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"Siamo stanche, umiliate, senza diritti e risposte"

Una delegazione delle lavoratrici delle mense e del comparto del turismo questa mattina in Piazza Europa: "Per noi non ci sono risposte con l'estate non riceveremo nemmeno i contributi. Con i lunch box il 50 per cento di noi resterà senza lavoro".

il grido d'allarme

La Spezia - Donne, sole, madri e nonne. Lavorano nelle mense del territorio e questo mese alcune di loro hanno preso 75 euro di stipendio. In totale, in provincia, sono 400 e se dal governo dovesse passare la proposta del lunch box come pasto unico, la metà resterebbe a casa. Per loro, non ci sono certezze, nonostante sindacato e Comue stiano provando a smuovere le acque. Mancando le direttive nazionali tutto rimane avvolto in una bolla. Una delegazione, di circa 100 lavoratrici, questa mattina in Piazza Europa ha manifestato assieme a una delegazione del comparto del turismo per far sentire la propria voce.
"Ci sentiamo stanche, sole e umiliate - a parlare sono Luciana e Viviana che lavorano da 20 e 25 anni nelle mense scolastiche cittadine -. Noi siamo anche fortunate perché siamo a tempo indeterminato e comunque abbiamo preso uno stipendio da fame, altre nostre colleghe hanno preso meno di cento euro. Molte altre di noi hanno contratti anche da un'ora e mezza, sono monoreddito, oppure sole.Vogliamo solo delle risposte concrete. Fino ad ora le proposte fatte, l'esempio è quello del lunch box, rischiano soltanto di tagliare il comparto al 50 per cento. Siamo ferme con il lavoro da febbraio e non siamo mai state menzionate sin dall'inizio dell'emergenza. Quel che è peggio è che i nostri contratti prevendono una sospensione, con la fine dell'anno scolastico. In questo arco di tempo non solo non percepiamo lo stipendio ma non abbiamo nemmeno i contributi figurativi. Non ci siamo mai tirate indietro, il nostro è un lavoro di responsabilità: diamo da mangiare ai bambini. Essere dimenticate così è davvero umiliante".
Le 400 lavoratrici rappresentate questa mattina in piazza, seguite da Filcams Cgil, sono nei settori dell'erogazione dei pasti, nelle cucine delle scuole d'infanzia e primaria, nelle mense industriali che comprendono anche quelle che dipendono dal Ministero della Difesa.
"Noi abbiamo lavorato comunque, con orari ridoti e una parziale cassa integrazione - racconta Anna Maria che è nel settore da 13 anni -. La nostra situazione era critica anche prima della pandemia. Il nostro settore è vessato e patiamo gli appalti del Ministero della Difesa che sono già al ribasso, spesso andiamo a fare gli straordinari e non siamo pagate. Abbiamo chiesto anche la pubblicazione degli straodinari autorizzati e non ci è stato concesso. Vogliamo rispetto: il Ministero deve sapere che siamo schiacciati come le mosche. Non possiamo lavorare così. Siamo tutte monoreddito e part time. Nel periodo della pandemia abbiamo garantito i pasti all'Onfa e ci siamo prodigate oltre il nostro lavoro e garantire il nostro servizio. Il comandante e gli alti ufficiali ci hanno mostrato il loro apprezzamento per il senso di abnegazione che abbiamo mostrato nel nostro lavoro".
I delegati di Cgil poi sono saliti in prefettura e a margine della manifestazione hanno spiegato: "Il timore di queste persone - ha spiegato Luca Comiti segretario Filcams Cgil La Spezia - è assolutamente condivisibile partendo dalla sospesione dei contratti previsto per l'estate. Tra le proposte ci sarebbe l'utilizzo del Siur, strumento dell'Ue, per andare a coprire gli stipendi fino a fine dicembre. Perché oltre ai contributi che i Comuni e le Regioni possono dare rimane l'incognita del Governo. Questa mattina siamo qui anche per i lavoratori del turismo, stiamo seguendo l'intera vicenda e speriamo anche di poter dare al più presto risposte anche a questo settore".
"Le imprese stanno lavorando - ha spiegato Giovanni Bucchioni della segreteria regionale di Filcams Cgil - e con lo smart working attivato le mense industriali stanno soffrendo. E queste donne non hanno nemmeno gli amortizzatori sociali. Serve una revisione complessiva".


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Una manifestante
Viviana e Luciana da 25 e 20 anni nel settore delle mense
Anna Maria, da 13 anni nel settore delle mense


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