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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Giugno - ore 11.19

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"Se non siamo uniti, Enel si defila". Intanto Forcieri si arrabbia

In commissione si discute del futuro dell'area dove ora opera la centrale termoelettrica. La protesta dell'ex presidente Ap, la voce dei sindacati e qualche idea per il post dismissione.

"Se non siamo uniti, Enel si defila". Intanto Forcieri si arrabbia

La Spezia - “Qui sono state violate le regole. Se questo è democrazia, davvero tanti complimenti presidente!” Davanti ad una foltissima platea, Lorenzo Forcieri sbotta. E lo fa immediatamente dopo l’apertura delle “ostilità”. Se la prende con Maria Grazie Frijia e Marco Raffaelli, presidente e vicepresidente della terza commissione. L’ira dell’ex presidente dell’Autorita Portuale riguarda l’urgenza con la quale è stata convocata la commissione sul tema Enel e sui futuri della maxi area di Vallegrande alla luce del fatto che nell’ultimo consiglio comunale la discussione-monstre sui crocifissi ha allungato paurosamente i tempi. In presenza dei sindacati e dei lavoratori insomma, l’incipit della commissione non verte sulla sostanza dell’audizione delle sigle sindacali ma sul metodo. Quello che Forcieri contesta è nella fattispecie la congruità di un’audizione dei sindacati prima che la sua mozione venga discussa dal consiglio comunale.

”La Spezia modello nazionale della riconversione di un territorio”.
Fra sindacalisti, dipendenti e consiglieri comunali nella veste di commissari, ci penserà poi Paolo Musetti, segretario Filctem Cgil e lavoratore Enel, a sciogliere il ghiaccio: “Se la comunità non fa sistema non ha potere decisionale: abbiamo sempre sostenuto che un confronto istituzionale aiuta tutti, nel rispetto delle diverse posizioni. La nostra vertenza nasce negli anni ‘60, per quella che ai tempi era la seconda più grande centrale d’Europa: capite bene che non stiamo parlando di un’azienda come le altre. Noi vorremmo che l’amministratore delegato di Enel si preoccupasse del nostro sito ed insieme deciderne il futuro. Idee concrete, non piano impossibili”.

”Uniti evitiamo di dare alibi ad Enel”. La produzione del carbone non può andare oltre il 2021 e i sindacati non sfiorano nemmeno la polemica sul tema: “Mai chiederemmo di andare oltre ma ci poniamo il problema della ricaduta occupazionale: per il carbone serve più personale che per altro. Si dovrà ricollocare ma anche dare una speranza ai nostri giovani di poter rimanere a lavorare nella loro città. Sarebbe bello che venisse un’azienda di grande livello, noi siamo pronti per ripensare insieme i destini. Nel frattempo seguiamo questo processo e poi avanzeremo una proposta strutturata. Il rischio più grave è che per decenni rimanga tutto così, come un tempo fu per lo scheletrone della Palmaria”. A fargli eco Enrico Denevi, coordinatore Flaei-Cisl Liguria: “Abbiamo idee e progetti, sarebbe importante una collaborazione. Parliamo di una realtà di grande impatto: Enel fa tanti investimenti sulle rinnovabili fuori dal nostro Paese. Magari abbiamo in mano anche degli strumenti politici per fermare un’eventuale fuga dell’azienda. La sfida è quella di non favorire loro alcun alibi. Sarebbe una sconfitta per tutti”. Terza voce sindacale quella di Salvatore Balestrino, segretario regionale Uiltec Liguria: “Indietro non si può tornare, su nuovi progetti vogliamo convergere. Il problema occupazionale è alto, nessuno si potrà disimpegnare dal problema e non è qualcosa di tipicamente spezzino. Ne’ la politica, tantomeno Enel”.

E-Future, energie rinnovabili, progetti per il futuro. Dibattito aperto. Ma ci sono davvero? L’ex assessore e oggi consigliera Patrizia Saccone lo domanda direttamente ai sindacati. Trovando una risposta piuttosto ovvia: “Con Futur-E, l’Enel lancia dei bandi d’investimento affini ai propri interessi. Noi dobbiamo stare attenti proprio a questo: perché laddove noi non siamo uniti, Enel si defilerà. Certo che se anche il governo varasse una legge che vincola il proprietario dell’area di dover eseguire la bonifica, sarebbe un atto forte e fondamentale. Non accetteremo Futur-E, Enea può avere una dinamica importante, noi dobbiamo andare avanti tutti insieme. E la politica avrà responsabilità di questo”. Sullo studio di Enea, che tocca in modo profondo le tematiche ambientali, crede il consigliere Marco Raffaelli che difende il lavoro fatto con il tavolo voluto dalla passata amministrazione ma anche il “grow act” della Regione. Melley invece punta il dito sull’assenza di Peracchini e sulle recenti dichiarazioni del sindaco proprio sui futuri possibili dell’area: “Il tavolo va mantenuto, non perdiamo altro tempo e il Comune dica cosa vuole fare. C’è stato un incontro con l’azienda? Come vuole andare avanti e su quali prospettive valutabili, semmai si discuterà in consiglio comunale anche alla luce del piano urbanistico, oggi sub judice.” Il consigliere Forcieri riparte dall’inizio: “Guai se si creasse un precedente rispetto a questo metodo di convocazione. Al di là di questo, mi sembra che di tutto si parli fuorché di idee. Il tema dell’occupazione e’ fondamentale, il modo di incentivarla l’obiettivo: ma anche dire chiaramente che quell’area rimanga a vocazione produttiva. Enel è entrata pesantemente nel mercato della mobilità elettrica: perché non cogliere l’occasione di fare un modo che l’azienda investa qui come ha fatto a Vallelunga. Il rischio è che, mentre Enel si butta realmente nel green, alla fine là finiscano tanti, troppi, container”.

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