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Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Aprile - ore 22.49

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"Passeggiata Morin estesa fino a metà Calata Paita"

Via alle opere del Piano regolatore portuale: spostamento delle barche dal Canaletto a Pagliari, porto secco alle Casermette, nuova stazione La Spezia Marittima, riempimento Molo Garibaldi e sdemanializzazione Calata Paita.

i propositi di roncallo
"Passeggiata Morin estesa fino a metà Calata Paita"

La Spezia - “Liberare la zona del Canaletto trasferendo dall'attuale posizione le imbarcazioni a molo Pagliari e predisporre un porto a secco alle Casermette potrebbe concretizzarsi entro la fine del 2018 e l’inizio del 2019. Contestualmente stiamo lavorando con fondi di Adsp alla nuova stazione della Spezia Marittima con i relativi snodi: domani firmeremo il contratto integrato e dopo due mesi, forse qualcosa di più, di progettazione saremo pronti”. Carla Roncallo, presidente dell’Autorità portuale del Sistema Ligure Orientale, parte dalle scadenza più prossime, nel fare il punto davanti ai consiglieri della Commissione lavoro-economia, presieduta da Maria Grazia Frijia ma anche un folto pubblico di cittadini delle associazioni ambientaliste.

Tanti i nodi toccati dalla numero uno di Via del Molo che, accompagnata dal segretario generale Francesco Di Sarcina, si districa fra le diverse aree d’interesse riguardanti il porto: “Lavoriamo certamente anche sul comparto delle crociere: la gara per il progetto esecutivo può iniziare ma non potremo arrivare a detta realizzazione prima che Lsct liberi la Calata Paita e si arrivi al riempimento del Garibaldi (che presto sarà elettrificato), previsto non prima di un anno e mezzo. Royal Carrebean e Msc hanno presentato questo project financing e siamo quasi pronti a presentare la dichiarazione di pubblico interesse. Dopo di che ci sarà una gara di project: la proposta, come detto, prevede la gestione del servizio crociere per 34 anni e la realizzazione di una serie di opere relative al nuovo terminal perché quello che abbiamo adesso non sarà sufficiente a soddisfare i flussi dei prossimi anni. Col Comune stiamo invece prevedendo di sdemanializzare una parte della banchina, circa 40mila metri quadrati (all’incirca dall’attuale terminal sino a metà calata Paita) come succede in altre città italiane. In continuità con largo Fiorillo si potrebbe così arrivare ad uno spazio profondo a disposizione dei cittadini in continuità con la Morin”.

A delineare ancora una volta gli intendimenti dell’amministrazione comunale ci pensa l’assessore Annamaria Sorrentino che completa il ragionamento: “Noi non vogliamo che i turisti vengano qui soltanto per andare alle Cinque Terre. Sul fronte mare vorremmo realizzare diversi servizi per cittadini e turisti: una piscina, un anfiteatro, un albergo, una scuola con campus annesso, ma anche ristoranti, locali notturni, boulevard: stiamo portando avanti questa idea da mesi. Un’idea che purtroppo o per fortuna coinvolge tanti enti coi quali stiamo dialogando da tempo e continueremo a farlo nei prossimi anni”.

Sulle Marine del levante, Roncallo chiarisce la situazione: “A giugno ci sarà la seduta del Consiglio di Stato per l’ultimo grado di giudizio relativo comunque a due sole realtà, uniche a non aver accettato la ricollocazione: non siamo comunque preoccupati visto come si è pronunciato il Tar. Elettrificazione delle banchine? Perseguiamo piuttosto il Gnl, più pulito, e molto meno costoso rispetto all’energia elettrica che in Italia costa tantissimo: ecco vedo più quello come futuro per il nostro porto piuttosto che l’elettrificazione delle banchine che comunque, in presenza di accordi pregressi, continuiamo a perseguire”. Di Sarcina chiarisce le difficoltà di spostare a Santo Stefano molte delle attività perché manca la firma sul decreto governativo che attendono tutti i porti italiani. Piovono domande fra chi è preoccupato per un’eventuale uscita di scena di Msc che Roncallo comunque smentisce categoricamente e chi chiede, su suggerimento dal pubblico, se i binari dismessi non possano essere usati a fini turistici: “Lo spazio all’interno del porto e quello che è: togliendo quei binari si fa spazio alla fascia di rispetto e al nuovo waterfront”.

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