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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Novembre - ore 16.37

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"Turismo? Raccontiamo il Golfo come un'identità comune"

La prossima settimana il primo passo del Comune verso l'edificazione di una regia. Asti: "Distretto turistico non idoneo, sì a narrazione che unisca Porto Venere, Spezia, Lerici e Ameglia".

`Turismo? Raccontiamo il Golfo come un´identità comune`

La Spezia - Da un approfondimento su attività e obbiettivi della 'Rete Imprese Turistiche Alto Tirreno' a una riflessione più ampia sul turismo il passo è breve, e voluto. Lo si è visto bene ieri pomeriggio in occasione del convegno organizzato in Confartigianato, associazione alla quale fa capo la menzionata 'Rete', ieri rappresentata dal consulente di marketing Gianluca Giannecchini. Ma di che si tratta? Ebbene, la 'Rete Imprese Turistiche Alto Tirreno' è una rete di realtà specializzate nel settore del turismo che interessa in particolare le Cinque Terre, il Golfo dei poeti, la Versilia e la Lunigiana. Ne fanno parte strutture ricettive, aziende agricole, operatori del turismo e dei trasporti, realtà sportive. La finalità? Soddisfare qualunque richiesta nel campo dell'offerta turistica, andando incontro a quei vari 'turismi' di cui tante volte in campagna elettorale ha parlato il sindaco Pierluigi Peracchini, che ieri sedeva al tavolo dei relatori assieme al menzionato Giannecchini, al direttore provinciale della Confartigianato Giuseppe Menchelli e all'assessore al turismo Paolo Asti.

"Tra i nostri obbiettivi - ha spiegato Giannecchini - c'è anche quello di trattenere i clienti nell'area Golfo, che non vuol dire non portarli alle Cinque Terre. Una figura cardine? L'addetto alla reception, ruolo al quale abbiamo dedicato alcuni educational. Questa figura al giorno d'oggi è importantissima, è il primo venditore di turismo, di territorio. E attenzione: la clientela attuale critica su tutto, anche su consigli ritenuti sbagliati". Giannecchini ha anche fatto il punto sull'infaticabile girovagare della 'Rete' per le fiere, come la recente Mirabilia di Verona, o ancora la Bts - Borsa del turismo sportivo o il Ttg di Rimini, fruttato cinquecento preziosi contatti.

Tra i temi caldi del dibattito di Via Fontevivo, la Dmo - Destination management organization. Un altro modo, insomma, per tirare in ballo il 'fare sistema', locuzione, per quanto preziosa, logora e spesso destinata a restare senza incarnazione. "C'è una mancanza di regia - termine abusato - nel turismo - ha detto Menchelli -. E credo che l'onore e l'onere di questa regia spetti al Comune capoluogo. Che tra l'altro ringrazio per la stretta contro le strutture ricettive abusive in atto".

Pronti via, la risposta di Asti. "E' vero, serve una bussola, altrimenti si rema restando sempre davanti alla solita costa - ha esordito l'assessore -. Spezia deve essere qualcosa di più di un gate per le Cinque Terre. Per superare questa dimensione e diventare una destinazione, e non solo una porta di casa d'altri, serve organizzare una governance del territorio. Il Distretto turistico di cui si è parlato nei mesi scorsi? Non l'ho mai ritenuto uno strumento idoneo perché va a unire più regioni, territori ampi e soprattutto interessi non sempre convergenti, anzi talvolta contrapposti". La ricetta di Asti: "Oggi, finita l'era del turismo corporate, ha preso il sopravvento il cosiddetto turismo emozionale. Ebbene, noi ci chiamiamo Golfo dei poeti. Questo è l'elemento emozionale che deve unire Porto Venere, Spezia, Lerici e anche Ameglia, creando una narrazione, uno storytelling. Unire tutto quel che abbiamo da offrire - bellezze naturali, enogastronomia, cultura, ecc. - in un racconto è ciò su cui dobbiamo lavorare e quel che può renderci più attrattivi rispetto ad altre zone. Il Golfo come identità comune". Asti ha toccato anche il tasto chiave della destagionalizzazione, declinandola sul versante del turismo sportivo. "Sarebbe utile censire tutti gli impianti sportivi, non solo quelli del territorio comunale spezzino, per cercare di intercettare il turismo nordeuropeo. C'è chi paga anche 150 euro per una giornata di allenamento".

L'assessore ha poi anticipato che la prossima settimana Palazzo civico emanerà un avviso per raccogliere manifestazioni di interesse per società o singoli interessati "ad accompagnarci in questa fase di scelta della modalità con cui operare - vedremo se un consorzio o una società, il tutto nel rispetto della riforma Madia - per creare un soggetto dedicato alla programmazione turistica. Sarebbe opportuno inserire in questo discorso anche la calendarizzazione degli eventi. Quando Lerici non sa cosa fa Porto Venere, e intanto Spezia fa un'altra cosa ancora, per gli operatori è il caos, e magari poi non fa più niente nessuno". Quest'idea di Dmo - Destination management organization spezzina Asti vorrebbe già poterla presentare a alla Bit - Borsa italian del turismo di Milano, nel febbraio 2018, portando al grande evento meneghino "un progetto simbolo per la Regione Liguria, un vero esempio di programmazione invece che di improvvisazione".

In chiusura è intervenuto il sindaco Peracchini. "Bisogna gestire l'attuale boom, dovuto alla fortuna storica delle Cinque terre e a quanto hanno fatto i musulmani in Nordafrica (le Primavere arabe, ndr) - ha detto -. Spezia non può pensare di essere una servitù passiva di un sistema di massa che ha investito le Cinque terre. La cui situazione tra l'altro provoca anche diverse lamentele, basta vedere i siti americani, australiani, cinesi... a volte meglio avere 10mila turisti in meno, ma garantire servizi soddisfacenti, qualità, opportunità". Guardando a Spezia, il primo cittadino ha sottolineato la necessità "di fare un lavoro per recuperare la storia medievale della città, che non è nata un secolo e mezzo fa", oltreché di impegnarsi "per far lavorare qua le migliori professionalità, per esempio tra cuochi e barmen: fondamentale in questo senso il ruolo degli enti bilaterali" e di adoperarsi per "andare oltre la permanenza turistica attuale, che non va oltre un giorno e mezzo o due, in media". Il sindaco ha detto anche - a proposito di 'clic' attrattivi - di aver ricevuto richieste per fare una scuola internazionale di cucina capace di attrarre aspiranti chef sino-giapponesi, toccando poi il delicato tasto dei musei spezzini (tra i quali figurerà anche l'ambizioso progetto del sottomarino 'Da Vinci', vedi QUI) che "costano cinque milioni all'anno a fronte di un ricavo di 100mila euro". Ad ogni modo, piena consapevolezza del legame tra cultura e turismo, un binomio sposato anche dal ministro Franceschini, come sportivamente suggerito da Asti. "E non dimentichiamo che c'è la possibilità di ripensare Piazza del mercato anche in chiave turistica", ha concluso Peracchini, andando a confermare gli indirizzi emersi nelle scorse settimane in merito alla riqualificazione dell'area.

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