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Ultimo aggiornamento: Lunedì 11 Dicembre - ore 17.41

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Aggregazione, Iren disponibile ad accollarsi l'intero debito di Acam

In Via Picco si lavora alacremente per modificare le condizioni dell'accordo, come richiesto dalla nuova amministrazione spezzina. Intesa per aumentare la territorialità delle aziende e dei dipendenti. Resta aperto il nodo del rappresentante nel cda.

Aggregazione, Iren disponibile ad accollarsi l´intero debito di Acam

La Spezia - Il silenzio che regna intorno al percorso della proposta di aggregazione che Iren ha mosso nei confronti di Acam nel corso della primavera scorsa è il sintomo che qualcosa sta per accadere. Con il cambio di colore politico dell'amministrazione comunale spezzina, di gran lunga il socio più pesante tra i Comuni che compongono l'assemblea che controlla la multiutility di Via Picco, i rapporti tra Palazzo Civico e la partecipata sono cambiati e la cosa non poteva che avere ripercussioni sostanziali anche nelle relazioni con Iren.

Aggregazione sì o aggregazione no?
Nei mesi scorsi, infatti, le maggioranze di centrodestra si erano espresse in maniera critica nei confronti delle nozze tra il gruppo spezzino e il colosso nato in Emilia e allargatosi a (quasi) tutto il nord ovest. Pierluigi Peracchini e la sua giunta hanno più volte puntato il dito contro la gestione che negli anni ha portato Acam sull'orlo del collasso e verso la difficoltà nell'offrire servizi all'altezza delle aspettative, affermando di voler valutare carte e bilanci prima di esprimere una posizione netta sull'aggregazione. E non più tardi di una settimana fa, dai banchi della maggioranza, nel corso della discussione sulle linee programmatiche di mandato, è stato ribadito dal consigliere Giacomo Peserico che non c'è mai stata una valutazione negativa dell'orizzonte aggregativo in sé, quanto dell'esserci arrivati "con il cappello in mano".

La bozza di modifica dell'accordo
Una posizione, quella della nuova amministrazione, che non si è limitata in una semi bocciatura di quanto fatto dal centrosinistra, ma che si è tradotta nella richiesta di rivedere l'accordo di aggregazione approvato dallo scorso consiglio comunale e dall'assemblea dei soci. Nelle ultime settimane è così maturata una bozza di revisione del documento che prevede novità di assoluto spessore e che è attualmente in fase di valutazione e limatura, ma che CDS è già in grado di anticipare.
La trattativa condotta da Acam per strappare condizioni migliori a favore dei soci ha portato a una doppia intesa sul fronte del mantenimento della territorialità di Acam Ambiente e Acam Acque per un periodo nettamente superiore ai 5 anni previsti, rispettivamente sino al 2028 e al 2032, date di scadenza dei contratti di servizio in essere. Stesso discorso per quel che riguarda le garanzie a favore dei dipendenti non operativi, che vedranno raddoppiare la sicurezza del mantenimento della territorialità da 5 a 10 anni.
Altro elemento di grandissima importanza e sul quale ci sarebbe già condivisione è che Iren metterà nero su bianco la disponibilità ad accollarsi l'intero peso del debito che grava sulle casse delle aziende del gruppo spezzino, pari all'incirca a 130 milioni di euro, quasi tutti in capo ad Acam Acque.
Restano invece ancora da sciogliere due nodi, uno relativo ai concambi azionari da rifondere ai Comuni per il riconoscimento del valore del gruppo Acam (stimato in 58 milioni, prima che naufragasse il progetto Saturnia) e l'altro alla possibilità per il territorio spezzino di esprimere un rappresentante nel consiglio di amministrazione del gruppo Iren.

La trattativa per perfezionare le modifiche all'accordo non è ancora conclusa e proseguirà ancora per qualche settimana. Poi i giochi saranno fatti e sarà necessario che i sindaci soci si esprimano definitivamente su un'operazione che sembra poter assumere contorni del tutto inaspettati, che dimostrano il forte interesse industriale di Iren nei confronti della provincia spezzina, che garantirebbe la continuità territoriale in un mercato, quello dei servizi, sempre più competitivo e appetibile.

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