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Asta milionaria per Cava Fornace, 500mila metri cubi ancora da estrarre

Un'attività in passato al centro di proteste da parte della cittadinanza.

Tribunale
Asta milionaria per Cava Fornace, 500mila metri cubi ancora da estrarre

La Spezia - Va all'asta la Cava Fornace, sito che sorge lungo la strada che da Pegazzano raggiunge il borgo di Biassa. Si tratta di un'asta giudiziaria, conseguenza del fallimento della società Nec – Nuova edilizia e cave, con sede a Follo, che ha dichiarato il fine corsa nel giugno dello scorso anno. L'asta è in programma nella mattinata dell'11 novembre prossimo, si partirà da 4 milioni e 300mila euro, con rialzo minimo di 50mila euro. Il presidio è in grado di dare calcare utilizzato per la produzione di inerti per usi edili e stradali, sabbia, ghiaia, pietrischi, e ancora massi per difese spondali marittime e fluviali. La cava, la cui attività è stata autorizzata dalla Regione nel 2009, si basa su un progetto che prevede l’estrazione di 640.900 metri cubi di materiale; ne risultano già estratti circa 140mila, quindi ce n'è ancora da ricavare grossomodo mezzo milione di metri cubi.

Come si legge nell'avviso di vendita, il valore delle risorse estrattive della cava al netto delle spese relative alle opere di ripristino e ai costi di coltivazione può essere quantificato 4 milioni e 250mila euro: aggiungendo il valore dei terreni su cui insiste la cava – 50mila euro – si arriva alla base d'asta. La 'coltivazione' della cava prevede l’estrazione del materiale tramite la realizzazione di gradoni a partire dall’alto e il contestuale ripristino delle porzioni planari con riporto di terreni vegetali e piantumazione. Sono previsti altri lavori di recupero ambientale e sistemazione definitiva dei luoghi di estrazione con particolare cura alla regimazione delle acque. La Cava Fornace - dove non si lavora dal settembre 2018 - negli scorsi anni è stata spesso al centro del dibattito pubblico, con proteste dei cittadini e divergenze tra l'ente regionale e il Comune della Spezia, che a suo tempo aveva dato parere contrario all'autorizzazione dell'attività, come anche la I Circoscrizione.

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