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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Agosto - ore 22.31

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Aperture il 1° Maggio? E i sindacati fanno sciopero

Cgil, Cisl e Uil fermano i loro iscritti nella grande distribuzione e nel commercio in generale. "Programmiamo le aperture per conciliare vita e lavoro dei dipendenti".

Aperture il 1° Maggio? E i sindacati fanno sciopero

La Spezia - FILCAMS Cgil, FISASCAT Cisl e UILTUCS Uil a livello regionale hanno dichiarato sciopero per la giornata del 1° maggio per la grande distribuzione e settore commercio. Il 1° maggio, insieme alle altre festività civili e religiose, continua ad alimentare il dibattito tra chi sostiene il sempre aperto di negozi e centri commerciali e chi vorrebbe regolamentare la chiusura delle saracinesche. Le tre sigle, da sempre contrarie alla totale liberalizzazione degli orari e delle aperture nel commercio, stanno portando avanti una battaglia "a sostegno di una regolamentazione del settore, che permetta di venire incontro anche alle esigenze delle lavoratrici e lavoratori".
"Le aperture indiscriminate non hanno, come molti auspicavano, né aumentato i consumi né l’occupazione. Lo dimostrano le tante procedure di licenziamento collettivo aperte da diverse aziende della Grande Distribuzione Organizzata. Dal 2015 un disegno di legge per regolamentare le aperture nei giorni di festa è fermo al Senato e non è ancora stato approvato.
A cinque anni dal Decreto Monti, che ha dato il via al sempre aperto, non c’è stato nessun miglioramento economico che ha portato il Paese fuori dalla crisi, ne aumento di posti di lavoro che ha migliorato le percentuali dell’occupazione".
"Invece è molto più evidente come la risposta alla crisi dei consumi e alla liberalizzazione, da parte delle imprese, ha prodotto effetti negativi sui temi dell'organizzazione del lavoro, gli orari, i turni, le flessibilità dei tempi di lavoro. Come Filcams, Fisascat e Uiltucs riteniamo ormai indispensabile intervenire sulla normativa nazionale per far sì che possa essere definita una programmazione annuale delle aperture, per tener conto della conciliazione dei temi di vita e lavoro dei dipendenti del commercio e per rispettare le festività civili e religiose del nostro paese", scrivono isegretari Luca Comiti (Cgil), Mirko Talamone (Cisl) e Marco Callegari (Uil).

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