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"Moratorie intrappolate nella burocrazia, ma qualcosa si muove"

I soci di uno studio di commercialisti presente anche alla Spezia danno la loro opinione sui decreti economici messi in campo dal governo. Sul crash del sito Inps: "Era prevedibile, ma nei giorni seguenti tutto è filato liscio".

Le agevolazioni per imprese e famiglie
"Moratorie intrappolate nella burocrazia, ma qualcosa si muove"

La Spezia - Le conseguenze economiche e finanziarie che il coronavirus lascerà in dote saranno con ogni probabilità drammatiche per molti imprenditori e, di conseguenza, per molti lavoratori. Le difficoltà, in realtà, si sono avvertite sin dall'inizio del lock down, a causa della chiusura delle imprese e la parallela interruzione della produzione di reddito per quasi tutte le categorie.
Una situazione che ha richiesto immediatamente una serie di correttivi da parte del governo che ha messo in campo prima il decreto Cura Italia e poi il decreto Liquidità. Misure necessarie, ma non sempre facili da comprendere e mettere in pratica. Ne abbiamo parlato con i dottori commercialisti Davide Benedini, Simone Mazzei e Piergiorgio Curadi, soci dello studio Prime & Partners, presente alla Spezia, Massa, Carrara e Genova.

In queste settimane di emergenza come è cambiato il lavoro dei commercialisti?
"Il ruolo del commercialista è diventato sicuramente molto più impegnativo di quanto già non fosse. Le novità sono state molteplici, mai così tante e in così poco tempo: negli interventi normativi sono state scritte più di 120.000 parole, tutte entrate in vigore immediatamente. L’intera categoria si è così trovata nella pressante condizione di supportare al meglio i suoi clienti nel fronteggiare una crisi in cui si è stati costretti ad imparare l’utilizzo dei nuovi strumenti man mano che venivano introdotti. A tutto ciò deve aggiungersi che le difficoltà proprie del lavoro a distanza (necessario per la tutela di clienti, collaboratori e dipendenti), nonostante gli sforzi e le risorse impiegate per ottimizzare i processi di studio, inevitabilmente finiscono per ripercuotersi, ancorché in minima parte, sullo sviluppo del lavoro. C’è però da aggiungere che nel Dna di noi commercialisti è presente in misura prevalente il gene dell’adattamento ai rapidi mutamenti dello scenario in cui operiamo e, a distanza di un mese, l’intera categoria è stata capace di ridisegnare e rendere perfettamente operative le sue strutture per metterle al servizio del Paese".

Molti imprenditori si sono lamentati della mancata sospensione dei finanziamenti e dei prelievi effettuati in automatico dalle banche. C'è qualche soluzione per chi si trova in difficoltà?
"Nonostante le difficoltà di adeguamento delle procedure interne del sistema bancario al dettato normativo, anche la “macchina delle sospensioni” sta lentamente cominciando a muoversi. A fronte di tanti casi in cui le sospensioni sono state accordate con valore già sulla rata di marzo 2020, si registrano altri casi in cui la moratoria è, per il momento, rimasta intrappolata nelle maglie della burocrazia. È bene sapere, però, che l’art. 56 del DL n. 18/2020 non àncora il diritto all’ottenimento della moratoria a specifica modulistica bancaria e che il contenuto della domanda, se rispettati i requisiti e correttamente inoltrata, non può essere disatteso o ritardato da parte dell’istituto il quale dovrà necessariamente darvi seguito anche sulle rate già eventualmente addebitate, mediante operazioni di storno".

La sospensione dei mutui sembra invece procedere senza intoppi. C'è da aspettarsi in futuro uno strumento simile per i finanziamenti o i prestiti?
"Lo scenario che interessa gli strumenti agevolativi volti a garantire maggiore liquidità al Paese nell’ambito delle moratorie bancarie trae origine dal medesimo provvedimento normativo e, pertanto, eventuali rallentamenti all’attribuzione dei benefici possono essere ricondotti ai tempi di adattamento delle procedure bancarie in recepimento delle disposizioni normative. Su di un terreno tanto franoso come quello che stiamo percorrendo dal punto di vista normativo, appare assai difficile (ma non escludibile) riuscire ad ipotizzare l’allargamento ad altri soggetti dei benefici fino ad oggi concessi. Come di consueto, ruolo fondamentale giocheranno le politiche di bilancio dello Stato. Lo scenario è in continua evoluzione: noi commercialisti siamo costantemente in aggiornamento al fine di garantire ai nostri clienti il maggior supporto possibile".

Il crash del sito Inps era prevedibile. Qual è la vostra opinione in merito?
"A nostro avviso, noi che siamo abituati ad operare tramite i canali telematici della pubblica amministrazione quotidianamente e non in periodi di emergenza, è ragionevole ritenere che il crash del sito dell’Inps era quantomeno prevedibile. Non è difficile immaginare quali effetti possa aver provocato sui sistemi informatici dell’ente lo tsunami di accessi che normalmente non vengono gestiti durante i periodi “ordinari”. Nonostante le rassicurazioni governative in ordine alla disponibilità dei fondi, infatti, la platea degli aventi diritto ha letteralmente invaso il portale Inps evidenziandone le criticità ma, soprattutto, le difficoltà che il nostro Paese sta attraversando nel tentare di reagire a un evento inedito come quello che stiamo fronteggiando. Tuttavia, superate le difficoltà del primo giorno c’è da evidenziare che successivamente il flusso degli accessi è stato certamente meglio gestito e le pratiche che le nostre strutture della Spezia, Massa Carrara e Genova hanno inoltrato, hanno restituito un esito positivo".

Ritenete che le misure adottate dall'istituto di previdenza siano sufficienti per consentire a tutti di presentare le domande?
"Le misure che sono state messe in campo in questa fase di crisi sono state sicuramente ingenti ma al fine di poter mantenere la promessa di Conte, che nessuno verrà lasciato indietro, andranno sicuramente integrate ed implementate".

L'Inps ha detto che tutti gli autonomi avranno un contributo. È così?
"Come il resto delle misure agevolative previste dai decreti ministeriali pubblicati in questi giorni, anche il contributo per le posizioni autonome è di origine governativa. L’Inps è, invece, l’organo deputato a raccogliere le domande e distribuire le risorse che saranno disponibili. Purtroppo, dopo svariati cambi di direzione, ad oggi parrebbe che soltanto gli autonomi che hanno una posizione contributiva accesa presso l’ente riescano a beneficiare del contributo che – stando a quanto divulgato dall’ente stesso – dovrebbe essere erogato a partire dal 15 aprile. Le posizioni autonome di natura ordinistica (professionisti iscritti alle relative casse private di previdenza), invece nonostante siano state ricomprese con provvedimenti successivi all’interno del recinto agevolativo, non potranno per il momento, beneficiare del bonus a causa di un nuovo “dietrofront” da parte del ministero. Notizie di questi giorni riportano, tuttavia, che le stesse casse private si starebbero muovendo per garantire agli iscritti la parità di trattamento rispetto alle posizioni autonome di natura pubblica (iscritti Inps)".

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