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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Febbraio - ore 23.23

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Antonietta Guarino, la stilista spezzina si fa strada nell'alta moda | Foto

Ammessa all'Accademia dei Sartori, presenta i suoi capi tra Roma, Taiwan e Milano. "Ho rinunciato alla gioventù per questo, ora raccolgo i frutti". Ha studiato al Chiodo. "Il sogno è Parigi, ma la Spezia è la città che amo. Mi ha dato tutto".

Antonietta Guarino, la stilista spezzina si fa strada nell'alta moda

La Spezia - Un piccolo laboratorio, con le luci spesso accese anche il sabato e la domenica. Chissà in quanti ci sono passati davanti andando verso il mercato, in quella stretta via che dà sul retro in stile modernista del Teatro Cozzani. Solo chi segue il mondo della moda però sa che dalla creatività e dalla manualità di Antonietta Guarino escono capi d'alta moda che le sono valse l'ammissione alla prestigiosa Accademia dei Sartori di Roma. Un privilegio concesso a circa 140 professionisti del settore in tutta Italia, alcuni dei quali hanno lavorato tutta la vita per raggiungere quel traguardo.
La stilista spezzina c'è riuscita a soli 28 anni. "Sapevo che cercavano nuove leve e ho mandato la candidatura nel 2016. Il delegato regionale è venuto personalmente a valutare il mi lavoro e poi ha riferito alla commissone di Roma che doveva decidere. Per questioni anagrafiche sarei potuto rientrare nella categoria junior, invece mi hanno inserita con i senior. Se ho bruciato le tappe? Si può dire di sì, ma semplicemente perché ho dedicato tutta la mia vita a questo".

Nel suo Atelier La Rouche di Via Raffaele De Nobili c'è spesso la madre ad aiutarla. Mentre la figlia parla va a colpo sicuro per tirare fuori due vecchi diari. Dentro ci sono disegni di modelli creati da Antonietta quando era alle elementari: i dettagli sono semplicemente stupefacenti per essere usciti dalla mano di una bambina. "Ricordo che non sognavo di organizzare una sfilata mia, io volevo vestire le dive del cinema sul red carpet. Non l'ho mai visto come un passatempo, per me sarebbe stato il mio lavoro. La prima sfilata l'ho organizzata a 17 anni e già allora avevo registrato il mio marchio".
Oggi crea abiti da sera e abiti da sposa, l'haute couture è l'obiettivo che arriva alla fine di una lunga gavetta portata avanti di pari passo con gli studi all'istituto professionale "Domenico Chiodo", indirizzo moda. Nessuna scuola altisonante, solo tanto impegno per dare consistenza a un talento innato. "Devo dire che ho rinunciato probabilmente al 99 per cento della mia vita di ragazza per arrivare fino a qui - ricorda Guarino - Sono partita da zero, solo con un grandissimo sogno. All'inizio ho aperto in un fondo su Piazza Cavour di 16 metri quadri, vetrine comprese. Un giorno mi accorsi che i clienti aspettavano fuori perché non riuscivano neanche ad aprire la porta per il via vai. Allora mi sono allargata e ancora facciamo progressi".

Lo spazio d'altra parte le serve, perché nessun lavoro è esternalizzato. In atelier si fa tutto: l'abito entra, si può dire, nella testa della sua creatrice e esce pronto da indossare. "Il vero lavoro dello stilista è questo: chi cuce solamente è un sarto e chi disegna è un fashion designer. Io conosco il ciclo completo dal disegno al capo finito, compreso confezione e taglio. Lo stilista deve essere anche un sarto, sennò non può disegnare", dice Guarino che i rudimenti li ha appresi in tenera età dalla nonna, una sarta. La passione si concretizza finalmente, con i primi successi. "L'Italia vince il Mondiale di calcio nel 2006 e io devo presentare un abito per una sfilata che si teneva al Bar Costa di Lerici pochi giorni dopo. Mi sembrava logico partecipare all'entusiasmo collettivo: mi ricordo ancora l'ovazione quando il mio abito con balze tricolori uscì in passerella!", ricorda sorridendo.
Da allora tanta strada fatta, fino ad arrivare ad Altaroma 2016 ai Mercati di Traiano, ad Arte Sartoriale presso la Lanterna di Fuksas la scorsa estate e al World Federation of Master Tailors di Taiwan in un contesto di livello mondiale. A fine mese la aspetta la Milano Fashion Week per un servizio fotografico on the road. Il mondo dell'alta moda porta lontano dalla provincia. "Ma io amo la Spezia, è la mia città e mi ha permesso di arrivare dove sono. Mi ha dato tutto, qui ci sono persone che hanno creduto in me quando ero solo una sedicenne con una grande forza di volontà e fame di arrivare. Ho una clientela storica, lavoro molto con il su misura e questo vuol dire che è subentrata la fiducia. Il prossimo sogno? Beh, quello con la esse maiuscola rimane presentare qualcosa di mio a Parigi. Chissà".

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