezia, presieduta da Lorenzo Forcieri, per consulenze quali la relazione geologico/tecnica del nuovo molo crociere e il parere tecnico del lavoro di consolidamento della banchina Thaon di Revel.
Secondo le Fiamme gialle pisane l'Autorità portuale non aveva rispettato l'articolo 53 comma 9 del decreto legislativo 165/2001, che prevede che "gli enti pubblici economici e i soggetti privati non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti pubblici senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi". L'Adsp è ritornata a sfogliare i faldoni degli anni passati, chiedendo lo stralcio di entrambi i verbali, convincendo però gli inquirenti solo a metà.
Le voci raccolte informalmente riportano di documenti che inizialmente non si trovavano e di una consulenza che era stata richiesta per un solo professore, che si era poi fatto accompagnare da un collega, divenuto poi organico alle collaborazioni. Niente di male, se la Guardia di finanza non ha avuto nulla da obiettare a livello di costi per l'ente pubblico, ma di sicuro doveva essere richiesta una autorizzazione in più all'ateneo pisano.

Così oggi Via del Molo paga 22mila euro, equivalenti al doppio degli emolumenti ricevuti dal dipendente pubblico in questione, riservandosi la possibilità di rivalersi nei confronti del legale rappresentante dell'Authority per il periodo in questione, sebbene avesse agito nell'esercizio delle funzioni.

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