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"Noi precari della scuola, senza diritti e surclassati dai concorsi"

Alla Spezia 150 di loro si sono costituiti in un gruppo per far valere le loro ragioni: "Selezione aperto per titoli e servizio e noi che lavoriamo da anni?"

docenti a tempo
"Noi precari della scuola, senza diritti e surclassati dai concorsi"

La Spezia - Hanno sottoscritto un appello alla comunità firmandosi "Pre-cari Group Sp" e l'hanno inviato ai dirigenti scolastici, agli Ata e idealmente alle famiglie degli alunni, alle associazioni e ai sindaci dei singoli comuni per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla loro situazione lavorativa. Parliamo dei precari della scuola che sotto il nome del gruppo succitato rappresentano chiaramente ben più dei 150 iscritti. "La figura dell'eroe solitario è esaltante - iniziano così, metaforicamente ma nemmeno troppo -, siamo cresciuti con le sue storie. Nella vita quotidiana, tuttavia, imprese mirabili e inaspettate vengono compiute da persone del tutto comuni, grazie ai piccoli gesti di ogni giorno e alla passione con la quale svolgono il loro lavoro. Alcune di queste hanno saputo mettersi insieme e fidarsi le une delle altre...la forza dell’egregora. È così che è nato il nostro gruppo, con lo scopo di far conoscere lo storico problema del precariato della scuola, per chiedere apertamente l’aiuto dell'intera comunità affinchè sostenga chi la scuola la ama e questo “non-mestiere” lo vive con passione".

Un po' di numeri danno il senso del fenomeno: in Italia ci sono 60.000 precari con tre anni di servizio, a settembre ne saranno necessari 200.000 per sostenere l’attività didattica: come affrontare l’emergenza? Lo Stato ha previsto concorsi per l’assunzione di personale docente di cui uno ordinario e uno straordinario. "Quello straordinario - spiega il gruppo che si è rivolto a Cds - sarà rivolto a docenti precari con almeno tre anni di servizio, riservando loro solo 24000 posti; con un test a crocette a tempo si ha la convinzione infondata di selezionare i docenti 'meritevoli', senza conoscere il loro
operato pregresso e la loro esperienza nella pratica didattica. Questo concorso è stato unilateralmente voluto dalla Ministra Azzolina nonostante il parere contrario del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e in atteggiamento
di chiusura verso i sindacati che propongono, considerata anche la situazione emergenziale in cui ci si trova, l’assunzione dei precari con tre anni di servizio direttamente dalle graduatorie d'Istituto".

L’approvazione del concorso è discussa in questi giorni in Senato, dove si stanno chiedendo se sia costituzionale, per i precari con più di tre anni all’attivo, l’assunzione mediante concorso per titoli e servizio. "A questo proposito invitiamo a domandarsi se invece sia costituzionale l’utilizzo reiterato senza assunzione dei lavoratori. Da gran parte delle forze politiche sono stati proposti emendamenti riguardanti la modifica della proposta concorsuale. I precari vengono accusati di voler approfittare di una situazione di emergenza per sottrarsi al concorso, invertendo agli occhi dell’opinione pubblica la situazione reale. In particolare gli insegnanti precari stanno attualmente svolgendo la medesima funzione
docente dei colleghi di ruolo, ma lo Stato non riconosce loro l’abilitazione all’insegnamento, quando sarebbe sufficiente valutare il loro operato. Il precariato permette notevoli risparmi allo Stato stesso, ma è illegale, lo afferma, redarguendo l’Italia, la Comunità Europea e lo sancisce la stessa legge italiana impedendo alle aziende di fare altrettanto. Finché nella scuola esisterà il precariato non sarà garantita la continuità, la progettazione a lungo termine, l’applicazione dei piani triennali dell’offerta formativa e la presenza, fin dal primo giorno di scuola, di insegnati in classe". Che cosa chiedono? L'assunzione da graduatorie per chi ha tre anni di servizio, la valorizzazione del merito, una revisione delle procedure di selezione dei docenti, un riaffidamento delle responsabilità ai dirigenti per governare e innovare la cultura nella scuola, questionari annuali sull'operato del docente da sottoporre a colleghi, alunni e genitori. Da qui l'appello rivolto ai sindaci, ai dirigenti scolastici e alle famiglie delle comunità che essi rappresentano, con il quale il gruppo di docenti precari spezzini chiede di riflettere su quanto sta accadendo al mondo della scuola ed in particolare a tutte quelle persone che ricoprono il ruolo (purtroppo precario) di docenti. "Crediamo che non esista futuro se non si investono in quei valori indispensabili che sono la cultura e la conoscenza e se non si attuano piani di assunzione che garantiscano un ambiente formativo coerente con i principi educativi fondamentali".

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