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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Agosto - ore 14.31

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Atc, la Cgil analizza i temi. Il monito: "Fermi sui nostri obiettivi, non facciamo scivolare via il tavolo"

Atc, la Cgil analizza i temi. Il monito: `Fermi sui nostri obiettivi, non facciamo scivolare via il tavolo`

La Spezia - La questione della riorganizzazione societaria del gruppo Atc ha destato preoccupazioni in molti lavoratori, soprattutto tra quelli di Atc Esercizio. Quando la vicenda è venuta a galla in commissione consiliare Cisal e Cobas hanno lamentato di non essere state coinvolte nella discussione da parte dell'azienda e hanno poi continuato a dichiararsi contrarie all'esecuzione della revisione degli assetti societari. Le altre sigle, Cgil, Cisl e Uil, hanno invece dichiarato di voler attendere l'esito del tavolo di confronto con l'amministratore unico di Atc Spa, Alfredo Peri, mentre la commissione consiliare ha licenziato la delibera proposta dalla giunta, accettando però di iscriverla alla discussione in consiglio dopo lo svolgimento della trattativa tra sindacati e azienda. Le organizzazioni sindacali chiederanno rassicurazioni sui livelli occupazionali (diretti e indiretti) e retributivi, sulle opportunità di miglioramento del servizio e sul mantenimento della gestione in mano a un soggetto che sia il più possibile vicino al pubblico. Tre cardini che riguardano prevalentemente i criteri con i quali sarà scelta la tipologia di gara e con i quali sarà scritto il bando.

Per fare maggiore chiarezza su questi argomenti, ieri, nella sede della Cgil, il segretario provinciale della Filt Cgil, Fabio Quaretti, ha organizzato un incontro seminariale in cui è intervenuto Domenico D'Ercole, funzionario nazionale della Cgil, esperto di normative del settore del trasporto pubblico locale.
Il quadro che è emerso è estremamente complesso, con normative regionali che si innestano su quelle nazionali ed europee.
"La situazione politica attuale - ha spiegato D'Ercole - rischia di far perdere di vista la mission, soprattutto in una situazione come quella spezzina che la affronta in un momento delicatissimo come la campagna elettorale, che tenderà a inquinare la discussione con questioni politiche che rischieranno di prevaricare quelle di merito. Inoltre il sindacato non deve limitarsi a tutelare i lavoratori, che è la cosa che sappiamo fare bene, ma deve guardare oltre capendo cosa accadrà tra dieci anni. Non bisogna limitarsi a ottenere garanzie per l'oggi. Le norme vigenti concorrono a creare concorrenza nel settore. La concorrenza mette paura, soprattutto se non è regolata. Ma dobbiamo fare i conti con questa situazione, non possiamo pensare di fermare un treno in corsa a mani nude".

Nell'esposizione del quadro normativo, D'Ercole ha toccato a più riprese le caratteristiche delle tipologie di affidamento che sono teoricamente possibili: quello in house, quello con gara per la gestione del servizio a evidenza pubblica e quella a doppio oggetto, con una parte della società all'asta e il servizio da affidare a chi ne acquisirà le quote.
L'affidamento in house, coerentemente con lo spirito delle leggi in vigore, è quello più difficile da realizzare per il servizio di Tpl spezzino. Le dimensioni del bacino sono troppo grandi per giustificarne in maniera semplice la scelta, sarebbero necessarie risorse economiche che gli enti locali al momento non hanno a disposizione e ci sarebbe una riduzione dei trasferimenti statali per il Tpl a favore del territorio. Insomma: lo scopo dei legislatori (Ue, Stato e Regione) è quello di aumentare la concorrenza e ridurre il numero delle aziende municipali che gestiscono servizi pubblici e questo lo si riscontra nella realtà.
"Le operazioni societarie in discussione non pregiudicano nessuno dei tre modelli, ma l'affidamento in house è molto penalizzato. Bisogna condurre le trattative senza farsi prendere dal panico ed entro giugno sarà comunque necessario dire cosa si vuol fare alla Commissione europea. Non sono le scadenze della legge Madia il problema, ma quelle della gara", ha concluso D'Ercole.

"Dobbiamo guardare bene le carte in tavola, anche se siamo in campagna elettorale - ha aggiunto Quaretti -. Ci sarà un altro incontro sugli assetti societari in funzione della gara, e poi il dibattito pubblico-politico con i candidati, per capire come la vedono sul fronte dell'occupazione e del servizio".
Alessandro Negro ha sottolineato la necessità di trovare una linea unitaria da portare davanti alle istituzioni, nelle riunioni sulle questioni dell'assetto e per andare avanti con il tavolo nelle prossime settimane.
Una trattativa che la Cgil vuole portare avanti con determinazione ma senza forzature, perché "il tavolo è importante, per oggi e per i prossimi dieci anni, non dobbiamo in alcun modo farcelo scivolare via".

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