Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Martedì 26 Gennaio - ore 12.09

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

"Risorse insufficienti", la Fials partecipa allo sciopero della sanità

il 4 dicembre 2020
"Risorse insufficienti", la Fials partecipa allo sciopero della sanità

La Spezia - "La segreteria provinciale di La Spezia aderisce convintamente allo sciopero indetto dalla FIALS nazionale per l’intera giornata del giorno 4 Dicembre 2020, per denunciare il mancato riconoscimento dell’impegno profuso in prima linea nella lotta contro la pandemia da covid-19.
Le risorse preventivate dal governo nella bozza di legge di bilancio 2021, destinate a tutte le professioni sanitarie del comparto, sono così insufficienti da risultare l’ennesima presa in giro nei confronti di un esercito di professionisti che, con indiscutibile spirito di abnegazione, sono da mesi quotidianamente impegnati nella tutela della salute dei cittadini, a maggior ragione in un periodo così delicato in piena emergenza infettiva. Alle primaverili “serenate” dai balconi, alle parole di elogio del Capo dello Stato ed alle celebrazioni di tutti gli operatori della sanità non è seguita alcuna riconoscenza; dalle parole bisogna passare ai fatti riconoscendo appunto a tutti i professionisti della salute pari dignità e non continuare nell’annosa discriminazione di tutte le professioni sanitarie rispetto alla dirigenza medica e sanitaria. Per il prossimo rinnovo contrattuale, sulla base delle risorse stanziate, non sarà possibile un aumento dignitoso per infermieri, oss, tecnici e professioni sanitarie tutte che verrebbero liquidati con la vertiginosa cifra di 2 euro lordi a giornata di presenza al lavoro e nemmeno per tutte le figure professionali. La FIALS rilancia la già nota proposta contrattuale di omogeneizzazione dei trattamenti economici e normativi che prevedono, per tutte le 22 professioni sanitarie come per la dirigenza, riconoscimento di incarichi professionali, indennità di esclusività, conseguente implicito diritto all’esercizio di libera professione, congruo aumento dell’indennità di specificità agli infermieri ed estensione della stessa a tutte le professioni sanitarie, diversificata in base ad autonomia professionale, competenze e specificità, appunto, delle funzioni.
Se lo stato di agitazione è ampiamente giustificato a livello nazionale, per quanto precedentemente esposto, altrettanto e ancor di più non stona rispetto all’agonizzante stato in cui versano la sanità locale e tutti i lavoratori che vi operano. Le pluridenunciate scelte, anche regionali, politicamente trasversali, relative a tagli di risorse umane ed economiche perpetrate negli anni, hanno disegnato un quadro di evidente grave affanno, già in epoca precovid, della sanità spezzina imputabile alla carenza di più di 200 posti letto e assoluta inadeguatezza numerica delle risorse umane: già prima dell’epidemia mancavano, a semplice copertura del turnover, più di 50 medici, almeno altrettanti infermieri e poi tecnici di radiologia, di laboratorio e numerosi operatori di tutto il comparto sanitario ed amministrativo. L’insorgenza dell’emergenza infettiva da coronavirus di Marzo/Aprile ha semplicemente esacerbato tali importanti criticità preesistenti e nei mesi successivi nulla è stato fatto, in termini di programmazione ed assunzioni di personale, per far fronte alla tanto prevedibile quanto colpevolmente non prevista attuale seconda ondata di contagi. Quanto sopra, unitamente all’assenza di chiare relazioni sindacali aziendali, essendo la contrattazione integrativa volutamente ferma al palo e in ritardo di due anni abbondanti, determina il totale caos nella gestione del poco personale presente in Asl 5, originando un servizio sanitario carente rispetto a potenzialità ed aspettative, sia per quanto riguarda la gestione dell’epidemia che per le attività ordinarie di cura, diagnosi e screening, pesantemente ridotte per la conversione di molte unità operative in reparti covid e conseguente dirottamento negli stessi di personale deputato all’assistenza a discapito di altri servizi. L’assenza nei mesi estivi di programmazione di assunzioni a tempo indeterminato , a colmare le strutturali carenze d’organico di tutte le figure professionali, impone di affrontare questa seconda fase di pandemia navigando a vista, cercando di tirare disordinatamente una coperta troppo corta a fronte delle innumerevoli criticità che giornalmente si presentano; nello specifico si sta gestendo la sanità spezzina con poco personale ormai stremato da turni massacranti di 12 ore, abuso dell’utilizzo delle reperibilità con conseguente riduzione dei fondi contrattuali, lavoro straordinario, mancati riposi, lavoro somministrato tramite agenzie interinali, ordini di servizio per fronteggiare carenze anche in strutture private convenzionate, spostamento del personale in deroga all’accordo sindacale sulla mobilità interna e senza alcun coinvolgimento delle OOSS.
Reputiamo insufficiente ed in colpevole ritardo il bando di recente emanazione per 30 tempi determinati ( un anno ) per infermieri ed altrettanto inspiegabile è il motivo per cui non viene dato seguito allo scorrimento delle graduatorie di mobilità per infermieri e tecnici generate ormai da mesi.
Contestualmente al sostegno alle richieste rivolte al governo dalla nostra segreteria nazionale, chiediamo all’azienda Asl 5 spezzino:
Ripresa immediata delle trattative, pur in ottemperanza delle norme anticovid, per la stesura del c.i.a., a partire dalla definizione dell’accordo sulle relazioni sindacali, per addivenire a chiare regole di gestione del personale, affinchè i “ mancati eroi “ non continuassero a risultare “ carne da macello “ privati di diritti contrattualmente sanciti.
Di avere immediata contezza del fabbisogno di personale e delle attuali dotazioni organiche di tutte le professioni sanitarie per meglio quantificarne l’evidente carenza
Assunzione di tutto il personale mancante, medici infermieri tecnici e tutte le figure professionali sanitarie ed amministrative, nel più celere tempo possibile; stabilizzazione di eventuali professionalità già presenti in azienda in forma contrattualmente precaria
Giusta incentivazione del personale impiegato nell’emergenza infettiva
Immediata cessazione dell’uso improprio delle reperibilità, ad oggi usate a copertura di servizi ordinari quali l’ampliamento dei posti di terapia intensiva, creazione e/o conversione di nuovi posti letto covid, aumento dei carichi di lavoro per tipologia di paziente, copertura notturna e festiva dell’attività ordinaria dei tecnici di radiologia e di laboratorio.
Implementazione dell’attuale irrisorio ricorso al lavoro partime per permettere miglior gestione di eventuali criticità familiari, legate anche all’impegnativo periodo che tutti stiamo vivendo
In qualità di professionisti della salute, ma anche come eventuali potenziali utenti, vorremmo nella nostra provincia una sanità meno caotica e più responsabilmente amministrata volta a maggior dignità e tutela del personale contestualmente ad un più efficiente servizio rivolto alla comunità".

Segreteria provinciale
Luciana Tartarelli
Alessandro Podestà

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News