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"Un conto è cosa gli offriamo, un altro cosa vogliono"

Turismo, siamo a buon punto? Ravecca: "Il passato ci ha un po' ingessato". Pinelli: "Capoluogo fa meglio di tutta la Liguria, Lerici male, un pezzo di ponente in provincia". Ravecca: "Oggi da Sarzana si parte per venire alla Spezia".

`Un conto è cosa gli offriamo, un altro cosa vogliono`
La Spezia - "Abbiamo bisogno di fare cultura turistica ma Spezia, provincia e capoluogo, è già una città turistica. Quando mi chiedono da dove vengo rispondo che sono orgogliosamente cittadino, imprenditore e presidente di Confesercenti della Spezia". Pensare positivo, tentando di mettersi dalla parte giusta del bicchiere per vederlo mezzo pieno e "godere" dei numeri pubblicati domenica da ItaliaOggi che, alla voce turismo e tempo libero, vedono il comune capoluogo schizzare nelle varie sottoclassifiche. Nell'introdurre il convegno sul turismo, ospitato oggi nei locali dell'Urban Center, Alessandro Ravecca decide di partire da lontano, ricordando una città diversa da quella odierna: "Ho aperto nell'88 in via Sapri, ricordo che all'epoca si lottava contro immondizia e topi. Era un'altra città, quella, cambiata nel tempo, basti pensare che dal 2004 non esiste più la leva obbligatoria. Spezia è porta dei parchi, dal mare ai monti. Il segno del cambiamento? Oggi da Sarzana si parte per venire alla Spezia, un tempo nemmeno ci si poteva pensare. Col Consorzio Contea del Levante facciamo questo: creiamo nuove opportunità. Non siamo in ritardo, è il passato che ci ha un po' ingessato".

Il riferimento alla città arsenalizia, quella delle pluricitate partecipazioni statali, quella dei militari e delle luci dei bancomat è un po' il leit-motiv utilizzato in questi mesi per spiegare un cambiamento potenziale ma, per chi di turismo fa una professione e non una rendita, nemmeno ancora iniziato. Damiano Pinelli prova a fare un po' di numeri, peraltro positivi per la Spezia città: "Abbiamo preso in esame i primi quindici comuni della Liguria sopra le 100mila presenze turistiche. Parliamo di due milioni di presenze nel 2015, dato migliorato nel 2016 del 10 per cento. Spezia ha fatto un balzo del 16 per cento, miglior allungo di tutta la Regione. Nella parte bassa della classifica c'è però il Comune di Lerici che si ferma a poco sopra il 2 per cento. Cosa vuol dire? Che le Cinque Terre sono magnete internazionale ma non per tutti i comuni: turismo e commercio sono cose diverse, l'albergo non è industria. C'è una parte sconosciuta, il mercato, la commercializzazione, noi lavoriamo per questo. C'è una differenza su cosa abbiamo noi da offrire e cosa loro vogliono da noi. È' questo il segreto del nostro successo: prodotto-mercato. Ci sono professionisti, tour operator, che vendono pacchetti qui da noi. Ci sono realtà anche in Liguria che hanno avuto grande successo nel passato ma che oggi non vengono più vendute".

Perchè si va in vacanza? C'è chi va in vacanza per svago ma soprattutto c'è chi si muove per conoscenza. Ne è convinto Pinelli: "Il rapporto è di 9 a 1. Si cerca di distillare i motivi per cui uno dovrebbe venire qui. Ho amici che hanno preso un albergo a Lerici a marzo. Lerici è un pezzo di ponente nella provincia della Spezia: c'è un turismo italiano, tradizionale, in crisi rispetto a quello del capoluogo, internazionale. Ebbene questi miei amici hanno cambiato le strategie di commercializzazione e hanno avuto un incremento sostanziale malgrado Lerici sia rimasta identica. Ora capirete bene perché Santa Margherita è l'ultimo comune di quella classifica. Il distretto? E' una cosa interessante ma sono gli operatori a doversi organizzare: i comuni devono uscire da Stl e la parte privata deve diventare distretto turistico. Ricordando che l'unica stl funzionante è quella della Spezia".

"Fare esperienza e capire quanto sia importante la figura dell'operatore locale - aggiunge Eugenio Bordoni, Assoturismo/Confesercenti -, il passaparola perciò deve essere fisico e digitale. Sono stato da poco in Namibia, ho visitato parchi nazionali e là non ho sentito mai parlare male di qualcun altro. L'invidia non va fatta trasparire, il campanilismo è l'atteggiamento peggiore per il comparto turistico. Sento parlare spesso del pericolo di sfruttamento, i territori devono parlarsi e tirare fuori tutte le eccellenze. Due stl nella stessa provincia non hanno senso, auspico che i territori sappiano parlarsi. Spingere per una comunicazione chiara, fuori dalle solite logiche. Altrimenti finiremo nel dimenticatoio come è accaduto a tanti". Nel finale l'assessore Luca Erba ha spiegato il senso della proposta del distretto turistico che vorrebbe coinvolgere i parchi delle tre province di Massa Carrara, la Spezia e Reggio Emilia, l'area della Lunigiana e della Garfagnana, oltre naturalmente alle Cinque Terre: "Il distretto è uno strumento che punta alla destagionalizzare. Ci sono conflitti con le Cinque Terre, ma nemmeno con tutti i comuni. E' una battaglia culturale ma anche una questione che io, come assessore del comune capoluogo, ho l'obbligo di pormi. Fare sistema e salvaguardare le Cinque Terre, tutti insieme".
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