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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18 Luglio - ore 19.46

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Acam e Iren, sottoscritto l'accordo di investimento

Di 31 Comuni 25 hanno firmato l'intesa che consegna agli enti le azioni dell'aumento di capitale approvato dal cda di Iren. Peracchini: "Momento dolce e amaro, ma confido nelle potenzialità del partner per migliorare i servizi per i cittadini".

Presto la firma sull'accordo di aggregazione
Acam e Iren, sottoscritto l'accordo di investimento

La Spezia - Dopo la firma in calce all'accordo di investimento tra Iren e Acam inizia la terza e ultima fase del percorso di fusione per incorporazione della multiutility spezzina nel colosso dei servizi che estende la sua attività dall'Emilia al Piemonte, passando per la Liguria.
Ancora tre o quattro mesi di periodo interinale, poi sarà il momento delle nozze ufficiali con la sigla dell'accordo di aggregazione e l'avvio di quella che tutti gli spezzini sperano sia una lunga luna di miele.

L'intesa sull'accordo di investimento, parte integrante dell'aggregazione, è stata sottoscritta qusta mattina dopo l'assemblea dei soci che ha recepito le delibere dei Comuni da parte della grande maggioranza dei sindaci della provincia spezzina. Non lo hanno fatto quelli di Lerici, Porto Venere e Pontremoli, che non hanno ancora deliberato in merito all'aggregazione, e quelli di Bonassola, Deiva e Pignone, assenti nonostante il parere favorevole dei rispettivi consigli comunali. Per tutti i sei Comuni ci sarà tempo sino al 19 gennaio e comunque con il 91,3 per cento del capitale sociale dell'azienda di Via Picco, l'operazione è cosa fatta.
Nel loro insieme il valore delle quote che i Comuni presenti questa mattina di fronte al notaio Piero Biglia Di Saronno deterranno sarà pari all'1,9 per cento del capitale di Iren, un dato che può salire al 2,1 per cento se tutti i Comuni soci di Acam (eccezion fatta per Fosdinovo, che ha già deciso di monetizzare la sua partecipazione e abbandonare la partita) sottoscriveranno l'accordo. Un peso, quello delle azioni in mano al territorio spezzino, che supera di poco quello dei Comuni del Piacentino.

A costituire il capitale detenuto dai Comuni spezzini saranno le 27.699.660 nuove azioni che saranno emesse a favore dei soci di Acam in seguito all'aumento di capitale approvato oggi dal consiglio di amministrazione di Iren. Ognuna di queste azioni ordinarie, che saranno destinate ai soggetti pubblici soci di Acam che assumeranno l'impegno di cedere a Iren la totalità delle proprie partecipazioni nella multiutility spezzina, avrà un prezzo si sottoscrizione pari a 2,13 euro, di cui un euro da imputare a capitale sociale e 1,13 euro a titolo di sovrapprezzo. In soldoni: il valore di mercato delle azioni è pari ai 59 milioni di euro messi sul piatto da Iren come stima del valore del gruppo spezzino.

"Giungiamo oggi al termine della seconda fase di un progetto di aggregazione iniziato nella primavera del 2017. Dopo due passaggi in consiglio, per l'avvio della procedura di gara per la ricerca di un partner e per l'approvazione dell'accordo di investimento, oggi la ratifica da parte dell'assemblea dei soci, fa scattare un periodo interinale di collaborazione tra Acam, con i suoi amministratori unici in carica, e Iren con l'intesa su quelle che saranno le attività che si potranno e non si potranno fare e su quelle per le quali sarà necessaria una stretta collaborazione. Tutto - ha spiegato Gaudenzio Garavini, amministratore unico del gruppo Acam - è subordinato all'avveramento di due condizioni sospensive: il parere dell'Antitrust e l'accordo con le banche per l'estinzione debito".
Grande soddisfazione da parte di Paolo Peveraro, presidente di Iren: "Questo tipo di operazione rappresenta una novità per noi e sarà presa a modello per il futuro. Il cda ha autorizzato l'aumento capitale espressamente per far entrare soci Acam nella governance della società. Una scelta importante, che ha infatti riscosso un consenso molto ampio tra i Comuni soci di Acam. Così facendo Iren amplia ulteriormente il numero dei Comuni che hanno un ruolo nel governo dell'azienda, che, lo ricordo, è a controllo pubblico attraverso il patto di sindacato. Siamo un gruppo con 6.300 dipendenti, 3,5 miliardi di fatturato e 2,5 miliardi di investimenti previsti. Senza considerare quelli che saranno svolti nella provincia spezzina. Ma abbiamo un modello di governance originale che ci contraddistingue e che deriva dalla fusione tra 8 municipalizzate con oltre 100 anni di storia, legate fortemente al loro territorio".
Luci e ombre, invece, nelle considerazioni sull'operazione espresse dal sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini: "E' un momento dolce e amaro. Amaro a causa di un passato in cui c'è stato il fallimento di un sistema. Oggi, però, confido nelle potenzialità di questo nuovo partner per imprimere un grande miglioramento nei servizi ai cittadini. E' inutile piangere sul latte versato, la politica oggi ritornerà ad avere quel ruolo di indirizzo e controllo che non è stato svolto negli anni trascorsi. Siamo parte di una società quotata in borsa, con grandi capacità di investimento: Spezia nel futuro cambierà in meglio in molti ambiti, come le crociere grazie al nuovo waterfront, ma anche la nautica, la metalmeccanica e la navalmeccanica. Saremo una sorpresa piacevole, anche per chi ha deciso di investire nel nostro territorio. Grazie alla trattativa per migliorare le condizioni dell'accordo abbiamo ottenuto di più in termini economici, di investimenti e di garanzie per i dipendenti. Entriamo in questa partita con la dignità che ci avevano fatto perdere le amministrazioni precedenti".
Dall'amministratore delegato di Iren, Massimiliano Bianco, parole di soddisfazione per poter "contribuire al miglioramento dei servizi erogati agli utenti spezzini. Iren - ha detto - è la più multiutility tra le multiutility, possiamo mettere in campo davvero molte competenze".

Nel ping pong delle domande e delle risposte della conferenza stampa i vertici di Iren, di Acam e il sindaco Peracchini hanno rassicurato quanti, tra le forze politiche e i lavoratori, hanno avanzato dubbi su alcuni passaggi dell'operazione.
"I termini "idonea salvaguardia" non nascondono nessun cavallo di Troia. Ci sarà la salvaguardia dei lavoratori: il problema dei 59 esuberi sarà superato, così come quello dei demansionamenti, e oltre a questo ci sarà la garanzia di territorialità sino alla fine degli affidamenti dei servizi", ha ribadito Garavini. "La storia del gruppo Iren parla di efficientamento, ma nessun dipendente è mai stato lasciato fuori dal gruppo", ha aggiunto Bianco.
Sul tema dei profitti e della diretta proporzionalità con le tariffe, l'amministratore unico di Acam ha ricordato che "nel bilancio del 2013 la holding aveva una perdita di 50 milioni di euro e il capitale sociale è passato da 120 milioni a 18. Oggi il capitale, anche grazie alla logica degli utili, è risalito a 29 milioni. Le aziende devono essere in attivo. Acam non ha distribuito dividendi per le note difficoltà finanziarie, mentre Iren lo farà. E i soci, i Comuni, li reinvestiranno in qualcosa di utile per la loro cittadinanza: il profitto dunque ritorna sotto forma di altri servizi".
Al termine di una trattativa lunga e complessa condotta da Peracchini e Garavini, le condizioni dell'accordo sono state nettamente migliorative rispetto a quelle iniziali. Un segnale della forte volontà di Iren di approdare in riva al golfo.
"Da parte nostra - ha ammesso Peveraro - c'era forte determinazione, non per una logica di conquista, ma perché questa è la linea strategica indicata dal cda e dai soci. I Comuni che costituiscono Iren sono stati lucidi e lungimiranti quando hanno aumentato l'aumento di capitale sociale per l'aggregazione con altri soggetti a guida pubblica, con forte presenza sul territorio. Non sono stati buttati via i 110 anni di storia di Acam, da oggi cercheremo semmai di rivitalizzarli, come è stato fatto nelle altre città con municipalizzate dalla storia importante, come Parma e Torino".

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Paolo Peveraro, Piero Biglia Di Saronno, Andrea Bettini e Pierluigi Peracchini Archivio CDS
Guadenzio Garavini, Paolo Peveraro, Pierluigi Peracchini, Andrea Bettini e Piero Biglia Di Saronno Archivio CDS


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