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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Agosto - ore 20.50

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"Ridicoli? No, ma serve buona occupazione"

Cna interviene nel dibattitto sulla classe imprenditoriale spezzina scatenato dalle dichiarazioni del leader della Cgil. Vatteroni: "Non saremo geni, ma c'è buona volontà".

"Ridicoli? No, ma serve buona occupazione"

La Spezia - "Come rappresentanti del mondo imprenditoriale non saremo 'geni', ma abbiamo buona volontà". Giuliana Vatteroni, coordinatrice provinciale di Cna risponde così, con una punta di ironia e una badilata di sarcasmo, all'infelice uscita del segretario generale della Cgil spezzina Matteo Bellegoni, che domenica ha definito "ridicola" l'imprenditoria locale (leggi qui).

"Le parole di Bellegoni - prosegue Vatteroni - denotano una scarsa conoscenza del territorio, dove le imprese sono per la stragrande maggioranza sono artigiane e di piccole dimensioni. Tocchiamo ferro, ma ci sono segnali positivi per il territorio nel quale le aziende hanno faticato tanto, tenendo sempre la testa sul territorio, mantenendo un contatto costante con i dipendenti e il tessuto sociale, per il quale costituiscono un valore aggiunto incalcolabile".

"Prendiamo atto che le affermazioni del segretario Bellegoni, estrapolate da un contesto, risultino censurabili - commenta Angelo Matellini, direttore di Cna -, le stesse comunque ci aiutano a confrontarci su argomenti fondamentali come il tema della buona occupazione. Partendo dai dati presentati dal report sull’occupazione pubblicato da Unioncamere Liguria, confrontando il II trimestre 2016 con quello del 2017, la nostra Regione vede la disoccupazione passare da 72mila a 62mila unità. Il tasso di disoccupazione è sceso al 9,3% (10,9% il dato nazionale), di 1,3 punti in meno rispetto all’anno precedente. Per gli uomini, l’indicatore passa dal 9 al 6,8% mentre per le donne dal 12,6 a 12,5%. Sono invece 4mila in meno le persone in cerca di primo impiego e 3mila in meno i disoccupati ex inattivi. In Liguria per le donne è sempre più complicato trovare un impiego: l’occupazione maschile tra il II trimestre del 2016 e quello dell’anno in corso è cresciuta di 5mila unità mentre quella femminile è drasticamente calata di 7mila unità. Le statistiche dunque parlano di un lieve segno positivo - prosegue Matellini - modesto ma apprezzabile, significativo del fatto che l’economia riesca ad andare avanti più della politica e della polemica. Questa occupazione viene valutata da taluni di serie B perché precaria e talvolta parziale ma la società è irrevocabilmente cambiata e fare paragoni con il passato non è utile. Le imprese hanno sempre più difficoltà e non hanno un futuro predeterminato, di conseguenza allo stato attuale è normale pensare che su quattro assunti tre siano con contratti determinati e uno indeterminato. Se ci saranno misure del Governo in grado di incentivare maggiore stabilità lavorativa sicuramente ci saranno benefici e miglioramenti".

"Bisogna fare un grande sforzo e cercare di tenere insieme più direzioni e diversi tipi di economie, anche se talvolta possono apparire in contrasto, si pensi ad esempio all’industria e al turismo. I nostri numeri nei diversi settori non ci permettono di scegliere un aspetto e garantire capacità competitive a livello globale, pertanto nessuna economia è da scartare, si deve trovare maggiore sinergia tra i settori e mantenere un’ottica di tutela per l’indotto locale. Il settore costruzioni, uno dei comparti più importanti capace di arrivare al 30% dell’economia provinciale, vive da anni una crisi profonda, come testimoniato dal presidente di Ance Mario Gerini, come associazione di categoria rappresentativa di tante piccole imprese del mondo dell’edilizia speriamo che il comparto trovi la capacità di attuare una trasformazione molto complessa e riesca a riconvertirsi in recupero del patrimonio esistente puntando anche alla conversione energetica. Un deciso intervento di incentivazione nazionale o regionale per portare almeno in classe C il patrimonio edilizio esistente contribuirebbe in modo decisivo a valorizzare imprenditoria locale. In parte – conclude Matellini - esiste già un piccolo indotto creato dal nascere di affittacamere e B&B in città che è stato almeno un sollievo per le piccole imprese edili”.

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