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Ultimo aggiornamento: Venerdì 19 Aprile - ore 23.15

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Arsenale: è allarme rosso. Flp Difesa: "Serve il Tavolo permanente"

Il segretario nazionale ha inviato una lettera al sindaco, ai consiglieri comunali e ai parlamentari spezzini per chiedere che intervengano per salvare uno stabilimento che pare avere il destino segnato.

Arsenale: è allarme rosso. Flp Difesa: "Serve il Tavolo permanente"

La Spezia - Nuovo, ennesimo, allarme per l'arsenale militare della Spezia. A rischio c'è il futuro dello stabilimento, a causa di un presente che vede i livelli occupazionali in costante calo, l'età media ormai da record (si sfiorano i 60 anni) e le professionalità organiche allo svolgimento del lavoro quotidiano coperte a macchia di leopardo e presto insufficienti per garantire l'operatività della base navale. Dopo che nelel settimane scorse i sindacati confederali avevano incontrato i parlamentari spezzini e liguri sull'argomento (leggi qui) ora tocca a Elio Di Grazia, segretario nazionale Flp Difesa, che ha scritto una lettera aperta al sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, ai consiglieri comunali e ai parlamentari spezzini per manifestare ancora una volta quali sono le principali criticità e per chiedere un aiuto.

La lettera
La Città della Spezia con l’Arsenale della Marina Militare rappresentano un punto fortemente strategico per il nostro Paese e da sempre nella nostra città ha sede la Base Navale della M.M. dove viene destinato parte del naviglio militare, mentre nell’Arsenale vengono essere effettuate le manutenzioni delle Unità Navali.
In questi ultimi anni però, almeno dal 2013 in poi, con l’applicazione delle disposizioni previste dalla Legge 244/2012, la c.d. Legge Di Paola e con i due decreti legislativi discendenti, si è dato corso alla progressiva riduzione degli organici del personale civile e del personale militare che complessivamente al 2024 verranno ridotti di 42.000 unità (10.000 civili e 32.000 militari in meno); parallelamente si è dato il via al connesso processo di riorganizzazione, sempre in chiave riduttiva, dell’ex area industriale della Difesa (Arsenali e Centri Tecnici della Marina Militare e Poli di Mantenimento dell’Esercito Italiano).
Una riorganizzazione che ha visto il blocco delle assunzioni e la riduzione degli stanziamenti di fonte governativa a disposizione delle FF.AA., perdurando in parallelo il blocco dei contratti di lavoro per i pubblici dipendenti. Appare evidente come il nostro territorio, con indotto della Difesa e terziario ad essa collegato, in precedenza già colpito dalla decisione di sospendere la Leva Obbligatoria, abbiano pagato e stiano continuando a pagare un prezzo pesante.
Una spallata all’economia della nostra città che sicuramente può essere messa a fattor comune con le realtà di Augusta e Taranto, dove in particolare le forze istituzionali, politiche e sociali hanno fatto e continuano a fare fronte comune, sono scese in campo con iniziative tese a promuovere scelte di rilancio delle realtà della Marina Militare su quel territorio.

Il contesto
In questo quadro di riferimento, al fine di individuare il contesto nel quale di muovono le nostre riflessioni, ricordiamo gli insediamenti Tecnici, Operativi e Logistici presenti nello spezzino; il Comando Logistico d’Area, l’Arsenale, il CSSN, il Comando Stazione Navale, la Stazione Elicotteri, il Comsubin, la Direzione di Commissariato, e nella zona di Aulla il Centro Interforze di Munizionamento Avanzato, da sempre importanti nell’economia e nella storia dei nostri territori, comprendendo anche il comune di Sarzana e quello di Aulla.
La maggior parte di queste strutture operative e logistiche hanno ragione di esistere anche grazie all’esistenza operatività della Base Navale e, quindi, dell’Arsenale e dei Centri Tecnici viciniori. Siamo preoccupati perché lo stato di difficoltà in cui versano l’Arsenale, il CSSN e il Cima, se non saranno presi urgenti provvedimenti, rischia di mettere in crisi parte il Sistema Difesa nel nostro territorio.
Sarebbe questa una ulteriore “mazzata” per la nostra città, considerato per esempio che l’Arsenale conta al suo interno oltre 700 dipendenti civili, ma nella Base Navale e nella sede spezzina sono molti, molti di più i dipendenti se si sommano quelli presenti nei Comandi/Enti/Direzioni e ancor di più se si sommano i dipendenti militari e dell’indotto locale. Migliaia di lavoratori, centinaia di famiglie e se poi si aggiungono quelli che operano nel correlato Sistema Difesa, una vera e propria comunità parte integrante e fondamentale dell’economia del nostro territorio.
Giova ricordare come questo grido d’allarme nel tempo sia stato oggetto di diverse e importanti vertenze, di livello locale e nazionale, scaturite dai territori verso le Istituzioni locali o impostate dalle OO.SS. Nazionali del Settore Difesa verso l’Autorità Politica del Dicastero, ma purtroppo a distanza di anni gran parte dei problemi sono rimasti irrisolti anzi, si sono aggravati perché davvero inadeguate sono state le misure attuate da chi ne aveva le responsabilità politiche e non solo.

Alcune indicazioni di carattere generale su Arsenale e Base Navale
A nostro avviso è necessario individuare una serie di problematiche di valenza nazionale per dare ancora delle “chance” all’ex area Industriale della Marina Militare e quindi anche al nostro territorio oltre che all’Arsenale ed alla Base Navale e per questo, come comunità spezzina, si dovrebbe “spingere” verso il Dicastero della Difesa attraverso le nostre rappresentanze istituzionali e politiche.

Di seguito le nostre indicazioni al riguardo:
1. Mantenere il ruolo essenzialmente pubblico delle manutenzioni;
2. Proseguire e rifinanziare il piano di ammodernamento degli Arsenali e dei Centri Tecnici (Piano Brin);
3. Aggredire il problema del Turn Over (ora l’età media si avvicina ai 58 anni) visto che oramai scarseggiano maestranze nelle attività strategiche (addetti per bacini, gruisti, palombari, motoristi, elettronici etc.), attraverso un piano straordinario di assunzioni solo ed esclusivamente mirato agli Arsenali e ai Centri Tecnici, anche attraverso l’utilizzo del personale ex militare transitato all’impiego civile;
4. Riattivare le Scuole Allievi Operai e varare Piani strategici di Formazione per il personale civile e militare.

Le proposte di livello territoriale
Oltre a quanto sopra rappresentato, la cui valenza può essere definita di portata nazionale per il livello di interlocuzione necessario alla soluzione dei problemi, pensiamo anche sia cosa utile fornire ai diversi interlocutori cui la presente è diretta, alcune nostre proposte/riflessioni più legate ai problemi di carattere territoriale su cui poter avviare un fattivo confronto innanzitutto coinvolgendo in un contesto maggiormente collaborativo il Comando Logistico Area Nord e la Direzione Arsenale:

Azioni di rilancio delle strutture interessate (Arsenale e Base Navale):
1. Conseguire stanziamenti specifici per la costituzione presso l’Arsenale spezzino di almeno due Officine Polifunzionali, una per l’Area della Meccanica e una per l’Area dell’Artiglieria e della Subacquea;
2. Perseguire il potenziamento delle attività del Reparto Servizi Tecnici Arsenale con impatto su tutta la Base Navale ed i Comandi Enti del Comando Logistico di Area Nord, e del Servizio Bacini con l’apertura verso le unità mercantili e le Aziende Private del Settore Difesa;
3. Tendere all’accorpamento delle Lavorazioni e delle Strutture per contenere le spese e ottimizzare il processo manutentivo;
4. Programmare la costituzione presso la Scuola Allievi Operai di un Centro di Formazione Polivalente per il personale della Difesa in servizio presso i Comandi Enti dell’Area del Nord Ovest e per la Formazione Avanzata del Personale Militare; nelle zone interne dello Stabilimento avviare la individuazione e strutturazione di una Area Strategica Polivalente per la Protezione Civile, funzionale a tutto il territorio del Nord Ovest, in stretto collegamento operativo con la Base Elicotteri M.M. di Luni;
5. Dare corpo ad una reale sinergia fra l’Università spezzina ed i Centri Tecnici/Strutture Operative della MM, quali il CSSN, il CIMA e il Comsubin;
6. Individuare un progetto di fattibilità per lo sviluppo di asset legati al “Turismo Militare”, con lo scopo di collegare la presenza delle Unità Navali, del Museo Navale e di strutture militari, permanentemente visitabili, con percorsi guidati e in stretta connessione con le strutture turistiche del nostro territorio.

Lo strumento operativo
Riteniamo che analogamente alla positiva esperienza tutt’ora in essere nel territorio tarantino, sia possibile traguardare anche alla Spezia la costituzione di un Tavolo istituzionale permanente, promosso e coordinato dal Sindaco della Spezia, che veda la partecipazione delle Istituzioni Spezzine, della Marina Militare, delle Forze Politiche e Sociali e degli altri interlocutori ritenuti importanti per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Tale iniziativa, ad alta valenza politica e istituzionale, dovrebbe traguardare l’individuazione di una proposta unitaria da portare all’attenzione della Regione Liguria e, unitamente con essa, all’attenzione del Dicastero della Difesa e del Governo nella sua interezza.
Una proposta caratterizzate da una forte azione propulsiva della nostra Città e finalizzate a una rivitalizzazione della presenza dell’Arsenale e della Base Navale sul nostro territorio.
In conclusione, lo scrivente si auspica che indipendentemente dai diversi ruoli istituzionali, dagli schieramenti politici, dai diversi orientamenti sindacali, prevalga quel senso di comunità che consenta di affrontare una tematica delicata, importante e di alta valenza sociale e politica.
Che riguarda la storia della nostra Città e noi tutti, un insieme composto da migliaia di Lavoratori della Base Navale spezzina, una comunità formata da cittadini spezzini e dalle loro famiglie.

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