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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Agosto - ore 21.03

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"Una fetta più grossa della tassa di soggiorno vada alla promozione"

Il Stl spezzino alla Bit insieme agli operatori locali, senza il supporto istituzionale della Regione. Ma solamente il 10 per cento dell'imposta di soggiorno viene reinvestita direttamente nel comparto, mentre altrove le cose vanno diversamente.

`Una fetta più grossa della tassa di soggiorno vada alla promozione`

La Spezia - I numeri quasi incredibili che fotografano l'aumento del turismo in provincia e in città nel corso del 2016 (leggi qui) non bastano da soli per capire il fenomeno che sta caratterizzando l'economia locale.

Commentando i numeri di arrivi e presenze, Damiano Pinelli, presidente del Sistema turistico locale del Golfo dei poeti, della Val di Magra e della Val di Vara spiega: "Parliamo di turisti che si fermano nelle strutture ricettive, non c'entrano i crocieristi e chi soggiorna a Forte dei Marmi. Non stiamo parlando di turismo mordi e fuggi, ma di quello che ha reali ricadute sul territorio. Dei turisti che stanno in città o nei borghi per 4 ore possiamo fare tranquillamente a meno".
"La vivibilità delle nostre mete turistiche è un tema importante, che viene messo a rischio per il troppo afflusso in determinati periodi. Chi arricchisce l'economia locale è chi si ferma nelle strutture - puntualizza Virgilio Benigni, responsabile dell'agenzia di incoming Mamberto -, gli altri fanno lavorare poco e impediscono a molti di fruire delle bellezze che li hanno portati qua, nella maggior parte dei casi dall'estero. Crociere e bus turistici rischiano, di fatto, di inquinare il prodotto".
Secondo Pinelli i motivi che hanno portato le presenze a crescere del 46 per cento (arrivando a sfiorare i 2,5 milioni di pernottamenti all'anno) nel corso delle ultime quattro stagioni vanno ricercati anche nel fatto che "il comune capoluogo ha cambiato pelle. Gli spezzini si sono buttati sul turismo, arrivando a creare un'offerta ricettiva che si è dimostrata qualitativamente valida sotto il profilo dell'accoglienza sia nei bed and breakfast che negli alberghi". Bisogna poi considerare l'importanza di quel potente magnete internazionale rappresentato dalle Cinque Terre, dove da un anno è attivo il servizio di trasporto Explora 5 Terre, con il quale lo stesso Stl inizierà presto a collaborare. "Non è un caso, però, che i numeri premino soprattutto la provincia spezzina, mentre non ci sono praticamente state ripercussioni per il Tigullio, nonostante la vicinanza. Questo - prosegue Pinelli - deriva dal lavoro svolto nel comparto della promozione e nei canali di vendita. L'80 per cento dei tour operator che vendono la Liguria ha inserito La Spezia nei suoi cataloghi. Si stima infatti che il 60 per cento dei numeri finali dipenda dai canali di vendita che vengono aperti o mantenuti nel corso di eventi fieristici e workshop specifici".

E proprio la scorsa settimana il Stl, insieme a un team di operatori turistici locali, ha preso parte alla Bit di Milano, con lo stand marchiato "Liguria together", preso d'assalto da buyer provenienti da tutto il mondo (Francia, Stati Uniti, Germania, Svezia, Canada, Brasile, Danimarca, Russia, Ungheria, India...) ai quali sono state proposte prevalentemente le attività all'aria aperta - a piedi o in bicicletta - in riva al golfo e nel territorio del Parco di Montemarcello-Magra-Vara. "Abbiamo portato una portafogli di escursioni guidate in bicicletta, anche con pedalata assistita, dalla Spezia alle Cinque Terre e da Sarzana alle Alpi Apuane", riferisce il tour operator Nicola Gatti.
"Abbiamo dovuto rifiutare numerosi appuntamenti, perché le nostre agende erano già piene sino all'orlo", racconta Gianluca Giannecchini, responsabile marketing del Grand hotel di Porto Venere.
I prossimi appuntamenti saranno un workshop a Stoccolma, la Bts di Montecatini (incentrata sul turismo sportivo) e il Tti di Rimini, più altri che si potrebbero aggiungere.
"Deve crescere la consapevolezza di quello che bisogna fare per aumentare i flussi. Non è curando i giardini, magari con le risorse della tassa di soggiorno che si aiuta il turismo. Semmai - aggiunge Pinelli - servono più informazione, accoglienza e promozione. E invece oggi la Regione non è nemmeno presente alle fiere. Noi le riteniamo invece uno strumento indispensabile (e i numeri danno ragione - Ndr) e pertanto abbiamo costituito una squadra di operatori che si accollano le spese di partecipazione agli eventi".

Luca Erba, assessore al Turismo del Comune della Spezia, riferendosi all'atteggiamento della Regione, parla chiaramente di "latitanza". "Così facendo - afferma - viene meno la regia. Stiamo facendo uno sforzo, grazie al Stl che è sul campo, e i risultati si vedono.
Credo che dobbiamo fare di più per quel che riguarda i punti di informazione sul territorio, che hanno confermato la loro utilità, ma le risorse, come è noto, sono sempre più scarse. Dobbiamo aumentare la percentuale delle risorse della tassa di soggiorno che investiamo direttamente nel comparto turistico. Ad oggi raccogliamo circa 500mila euro all'anno e ne destiniamo poco più del 10 per cento al turismo". Tra prestazioni, iniziative e contributi in un anno l'amministrazione ha messo a disposizione quasi 60mila euro.
Una somma che per gli operatori turistici non è sufficiente.
"L'imposta di soggiorno - chiarisce Benigni - deve essere una tassa di scopo, un seme da piantare per raccogliere i frutti nel futuro. Ci sono esempi di amministrazioni che hanno stabilito una suddivisione per la quale il 33 per cento delle risorse rimane al Comune, il 33 va alla promozione internazionale e il restante 33 alla creazione del prodotto e alla promozione e informazione locale".

Sulla vexata quaestio della carenza di strutture di alta categoria in provincia, Pinelli replica che "più che nuovi alberghi sarebbe opportuno che fossero migliorati quelli che già abbiamo. Ma servono risorse da parte della Regione e dello Stato, perché gli imprenditori non riescono a far fronte a spese di questo tipo".
"I turisti - si inserisce Benigni - non vengono sul nostro territorio per la categoria degli alberghi, ma per il prodotto che offriamo. Inoltre, invece di realizzare nuove strutture, si potrebbe cercare di spingere per la riapertura di alberghi come il Gaetano e il Terminus, entrambi a due passi dalla stazione, porta di accesso al prodotto turistico per eccellenza, le Cinque Terre".
"Alla Bit la nostra offerta turistica ha avuto un riscontro molto interessante. Dal 2014 ad oggi - rileva Giannecchini - il Grand hotel di Porto Venere ha avuto una escalation continua, con prezzi per le camere che vanno da 300 a 1.500 euro. E' evidente che anche per il cliente luxury ci sono le soluzioni adeguate e che riusciamo a dare loro grande soddisfazione, anche in termini di comprensorio, sia per i servizi che per le attività da svolgere nell'arco della giornata".

Il Stl e il gruppo di operatori locali, dunque, prosegue nella promozione del territorio, un lavoro che viene svolto dietro le quinte, senza clamori, ma che garantisce risultati che nel medio periodo si dimostrano tangibili.

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