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"Per i lavoratori del porto servono più sicurezza e meno interferenze"

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"Per i lavoratori del porto servono più sicurezza e meno interferenze"

La Spezia - “Più sicurezza, meno interferenza fra lavoratori in Porto”. Lo sostengono con forza Uiltrasporti Marco Furletti e Marco Gaeta e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo Thomas Venuta. L’intervento arriva a seguito della seduta, che si è tenuta ieri in videoconferenza, del Comitato di igiene e sicurezza costituito in Autorità di Sistema Portuale su richiesta delle Organizzazioni Sindacali a seguito dell’episodio avvenuto sulla m/n Jsp Levante all’ormeggio ed in operazioni commerciali presso La Spezia Container Terminal.

“Ci preme innanzi tutto ringraziare e porgere la nostra stima al Comandante della Capitaneria di Porto Giovanni Stella ,alla Presidente Carla Roncallo e a Davide Vetrala oggetto nei giorni di strumentali ed ingenerosi attacchi politici , ricordando a tutti che il Comitato di Igiene e Sicurezza è stato istituito alla nascita dell’Autorità Portuale spezzina pur non essendo un obbligo Legislativo - si legge in una nota del sindacato -. Nel corso degli anni tale organismo si è dimostrato un’opportunità per tutta la comunità portuale,grazie anche all'attenzione e alla sensibilità sempre dimostrate da parte delle imprese portuali in virtù del prezioso lavoro quotidiano dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza”.
“Uiltrasporti non ha mai inteso strumentalizzare quanto accaduto in banchina nei giorni scorsi e ritiene del tutto fuori luogo aver investito il Parlamento senza avere preventivamente approfondito i fatti e ricercato successivamente le soluzioni, per evitare che certi usi/costumi abbiano a ripetersi nel nostro porto - prosegue la nota -. Come ben sappiamo, l’evento ha coinvolto lavoratori marittimi stranieri, dove le nostre norme seppur stringenti, come i d.ls 27 luglio 1999 n°271/272 nulla possono in capo ad una nave su cui vige un ordinamento giuridico di appartenenza allo Stato di bandiera”.
“Per questo motivo in Comitato, abbiamo voluto sottolineare l’interferenza lavorativa, aggirando il quadro normativo attualmente assente, chiedendo di implementare, quanto ad oggi già stanno facendo i terminalisti, ovvero dichiarazioni sottoscritte ad ogni accosto dai Comandi nave, chiare e stringenti per impedire qualsiasi tipo di lavorazione a bordo che possa in qualche modo interferire con il personale di terra impegnato nelle operazioni commerciali - scrivono -. È pacifico che lavori differenti, eseguiti nel solito sito(nave) e nello stesso momento, apportino dei rischi maggiori, con la propria attività specifica, generando delle sovrapposizioni ed interferenze che non fanno altro che aumentare il rischio”.
“Auspichiamo anche, come discusso in Comitato - concludono -, l'emanazione di una Ordinanza, considerata la sensibilità e disponibilità manifestata da Autorità di Sistema Portuale e Capitaneria di Porto, che vieti lavorazioni in contrasto con altre e soprattutto contrarie alle più elementari norme di Sicurezza e dia la possibilità a chi è deputato alla vigilanza di poter intervenire e contenere determinati comportamenti lesivi per tutta la portualità”.

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