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Atc punta all'affidamento in house, le mosse dei prossimi dieci anni

Presentato ai membri della terza commissione consiliare il piano industriale col quale Bianchi e Masinelli chiedono alla Provincia di concedere direttamente il prolungamento del contratto, indispensabile per rinnovare il parco mezzi.

La prossima settimana tocca ai sindacati

La Spezia - "Il piano industriale ha già passato l'esame della Provincia e del Comune". Ha esordito così il presidente di Atc esercizio, Gianfranco Bianchi, nel corso dell'audizione che si è svolta ieri di fronte ai membri della terza commissione consiliare, nel corso della quale è stato presentato il piano con il quale l'azienda punta a traguardare i prossimi dieci anni ottenendo l'affidamento in house del servizio di trasporto pubblico locale.

"Siamo entrati ad aprile dello scorso anno e subito abbiamo dovuto fare i conti con un taglio di 194mila euro, al quale abbiamo fatto fronte senza ridurre alcuna corsa. A livello finanziario l'azienda vantava allora 11 milioni di credito nei confronti della Provincia e registrava un consistente calo alla voce biglietti venduti. Per prima cosa - ha proseguito Bianchi - abbiamo riorganizzato la struttura societaria e abbiamo messo in campo una forte campagna di lotta evasione, che ha fruttato 420mila euro di incassi netti in dieci mesi. Rivedendo completamente le procedure informatiche abbiamo invece generato un risparmio di 97mila euro nell'arco di alcuni anni. Constatata la risposta positiva alle nostre azioni, io e l'amministratore delegato, Francesco Masinelli, abbiamo valutato che fosse possibile avviare un ragionamento per puntare all'affidamento in house e sono iniziate le trattative con la Provincia e il Comune capoluogo e in seguito la stesura del piano industriale, per la quale devo dire grazie alla dottoressa Roberta Fregosi".

Il piano presentato parte da alcuni presupposti, che vanno dal rientro degli 8 milioni di credito rimanente nei confronti della Provincia (di cui 4 già entro il 2019) all'utilizzo futuro di mezzi a Gnl, un carburante che costa 0,55 euro al chilo, rispetto agli 0,9 necessari per un litro di gasolio, e ha una resa superiore del 10 per cento di resa. "Il Gnl è una soluzione migliorativa sotto tutti i punti di vista, anche quello ambientale, e abbiamo lo stabilimento di Panigaglia a quattro chilometri con il quale abbiamo già preso contatti", ha chiarito Masinelli.

Il piano elaborato da Atc è stato definito prudenziale in quanto non vengono tenuti in considerazione l'eventuale finanziamento proveniente dal Mit e il recupero dell'Iva legato alla creazione dell'agenzia per il Tpl.
"Con le risorse del ministero, che ci attende per un incontro il 22 maggio a Roma, arriverebbero 19 nuovi filobus e le stazioni di stazioni alimentazione", ha spiegato Bianchi.
Il documento presentato venerdì parla di 37milioni e 330mila euro di investimenti entro il 2030, che porterebbero a una riduzione dell'età media del parco mezzi dagli attuali 12,8 anni a meno di 8, in linea con la media europea.
Le vetture a disposizione scenderebbero da 270 a 252, con una riduzione delle emissioni derivanti anche dall'introduzione di tre nuovi filobus, sempre senza considerare il bando ministeriale, e l'alienazione di tre Breda che hanno toccato la soglia dei 30 anni di vita. Oggi il parco mezzi è costituito da 259 diesel e 11 filobus: nel 2030 sarebbero 182 autobus a gasolio, 59 a Gnl e 11 filobus.
Nel piano è inoltre contenuto il blocco parziale del turnover, prevedendo, nell'arco dei dieci anni il prepensionamento volontario di 42 dipendenti, l'aumento graduale delle esternalizzazioni in subappalto dall'attuale 22,8 al 30 per cento e le garanzie contrattuali e le trattative per i contratti di secondo livello e i premi.

"Ci vorranno due anni per la realizzazione della stazione di rifornimento a Gnl, pertanto - ha dichiarato Masinelli - dobbiamo considerare progressiva la sostituzione dei mezzi. Per gli acquisti abbiamo un milione di euro in un fondo regionale, per le vetture a Gnl ci sono contribui importanti e per il resto contiamo su cash flow e mutui. Per quel che riguarda il costo del personale rileviamo come questo sia sostenibile grazie ai lavoratori e ai sindacati, a differenza di altre aziende di Tpl, ma per in piano così ambizioso dobbiamo contenere le spese anche nei prossimi anni: per questo passeremo da 419 a 377 dipendenti. Consideriamo costante a 8,61 milioni di chilometri annui il chilometraggio, con un potenziamento graduale per quel che riguarda le Cinque Terre, mentre i ricavi tariffari sono considerati in aumento per la prosecuzione della lotta all'evasione e l'introduzione della bigliettazione elettronica. Si parte da 30 milioni di incassi e consideriamo di arrivare a 33 nel 2030, anche grazie all'incremento del turismo. Inoltre l'indebitamento disponibile aumenterà di 10 volte. In definitiva non strozzeremo l'azienda, una volta trascorsi i dieci anni, e alla fine del ciclo degli investimenti ne potrà seguire un altro. Il patrimonio, considerando di non distribuire utili, raddoppierà.

Nel ping pong di domande e risposte con i commissari Bianchi e Masinelli hanno spiegato a Marco Raffaelli che si attende entro giugno la risposta del Mit riguardo al bando al quale l'azienda ha partecipato insieme al Comune della Spezia e che nel caso di un esito positivo si potranno rivedere tutte le distribuzioni delle risorse, anche perché con 19 filobus cambierà completamente anche l'organizzazione del servizio.
Donatella Del Turco ha messo sul piatto il tema dell'alimentazione a metano che Masinelli ha detto essere tra le opportunità in campo, anche perché la stazione per il Gnl, che sorgerebbe nella zona Nord del deposito di Mazzetta e che potrebbe essere messa anche al servizio dei privati, consentirà anche il rifornimento del metano, appunto.
A Paolo Manfredini, che ha chiesto come la riduzione del parco mezzi si possa conciliare con il mantenimento del chilometraggio, il management di Atc ha replicato con l'efficientamento che deriverebbe dall'avere mezzi nuovi e dalla riduzione dell'attuale varietà di modelli, pari addirittura a 45 tipologie, anche sotto il profilo dell'approvvigionamento dei pezzi di ricambio, indispensabili nella situazione attuale.
L'officina perderebbe 4 unità nel corso del decennio, ma molti autobus sarebbero acquistati con il servizio di full service, che prevede la manutenzione a carico del fornitore consentendo così una manutenzione programmata per soglie di chilometraggio, a differenza di quella odierna, svolta unicamente in emergenza.
Roberto Centi ha chiesto delucidazioni sull'aumento delle esternalizzazioni, che saranno affidate con gara, vista anche la condizione particolare dell'affidamento in house, ma solo ad aziende che avranno la capacità di fornire garanzie fidejussorie e un parco mezzi adeguato.

La presidente della commissione, Maria Grazia Frijia, ha a questo punto sottolineato il significato del traguardo messo nel mirino, quell'affidamento in house che un anno e mezzo fa sembrava impossibile, tenendo in considerazione quasi solamente l'ipotesi della gara a doppio oggetto e la sostanziale cessione di Atc esercizio.
"Non dimentichiamo che tutto è reso possibile anche grazie al decreto Genova seguito al crollo del Ponte Morandi", ha replicato Raffaelli. "Sì, ma riconosciamo il merito di questo impegno", ha ribattuto Frijia.
"E' vero, il decreto Genova ci ha facilitato - ha aggiunto Masinelli - ma molto dipende anche dal lavoro svolto azienda in questi mesi. C'era un valore che non era mai emerso".
"L'affidamento in house - ha proseguito Bianchi - sarebbe stato difficile per chi amministrava prima, avendo una durata contrattuale troppo breve per chiedere il sostegno finanziario alle banche. Noi abbiamo pensato di cogliere l'opportunità offerta dal decreto Genova, che elimina il 15 per cento di penalizzazione se si riesce a chiudere la partita entro la fine del 2019".
Da Massimo Caratozzolo una domanda sul funzionamento dell'approvvigionamento del magazzino ricambi e sull'episodio della scorsa settimana, quando un autobus ha preso fuoco in Viale San Bartolomeo.
"Siamo stati fortunati: l'autista di un mezzo che seguiva ha suonato il clacson avvisando la collega che guidava quel bus. Siamo sotto la media nazionale dei roghi che riguardano un parco mezzi che ha la nostra età media, ma al contempo non possiamo mettere a magazzino tutti i ricambi che potrebbero servire. La prossima estate - hanno risposto Bianchi e Masinelli - potrebbe essere un momento difficile. Stiamo lavorando per avere ricambi e avere mezzi pronti in caso di emergenze.
Manfredini e Raffaelli, sul solco di quanto detto da Frijia, hanno voluto confermare la loro soddisfazione nel caso in cui si riesca a centrare il traguardo dell'affidamento in house, e il presidente e l'ad dell'azienda hanno chiarito che sul fronte della lotta all'evasione i risultati e le impressioni raccolte tra i dipendenti spingono a pensare di proseguire con il sistema misto dei verificatori interni ad Atc affiancati dai vigilantes, che pure aveva fatto tanto discutere al momento della presentazione.

La prossima settimana sullo stesso argomento saranno ascoltati i sindacati.

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