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"Per le case popolari serve un nuovo bando, al più presto"

Analisi della situazione con Cristiano Ruggia segretario del Sunia della Spezia: "Il settore immobiliare sta cambiando. Il mercato degli appartamenti turistici sta virando alla locazione residenziale".

a ottobre quadro più chiaro

La Spezia - Cosa resterà del coronavirus? Tanta incertezza in tutti i settori del mercato immobiliare. La conferma arriva da un'istantanea scattata da Città della Spezia assieme Cristiano Ruggia eletto, lo scorso febbraio, segretario Generale Provinciale del Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari della Spezia.
Diversi i temi toccati dal segretario Ruggia: l'esigenza di un nuovo bando per le case popolari, al ritorno al mercato della locazione a uso abitativo dopo i cali degli appartamenti ammobiliati a uso vacanze.
“Il mio insediamento - spiega Ruggia – è stato caratterizzato dall'arrivo del coronavirus. Una crisi sanitaria, economica e sociale che non esclude di certo il settore abitativo. La prima cosa importantissima è che a livello nazionale sia stato ottenuto il blocco degli sfratti. Alla Spezia sin dai primi giorni dell’emergenza abbiamo chiesto attenzione nel settore abitativo. Abbiamo avanzato  proposte ad Arte sulle  “case popolari “ e debbo dire che c’è stata una concreta risposta: lo spostamento all’estate per la presentazione dell’isee, non aver comminato penali per il pagamento dell’affitto in ritardo  nel periodo covid, esenzione per il pagamento del canone  di maggio e giugno  per chi aveva subito riduzioni di reddito nei mesi del picco della pandemia”.
Per quanto riguarda gli affitti residenziali Ruggia spiega: “Sul fronte dell’affitto residenziale privato abbiamo invece registrato poco efficacia nelle azioni sia del Governo che della Regione. Ancora  debbono essere messe in campo misure efficaci specialmente per lavoratori fuori sede e studenti universitari. Ma anche chi è in difficoltà  in generale a pagare l’affitto non è che abbia avuto risposte vere. A livello nazionale abbiamo chiesto assieme alla Cgil che venisse istituito un fondo per il sostegno all’affitto di circa 400 milioni ma solo 140 sono stati stanziati e per giunta non ancora  inviati sui territori. A livello locale ad esempio alla Spezia nonostante siano stati individuate alcune centinaia di migliaia di euro, residui di fondi regionali,  per un bando di contributo straordinario per il sostegno alla locazione emergenza covid 19 non ci sembra che sia andato bene. Ora proporremo, nelle sedi opportune e se fossero avanzati fondi, come pensiamo,  un nuovo bando sia per la morosità incolpevole che per il sostegno all’affitto in generale. Inoltre va tenuto in considerazione anche il fatto che in autunno  potrebbe verificarsi una emergenza sfratti anche nella nostra provincia”.
La Spezia negli anni ha puntato al settore turistico ma la situazione sanitaria ha stoppato gli arrivi, soprattutto degli stranieri creando preoccupazione tra gli operatori. “Abbiamo notato che diversi nostri iscritti inquilini sono diventati conduttori di case che prima erano adibite a case vacanza. Nel merito della questione riteniamo abbastanza positiva la proposta del ministro Franceschini :  chi ha più case in affitto breve deve  essere regolato come un'impresa.  Tale proposta, se realizzata in maniera corretta, potrebbe regolare un fenomeno che, sta stravolgendo l’assetto urbano delle grandi città turistiche ma anche ormai della Spezia. La notevole diffusione di appartamenti ammobiliati a uso vacanze hanno fatto contrarre sensibilmente la presenza di residenti  in centro e di conseguenza anche attività commerciali di prossimità. Inoltre stravolgendo l’uso del patrimonio abitativo e provocando la contrazione del mercato della locazione ordinaria  si è generato  l’innalzamento degli affitt”i. 
“Abbiamo notato diverse “ conversioni”  da casa vacanza verso l’affitto residenziale lungo – prosegue -. Colgo l’occasione per ribadire quanto sia vantaggioso il canone concordato a chi non ritenesse più valida la forma dell’affitto breve del proprio immobile o chi riscontrasse  difficoltà di gestione.  I canoni concordati detti anche tre più due,  hanno significativi vantaggi per gli inquilini ma anche per i proprietari (nonostante il ritocco dell’imu per il Comune della Spezia dello scorso anno)  e hanno garantito una diminuzione notevole degli sfratti di morosità nel corso degli anni nel 2015 erano 304, nel 2018 sono calati  sino a 210”.
“Bisogna che si lavori molto al nuovo bando per le case popolari (che ha subito un rallentamento a causa del covid) ma che spero possa uscire al più presto, ce n è necessità, l’ultimo è datato  2011 – conclude Ruggia nella sua analisi -. Necessita  poi un nuovo bando per il sostegno all’affitto privato e per la morosità incolpevole, subito con attenzione agli affitti ordinari ma anche per lavoratori fuori sede e studenti.
Necessita la convocazione del tavolo degli accordi territoriali per rivedere tali accordi per i canoni concordati alla luce della crisi derivante dal coronavirus. Queste misure sono necessarie rapidamente perché la situazione con lo sblocco degli sfratti potrebbe diventare critica. Inoltre non bisogna mai abbassare l’attenzione alle  persone  senza casa come è stato fatto e come sta facendo, come sempre, con un instancabile lavoro Caritas.” 
“Ho già avuto occasione di fare una considerazione che ci terrei di ribadire lavoro, casa, salute – conclude - sono i cardini della nostra vita, se ci sono problemi in questi cardini si incrina la coesione sociale e si creano le condizioni per pericolose scorciatoie, da questi temi passa la vita democratica di una comunità e non è retorica”. 

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