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Ultimo aggiornamento: Giovedì 19 Luglio - ore 13.15

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Armi, l'export spezzino perde 50 milioni in due anni

Lo dice il rapporto Opal. Il commento dell'analista: "Mercato legato a forniture navali, non parliamo di pistole Beretta".

Armi, l'export spezzino perde 50 milioni in due anni

La Spezia - Quella spezzina è tra le province italiane che fanno affari maggiori con le esportazioni di armi e munizioni, sia civili, sia militari. Lo mette ben in luce il rapporto stilato da Opal (Osservatorio permanente armi leggere, sodalizio bresciano) partendo da dati Istat. Come spiegato anche nei giorni scorsi (QUI), il report 2016 vede Spezia - con un business da quasi 210 milioni - seconda soltanto a Brescia (326 milioni). Terzo posto per Roma e provincia (rasentati i 120 milioni). Il dato 2016 dice che le entrate spezzine si sono contratte. Nel 2014 armi e munizioni avevano fruttato alle imprese della nostra provincia oltre 255 milioni di euro. E quasi 247 milioni erano entrati nel 2015. In due anni, quindi, lo smercio all'estero di armamenti leggeri (che è cosa soprattutto di Oto Melara, assorbita da Leonardo ormai due anni fa) ha portato quasi cinquanta milioni in meno nelle casse spezzine, un decremento di circa il 20 per cento.

"Questo calo - spiega a CdS Giorgio Beretta, analista di Opal e autore del rapporto - non indica di per sé una crisi della vendita delle armi leggere. Per La Spezia e provincia infatti parliamo di un mercato legato in massima parte ad armamenti e munizioni navali. Quindi il valore dell'export delle armi leggere è collegato all'entità delle forniture navali. Non è come per il mercato di fucili e pistole della Beretta, per intenderci. E' possibile che l'anno prossimo l'export spezzino si rialzi".

Beretta non fa mancare una valutazione di ordine più generale. "L’analisi dei dati – commenta – conferma innanzitutto il protrarsi nel 2016 e anche nel primo semestre del 2017 di spedizioni di munizionamento dalla Sardegna alle Forze armate dell’Arabia Saudita: si tratta di bombe aeree che sono utilizzate dall’aeronautica militare saudita per effettuare bombardamenti in Yemen, anche sulle zone civili, in un intervento militare mai legittimato dalle Nazioni Unite che in tre anni ha causato più della metà degli oltre diecimila morti tra la popolazione inerme. Il rapporto Opal consente inoltre di rilevare le ampie forniture di armi e munizioni anche ad altri paesi del Medio Oriente tra cui, in particolare, alla Giordania: si tratta di esportazioni per più di 52 milioni di euro di cui non si trova traccia di autorizzazione nella Relazione che la Presidenza del Consiglio ha inviato ad aprile alle Camere e su cui è necessario che il Parlamento chieda al Governo di fare chiarezza".

Nell'immagine: i dati del rapporto Opal.

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