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Ultimo aggiornamento: Martedì 12 Dicembre - ore 22.45

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"Zefiro", il gioiello del mare nato al Polo Marconi | Foto

Connubio di design e ingegneria, premiato a Napoli il concept di Alessandra Passarello e Simone Schiano. "Quasi un anno di lavoro, ma che soddisfazione. Dura entrare nel settore anche se sei preparato. La Spezia? Ci siamo trovati da dio".

`Zefiro`, il gioiello del mare nato al Polo Marconi<span class=´linkFotoA1´ style=´color: #000´> | <a href=´/fotogallery/-zefiro-il-concept-creato-da-due-2249_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´ style=´Font-size: 33px´>Foto</a></span>

La Spezia - Una tesi di laurea a quattro mani, che ha messo in riga i progetti dei colleghi delle università napoletane. Un concept nato nelle aule del Polo Marconi, con il panorama del Golfo dei Poeti sotto gli occhi, o a due passi da Piazza del Mercato dove vivono - mente e mani - due studenti dell'università spezzina. Si chiamano Alessandra Passarello e Simone Schiano e sono stati i protagonisti di NauticSud, kermesse della nautica che si tiene a Napoli recentemente rilanciata con nuove ambizioni.
Designer lei e ingegnere lui, si sono divisi la parte artistica e quella tecnica con un occhio alla funzionalità: il risultato è il bellissimo Zefiro, affilato dal vento ma anche elegante come un gioiello. "Siamo arrivati a Napoli senza sapere cosa aspettarci, ma in quei dodici giorni siamo cresciuti davvero tantissimo - racconta Schiano, prossimo alla laurea magistrale - Abbiamo potuto confrontarci con tanti colleghi ingegneri in gamba, il clima non era di competizione ma di condivisione del sapere. Davvero una bella esperienza". Culminata con la vittoria finale, mille euro il premio ma non è con la moneta che si può pesare la soddisfazione.

"Ci abbiamo lavorato quasi un anno, ovviamente portando avanti anche le attività di studio di pari passo", ricorda Passarello che invece ha già la laurea in design nautico in tasca. Una passione che coltiva dalla tenera età. "Sono milanese di nascita, ma l'amore per le barche mi viene dal padre siciliano. A otto anni ho visto un Azimut 68 plus su una rivista e da quel giorno sono stata io a trascinarlo di salone in salone", dice la trentenne dalla cui matita sono usciti qualcosa con 1.500 profili circa prima di trovare la linea definitiva per "Zefiro". Che paga un felice tributo d'ispirazione al prototipo Alfieri di Maserati: "Perché per me il concetto del Made in Italy è un aspetto fondamentale".
Intanto il collega profilava lo scafo per trovare la quadra statica e dinamica. Uno studio laborioso portato avanti grazie all'informatica che permette di simulare il comportamento di un'imbarcazione in mare. "Poi mi sono dedicato alla modellazione 3D: in vista del concorso di Napoli abbiamo affinato i modelli e ne abbiamo scelti dieci per l'esposizione". Non solo bella a vedersi, Zefiro soddisfa tutta una serie di parametri industriali. "Per esempio la cabina ha un'altezza che sfiora i due metri anche vicino ai letti e questo significa grande abitabilità. Lo scafo è in alluminio, più leggero, più duraturo e totalmente riciclabile. Non è un progetto esecutivo ovviamente, ma potrebbe benissimo esserne la base".

Il blueprint è piaciuto tanto da vincere contro le idee dei colleghi delle università Federico II e Parthenope, che di fatto giocavano in casa. Ora per i due universitari si apre la delicata fase dello sbarco nel mondo del lavoro. "Vorrei poter fare già esperienza mentre ancora finisco la tesi per la magistrale - dice Schiano, originario di Porto Santo Stefano - Qualche lavoretto per entrare nel settore, la famosa gavetta. Poi magari ci piacerebbe aprire uno studio assieme, sarebbe un sogno".
"Tanti di noi se ne vanno in Olanda o negli Stati Uniti dopo la laurea, è un settore difficile in cui mettere piede - concorda Passarello - Ma davvero usciti dal Polo Marconi sentiamo di avere la preparazione e la forma mentis giusta per mettere la nostra competenza a frutto anche qua in Italia. Anzi ne approfittiamo per ringraziare il professor Massimo Musio-Sale e l'ingegner Marco Ferrando che sono stati i nostri relatori e Luigi Vitiello che ha organizzato il concorso a Napoli. Rimanere alla Spezia? Perché no, noi ci siamo trovati da dio. La città ci ha offerto tutto quello che potevamo desiderare".

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