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"Turismo e mense scolastiche: situazione inaccettabile"

Il segretario regionale Uiltucs, Marco Callegari, e il funzionario Giacomo Battistelli denunciano lo stato di assoluta incertezza nel quale vivono tutti i lavoratori che hanno sottoscritto il contratto del turismo.

Un sistema a rischio

La Spezia - La lista delle categorie lavorative che stanno soffrendo duramente gli effetti della serrata generale è lunga, lunghissima. Se dopo oltre due mesi di stop il commercio al dettaglio e la ristorazione sono gradualmente ritornati sul mercato, lo stesso non si può dire per chi lavora prevalentemente con il turismo: gli stranieri quest'anno saranno una chimera e la persistente chiusura dei confini regionali non ha ancora permesso al comparto di ripartire con il coinvolgimento dei mercati di prossimità.
"Siamo molto preoccupati per gli alberghi, che siano di grandi catene o strutture indipendenti di piccole o medie dimensioni, che stanno vivendo una situazione molto delicata. E insieme a loro a correre grandi rischi ci sono ovviamente anche i dipendenti. Le prenotazioni - fanno notare il segretario regionale Uiltucs Marco Callegari e il funzionario Uiltucs Giacomo Battistelli - sono state cancellate e non ne stanno arrivando di nuove e i costi di gestione sono enormi. La stagione sta per iniziare e la speranza è che gli italiani ritornino a viaggiare, ma settembre è dietro l'angolo. E a tutto questo si aggiunge l'incertezza delle differenti possibilità di accesso alle spiagge a seconda delle decisioni dei sindaci".
Sono ancora tanti i lavoratori che non hanno ricevuto la cassa integrazione e molti sono coloro che non la riceveranno perché ancora in attesa della riattivazione del contratto a tempo determinato o stagionale. Per questi ultimi sono arrivati bonus che hanno alleviato un po' la situazione di difficoltà, ma non per tutti.

"Questa situazione - proseguono Callegari e Battistelli - è inaccettabile e riguarda anche un'altra categoria che condivide con i dipendenti delle strutture turistiche e della ristorazione la stessa tipologia di contratto. Parliamo dei dipendenti delle mesce scolastiche, che stanno vivendo nella totale incertezza: non sanno nemmeno se e come torneranno al lavoro in autunno. Si tratta, nella sola provincia spezzina, di centinaia e centinaia di persone che sono a casa dal 23 febbraio e che stanno facendo sacrifici su sacrifici senza sapere quale sarà il loro destino".
Da mesi ormai il mondo della scuola naviga a vista sulle tempistiche e modalità di ripresa delle lezioni in presenza, con grandi dubbi rispetto a quello che sarà il numero degli studenti che si recheranno a scuola.

E le cattive notizie non sono finite. Per chi lavora nel turismo, infatti, spesso la scansione dell'anno era composta da 8 mesi di lavoro e quattro di Naspi, per arrivare a quei 12 mesi che permettono di ripartire di stagione in stagione. Questo meccanismo viene messo in discussione dal blocco degli ultimi mesi, così come quello del cosiddetto "diritto di precedenza" che alla ripresa del periodo di maggiore lavoro prevedeva la possibilità di reclamare l'assunzione da parte di chi aveva lavorato in una struttura per almeno sei mesi. Un'altra opportunità che sembra destinata a scomparire a causa della brevità delle stagione turistica 2020.

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