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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 23.06

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Acam, un altro bilancio in utile. E ora si guarda all'aggregazione con Iren

L'assemblea dei soci ha approvato un utile di 11,7 milioni di euro, confermando all'unanimità Garavini nel ruolo di direttore generale. Nel fine settimana sarà aperta l'unica offerta per l'aggregazione presentata.

Acam, un altro bilancio in utile. E ora si guarda all´aggregazione con Iren

La Spezia - Entro la fine di giugno la proposta di aggregazione presentata da Iren sarà valutata e sottoposta all'assemblea dei soci. La commissione nominata nel pomeriggio di oggi aprirà nel corso del fine settimana il pacco partito da Reggio Emilia (unica manifestazione di interesse giunta in Via Picco) per valutarne la correttezza dal punto di vista amministrativo.
E proprio oggi, termine ultimo per la presentazione delle offerte, i soci hanno approvato il bilancio consolidato del gruppo e delle singole società del 2016 e prolungato all'unanimità l'incarico di Gaudenzio Garavini come direttore generale sino all'approvazione dell'esercizio del 2017, in corrispondenza alla scadenza della nomina di amministratore unico della capogruppo.

Per la quarta volta consecutiva la multiutility spezzina ha presentato ai sindaci un bilancio in utile, segnando un più 11 milioni e 700mila euro. Numeri importanti, sui quali incide per 7 milioni l'operazione Recos, per la quale Iren e Ladurner hanno versato un corrispettivo che ha portato in Ambiente una plusvalenza di 6 milioni e in Acam spa un incremento degli utili di 1 milione.
"Ma è dal punto di vista dei fondamentali - ha spiegato soddisfatto Garavini - che il gruppo non è più quello di cui si è parlato e si continua a parlare, spesso strumentalmente. Le cose sono decisamente cambiate dal punto di vista finanziario e operativo nel corso degli ultimi anni".
Il margine operativo lordo, indice della redditività dell'azienda, è oggi di 33 milioni, mentre nel passato recente era arrivato a essere negativo. Ma quel che è ancora più significativo è il rapporto tra il Mol e la posizione finanziaria netta, voce che descrive l'entità dei debiti del gruppo: il dato è sceso al 3,9, rispetto al mostruoso 12 del 2008. Alla crescita del Mol, infatti, ha fatto da contraltare una sostanziosa riduzione dei debiti, scesi oggi a 131 milioni di euro, 37 in meno rispetto ai 168 del 2015 e alle cifre astronomiche che portarono a valutare l'ipotesi del concordato fallimentare, reso impossibile dalla pronuncia del Tribunale spezzino.
"Contribuiscono a questo calo anche la fideiussione che il Comune della Spezia ha posto in essere sul mutuo di 12 milioni contratto con Dexia per l'acquisto di Saliceti - ha proseguito il numero uno di Acam - e le recenti contro-garanzie messe sul piatto da Iren e Ladurner, soci privati di Recos, che oggi gestisce gli impianti".
"In alcuni momenti - ha rivelato il sindaco della Spezia Massimo Federici - abbiamo temuto che Dexia potesse escutere la fideiussione, e oggi con il sostegno in garanzia di Iren e Ladurner posso dire che i miei successori saranno perseguitati da meno incubi rispetto a quanto non sia accaduto a me".

Al primo maggio di quest'anno il personale in forza alle aziende del gruppo Acam consta di 732 lavoratori, 16 in meno dei 748 di fine 2015. E nel 2017 sono previste dal piano di riassetto altre 21 uscite tra esodi e pensionamenti anticipati. Dal 2013 a oggi le cessazioni salgono quindi a 81 e altre se ne aggiungeranno. Il costo del lavoro è così sceso dai 42 milioni del 2009 ai 34 del 2015, risaliti a 35,5 nel 2016. Un'inversione di tendenza dovuta alla fine dei contratti di solidarietà e all'entrata in vigore del nuovo contratto collettivo nazionale dei lavoratori del settore Ambiente, peraltro aumentati nel corso del 2016 per l'implementazione della raccolta porta a porta. A fronte dell'abbattimento del costo del lavoro nelle altre società del gruppo, in Acam Ambiente c'è stato, in definitiva, un aumento.
Per i 21 lavoratori che lasceranno Acam nel 2017, in base all'accordo siglato con i sindacati, verrà fatto ricorso alla Naspi, che permette il pensionamento con due anni di anticipo. Ma entro la fine del 2018 sono in totale 40 gli esuberi fissati dal piano concordato con i creditori e approvato dal Tribunale. Una cifra che potrebbe ridursi nel caso in cui l'aggregazione andrà effettivamente a buon fine.
"I 21 esuberi individuati per quest'anno - ha però chiarito Garavini - saranno formalizzati a prescindere".

Resta da risolvere il problema dei Comuni debitori, sebbene la situazione sia migliorata rispetto a qualche anno fa. Ad oggi lo scaduto per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti preoccupa perché Unicredit non anticipa gli importi delle fatture non pagate oltre i 120 giorni, un fenomeno che ammonta a 4,4 milioni di euro, al 90 per cento in capo a quattro Comuni, che Garavini non ha voluto svelare, escludendo però dai colpevoli quello della Spezia. "Stiamo definendo i piani di rientro", ha assicurato.
"Il fenomeno si è ridimensionato - ha aggiunto Federici - e non si usa più Acam come banca. Ci sono amministrazioni sotto stress e ci sono soggetti più deboli, che fanno molta fatica a tenere il passo. Ciò non toglie che se si rilevano comportamenti da furbetti bisogna agire. Ma non è sempre così".
Lo stesso discorso è stato fatto, per quel che riguarda il settore idrico, per la Marina militare, che non viene ritenuta responsabile diretta del mancato pagamento di fatture del 2016 e del 2017 per 7 degli oltre 10 milioni che mancano dalle casse di Acam Acque: se il denaro non viene stanziato dal ministero della Difesa i vertici spezzini possono fare poco, è stato detto.

"Questi dati - ha concluso il primo cittadino - raccontano molto di più dell'anno 2016 in sé, parliamo di una storia iniziata nel 2008 per il risanamento del gruppo. Sono stati anni difficili, ma non abbiamo messo in atto interventi episodici. Quando in passato venne deciso di vendere il 49 per cento Acam Gas per fare cassa, quelle risorse vennero bruciati nel giro di pochi anni. Quegli stessi che all'epoca proposero o avvallarono la scelta oggi criticano il percorso, ma non fecero il necessario per fermare la spirale dell'indebitamento. Dal 2008 abbiamo avviato questo cammino complicatissimo, e siamo usciti dalla crisi anche grazie a figure come Garavini e al coraggio di alcune scelte, sopportando contestazioni interne ed esterne. Oggi possiamo pensare a un esito positivo dell'aggregazione. I servizi sono destinati a migliorare grazie agli investimenti che potranno essere fatti e che sino a oggi erano impossibili. Le decisioni prese erano giuste, altro che concordato fallimentare o proporre di bruciare i rifiuti nella centrale Enel! Spero ci sia onestà di riconoscere gli errori e i risultati ottenuti".

Infine un accenno all'estensione del servizio di raccolta notturna per il porta a porta cittadino, ceduto in appaltato per cinque mesi alla cooperativa Quadrifoglio di Firenze a un costo di 181mila euro.
"Si tratta di una spesa che viene affrontata all'interno del contratto di servizio stipulato con l'amministrazione comunale spezzina - ha detto Garavini - e ha una durata limitata perché nel frattempo contiamo di poterci organizzare per poi poter fornire il servizio con risorse interne. Il porta a porta, in ogni caso, non è una tipologia di raccolta costosa in termini assoluti come viene spesso fatto intendere. A fronte dell'impegno economico maggiore, ci sono infatti i risparmi che derivano dal riciclaggio del materiale e dal minor conferimento di residuo. Lo dimostra il fatto che i piani finanziari dal 2014 al 2017 sono cresciuti solamente dello 0,72 per cento, diminuendo del 3,88 nell'ultimo anno, quando il porta a porta è entrato a regime in gran parte della provincia".

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