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Ultimo aggiornamento: Domenica 21 Aprile - ore 11.40

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"Psal ai minimi termini, a rischio la sicurezza sui luoghi di lavoro"

I sindacati rilanciano sul tema del personale sanitario che si occupa di prevenzione e monitoraggio nei cantieri e nel settore alimentare. Del problema se ne era già parlato a giugno in una commissione consiliare in Comune.

l'allarme
"Psal ai minimi termini, a rischio la sicurezza sui luoghi di lavoro"

La Spezia - E' allarme, per i sindacati, la situazione del reparto dell'Asl 5 che si occupa di sicurezza nei luoghi di lavoro. In una nota Cgil, Cisl e Uil, attraverso Gianni Carassale, Mirko Talamone e Marco Gaeta intervengono in merito alla: "Progressiva riduzione delle risorse destinate all’ Asl 5 alle attività della Struttura Complessa Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro".
Stando ai dati forniti alle delegazioni sindacali gli operatori dell'Asl 5 devono monitorare una provincia di 88 chilometri quadrati, con più di 1200 piccole e grandi aziende, per un totale di circa 37 mila occupati tra porto commerciale, cantieristica navale, centrale Enel. A breve si aggiungerà il terminal passeggeri, e ci sono settori come quello edile, il terziario, il turismo, la sanità pubblica e privata che necessitano sempre maggiore impegno in termini di controllo, prevenzione ed intervento.

Della questione se ne era già parlato anche in una commissione consigliare a giugno dell'anno scorso (leggi qui). In quel contesto, l'allora dirigente Antonietta Gioia e il tecnico Massimo Lombardi sottolinearono: "Nel territorio sono presenti circa diecimila aziende. La nostra Struttura complessa è costituita da due dirigenti medici e dieci tecnici. Il bacino di utenza conta migliaia di persone. Il nostro dovere è quello di fare attività di vigilanza e sanzionatoria, quando è il caso, ma anche formazione. Non possiamo entrare in tutti i luoghi di lavoro e a pesare è il numero esiguo di personale. In passato era stato fatto un bando per tre tecnici, in Psal ne è arrivato uno, gli altri due sono stati dislocati in altre due strutture. Dopo tre anni non sono stati emessi ulteriori bandi".

Da quel giorno sono passati quasi dieci mesi e i sindacati hanno rilanciato l'allarme: "Un tema molto delicato in uno scenario sempre più complicato sul quale le organizzazioni sindacali rivendicano maggiore attenzione- dicono i dirigenti sindacali- a fronte di un aumento degli infortuni, anche mortali, la risposta degli organi di prevenzione e controllo della ASL è largamente insufficiente. Una situazione causata dai progressivi tagli sul personale medico e tecnico.”

I dati del 2018. Durante il 2018 sono state effettuate 50 indagini infortuni, 350 valutazioni piani amianto, 60 pareri su nuove attività industriali, 20 ricorsi contro il parere del Medico competente, 80 controlli su protocolli sanitari, 600 sopralluoghi in cantieri edili ed aziende, 300 pratiche di documentazione per controllo aziende. Un trend che va avanti così da anni. Inoltre gli operatori partecipano ai piani mirati di prevenzione, attività di assistenza, coordinamento altri enti di vigilanza, incontri con associazioni datoriali, associazioni sindacali e lavoratori, ordini professionali, incontri tecnici regionali tra operatori PSAL
Per le delegazioni sindacali si trasforma in "una pesante e impegnativa attività è svolta con un numero assolutamente esiguo di personale. Attualmente gli operatori Psal sono 2 dirigenti medici, di cui uno prossimo alla pensione, 8 tecnici e 1 tecnico coordinatore, 3 amministrativi".

Cgil, Cisl e Uil chiedono che si rivedano le politiche di investimento sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro. “Non è sufficiente organizzare convegni e seminari per diffondere la cultura della prevenzione tra datori di lavoro e lavoratori- sottolineano Carassale, Talamone e Gaeta- occorre potenziare il servizio pubblico che oggi non è in grado di rispondere efficacemente a quelle necessità e che rischia nell’immediato di essere ulteriormente depotenziato; negli ultimi 10 anni non c'è stato nessun incremento del personale.”
“E' necessario che tutti i rappresentati delle istituzioni locali, comuni e provincia in testa, si facciano carico del suddetto problema insieme alle organizzazioni sindacali, per richiedere agli enti competenti, a partire Regione Liguria, investimenti e assunzioni per il servizio di prevenzione salute e sicurezza sul lavoro- conludono i dirigenti sindacali- riteniamo indispensabile l’apertura di un tavolo utile ad avviare un percorso di potenziamento e consolidamento del personale ASL preposto alla prevenzione e sicurezza sul lavoro. Come sindacati chiederemo da subito un incontro urgente al prefetto della Spezia poiché la sicurezza nei luoghi di lavoro non ha colorazione politica e neppure deve rimanere un mero problema di risorse pubbliche, ma deve essere un modello permanente di difesa della vita umana".

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