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Ultimo aggiornamento: Venerdì 29 Maggio - ore 21.19

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"Pronti allo sciopero del posto letto senza dialogo con le Travel Agency"

La mobilitazione degli albergatori parte dalla Lombardia e arriva in provincia. Valentina Fattore, consulente turismo e hôtellerie, lancia l'appello a tutti i colleghi: "Riprendiamoci il nostro futuro, senza la nostra disponibilità come lavorano?".

alla riscossa

La Spezia - La rivoluzione parte sempre dalle piccole cose ma per portare ai risultati deve sbocciare nel momento giusta. E forse i tempi cominciano a prestarsi, vuoi per il coronvirus, vuoi perché turismo e ricettività sono la marcia in più dell'Italia e dei territori come quello spezzino che su questo settore economico sta riscrivendo storia ed economia. Ed è proprio il nemico comune Covid-19 a spingere Valentina Fattore consulente turismo e hôtellerie, di recente impegnata nell'ambizioso progetto di rinnovamento della foresteria del santuario di Soviore a Monterosso, a cogliere l'appello di un gruppo cospicuo di albergatori milanese che vuole fare un balzo in avanti in tempi di crisi: aprire un tavolo di discussione con i colossi dell'Online Travel Agencies (Airbnb,Booking, Expedia per citarne solo due).

L'idea è questa e Valentina spiega anche come, lei ed altri colleghi, cercheranno di applicarla facendo una specie di "sciopero" dei posti letto. "Non è un'azione semplice - spiega ai taccuini di Città della Spezia - ci vuole coraggio. Noi in questa fase, in accordo con i colleghi di Milano stiamo cercando di radunarci, contarci, metterci assieme e fare squadra. Quando raggiungeremo un numero considerevole di professionisti e albergatori andremo dalle associazioni di categoria, perché l'intervento deve essere strutturato, e finché non verremo ascoltati dalle Ota (Online Travel Agency, ndr) non garantiremo loro le nostre strutture. Se non ci sono posti letto, che cosa vendono? Per fare una stima approssimativa, in passato, con altri colleghi eravamo consorziati in 108: potevamo cubare fino a 15mila posti letto. I territori possono rinunciare a questi servizi?". La testa c'è e la voglia di riscossa anche, il momento con la piena emergenza in corso potrebbe essere quello giusto dunque per riunirsi, raccogliersi e ragionare. I progetti devono essere ambiziosi e le idee ci sono già da tempo: "Il nostro Paese - spiega Valentina - dovrebbe avere un suo portale "Ota". Deve poter essere in grado di costruirlo, ma ci vuole coesione, attenzione e voglia di mettersi in gioco". Per richiamare l'attenzione dei colleghi Valentina fa un appello con una lettera aperta nella quale invita tutti gli addetti ai lavori con l'esortazione "riprendiamoci il futuro". Di seguito il testo della lettera.

Cari colleghi,
in questo momento difficile e incerto, a mio avviso abbiamo la possibilità di ritornare ad essere responsabili di persona della nostra impresa, correggere i nostri errori e affidarci alle nostre capacità. Siamo sempre stati validi e capaci nel vendere i nostri prodotti, siano camere, pasti, esperienze, senza affidarci alle Ota, è ora di dare un segnale forte e cogliere l’occasione fornita da questa situazione straordinaria per compiere una scelta difficile e molto coraggiosa:
Opporsi alla prepotenza delle Ota chiudendo tutta la disponibilità delle nostre camere sui grandi portali di prenotazione: Booking.com, Expedia, etc... per tutto il 2020.
Dobbiamo fare rete e tornare a relazionarci con le attività imprenditoriali del territorio, chi meglio di noi è in grado di comunicare le peculiarità delle nostre offerte e di svolgere correttamente il lavoro di intermediazione e promozione fra noi e i nostri clienti. Lo facciamo nelle fiere, nei work shop, negli educational organizzati per To e agenzie di viaggio sul territorio
Un collega ha scritto "noi siamo persone. Gli agenti di viaggio sono persone. I nostri ospiti sono persone. Allora torniamo a un rapporto diretto senza la mediazione di freddi algoritmi", quanto ha ragione. Personalmente ho chiesto a tutte le strutture con cui collaboro di aderire alla proposta, ma per ottenere un risultato valido ed efficace deve essere una adesione di massa. In molte altre città italiane gli albergatori si sono accordati per chiudere la disponibilità sulle Ota. A Milano un gruppo di albergatori ha già chiuso alle vendite sui portali circa 4000 posti letto e così anche a Pisa e Legnano. Una piccola goccia, ma tante piccole gocce insieme fanno il mare. Se saremo molti potremmo chiedere alle associazioni di categoria di creare un tavolo di discussione con le Ota e rimodulare i termini contrattuali, le commissioni e le politiche di cancellazione. Si potrebbero rilanciare e sostenere i portali di prenotazioni autogestiti, come ad esempio Italyhotels.it, come unica centrale dove chiunque dall’Italia e dal Mondo possa prenotare nelle nostre strutture senza che ci vengano richieste commissioni capestro o imposte condizioni che mortificano la nostra professionalità. Spero avrete voglia di confrontavi su questa proposta, mettiamo mano al nostro futuro, tutto deve ripartire da noi. Vi saluto cordialmente e prendetevi cura di voi e di noi.

Valentina Fattore


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