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Ultimo aggiornamento: Domenica 23 Aprile - ore 17.42

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"Liguria non farà aste per le concessioni. Bolkestein si può bloccare"

Scajola al convegno di Confartigianato ad Ameglia: "Faremo legge per riconoscere figura del balneatore e chiederemo altri 30 anni per le attuali concessionii".

`Liguria non farà aste per le concessioni. Bolkestein si può bloccare`

La Spezia - La Regione Liguria è pronta ad andare allo scontro con il Governo per tutelare il futuro del comparto dei balneatori che da Marinella a Ventimiglia occupa o riguarda da vicino circa 25.000 persone. A ribadirlo in modo chiaro sono stati ieri gli assessori regionali Giampedrone e Scajola, intervenuti ad Ameglia al convegno “Stabilimenti balneari e certezza d'impresa per il futuro del turismo”, promosso da Confartigianato La Spezia in collaborazione con il Comune. “La direttiva Bolkestein – ha affermato Scajola dopo i saluti del sindaco De Ranieri e dell'assessore Malfanti - è una spada di Damocle che da qualche anno pende su molti paesi europei ma che sulla nostra testa ha un peso maggiore perché abbiamo un importante numero di concessioni demaniali ed aziende che vivono con esse. In Italia si calcolano circa 35.000 imprese di un settore strategico in un Paese come il nostro nel quale il turismo è rilevante ma si dimentica che quando fra il 2005 e il 2007 quando nacque la direttiva inizialmente noi ne fummo esclusi. Il legislatore europeo capì la differenza fra la nostra cultura e le altre ma la politica ha avuto sicuramente qualche responsabilità sottovalutando in buonafede la situazione. Oggi – ha aggiunto – non esiste una legge nazionale e il ddl che in questi giorni è entrato al Senato è pericoloso dal punto di vista tecnico, non risolverebbe problemi ma ci porterebbe dritti dritti alle aste che sarebbero deleterie perché non garantirebbero le nostre aziende riportando a situazione di stallo. Molti se la prendono con l'Europa ma dobbiamo esprimerci anche le nostre responsabilità perché da anni ci viene chiesto di prendere decisioni sulle concessioni demaniali”.
Da qui, per il titolare fra le altre della delega al demanio, la forte richiesta di garanzie al Governo: “Chiediamo certezze – ha detto Scajola – per tutte quelle famiglie che hanno fatto investimenti. Serve una legge chiara che dica che le concessioni demaniali devono rimanere le stesse per i prossimi 30 anni. Il Governo deve tutelare le imprese e spiegare all'Europa la tradizione e la storia che caratterizzano i nostri balneatori. Noi in Liguria non vogliamo mettere il cappio a nessuno, noi le gare non le facciamo e la nostra posizione è condivisa anche da altre regioni, indipendentemente dal colore politico. La Bolkestein si può bloccare”.
Per questo nei prossimi giorni il consiglio presenterà due leggi dedicate al problema: “Riconosceremo la figura del balneare in Liguria, una figura tipica e strategica. Economicamente, culturalmente e socialmente importante. Parallelamente – ha puntualizzato – faremo un'altra legge che sicuramente sarà impugnata ma che ci andremo a giocare nelle sedi opportune. Parleremo dei 30 anni di concessione e delle strutture, andando incontro a ciò che sta a cuore agli operatori. Non sarà uno strumento politico – ha concluso – sarà firmata dai consiglieri regionali, senza alcuna appartenenza politica come già avvenuto in Abruzzo”. Sulla stessa posizione anche il suo collega di giunta Giampedrone che ha rimarcato la necessità di metterci la faccia per tutto il comparto. “Siamo pronti a dare battaglia per superare l'incertezza del diritto tipica dell'Italia – ha ribadito – perché gli investimenti sono importanti per tutto il territorio e questa è una battaglia di senso civico”.
Più locale infine la posizione del direttore di Confartigianato La Spezia Giuseppe Menchelli il quale ha fornito anche alcuni numeri sul settore dal quale nella nostra provincia dipendono circa il 70% delle piccole e medie imprese e il 60% degli occupati. “Dal 2012 ad oggi il turismo ha avuto incrementi a doppia cifre, negli ultimi sei anni hanno aperto 2000 strutture ricettive extra alberghiere. Eppure – ha evidenziato – anziché consolidare tutto questo a nostro vantaggio mettiamo tasse di ingresso, diciamo che c'è troppa gente sui treni e addirittura ci facciamo pessima pubblicità sui giornali internazionali parlando dei furti. Sul demanio si è poi raggiunto l'apice e l'esempio è arrivato poco tempo fa da Porto Venere. La famiglia Lamia dopo più di 70 anni ha perso il suo locale perché improvvisamente il demanio ha deciso di trasferire la concessione al Comune. Si è fatto un bando solo sull'aspetto economico e il bar è finito ad una ditta di Como. L'incertezza sul marittimo – ha concluso – ha avuto come unico risultato che la gente ovviamente non ha più investito bloccando l'intero settore che qui riveste un ruolo fondamentale".

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