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"Le burofollie bloccano lo sviluppo di un territorio"

Alla Spezia servono sessanta giorni per il posizionamento di un'insegna purché non sia in centro storico. Ma non è tutto da buttare. Cna fa il punto.

burocrazia... una passione
"Le burofollie bloccano lo sviluppo di un territorio"

La Spezia - Servono fino a sessantacinque adempimenti in ventisei sportelli per aprire un'attività. E' la burocrazia e per Cna è l'elemento che più frena le aziende in Italia. Questa mattina nella sede di Via Padre Giuliani si è tornati in argomemnto con una relazione dettagliata fornita dall'osservatorio nazionale dell'associazione di categoria che definisce questa infinità di passaggi “burofollia”.

“La Burocrazia continua ad essere un elemento frenante per lo sviluppo del nostro paese e noi imprenditrici ed imprenditori ne siamo una testimonianza diretta, - commenta Federica Maggiani Presidente Cna La Spezia -, tutti i Governi che fin qui si son succeduti hanno promesso cambiamenti epocali ma ad oggi nulla è cambiato. Questo nonostante i processi di innovazione e la digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni. Il Tax Free Day, il nostro rapporto sugli adempimenti e costi fiscali, è ormai al suo quinto anno ed è diventato un punto di riferimento e il nuovo prodotto dell’osservatorio nazionale Cna “Comune che vai burocrazia che trovi” si accinge a diventare un altro strumento utilissimo che ci permetterà di essere precisi e pungenti nelle nostre istanze e suggerimenti verso le pubbliche amministrazioni siano esse nazionali, regionali o comunali. Nel rapporto emerge in maniera eclatante come ci siano differenze, anche macroscopiche, tra una parte e l’altra del Paese, nelle procedure e nei costi spesso anche tra comuni all’interno della stessa regione. Altro dato da rilevare è che si utilizza spessissimo negli acronimi l’aggettivo Unico, vedi lo Sportello Unico Attività Produttive, e lo si fa a sproposito poiché di Unico non c’è proprio nulla visto che si rimanda ad altri Enti o ad altri Livelli (SUE: Sportello Unico Edilizia) o ad altre modulistiche. Evidentemente e chiaramente c’è un problema. Le regole generano degli adempimenti che vengono scaricati sui privati anche se quanto richiesto è già talvolta in possesso delle Pubbliche amministrazioni vengono richieste copie cartacee di atti che non avrebbero ragione di essere richiesti, lo si fa solo per “deresponsabilizzarsi”.

“Le norme che si sono succedute hanno spesso generato interconnessioni errate perché nell’ansia di semplificare il legislatore ha cambiato strada più volte, complicando anziché semplificando - hanno proseguito da Cna -. La burocrazia difende se stessa, è spaventata ed invecchiata e tende quindi a chiudersi in fortini tesi a giustificare la propria esistenza. Siamo contenti, come Cna La Spezia, di aver dato il nostro contributo fattivo al rapporto rispondendo punto per punto alle domande dei questionari, contenti per il contributo dato e perché abbiamo meglio compreso come sia importante monitorare costantemente ogni atto, ogni procedura amministrativa per poter essere maggiormente e sempre più vicini alle nostre imprese. – Conclude la Presidente Maggiani -. Così abbiamo pensato fosse utile arrivare in questa sede, oltre che con i dati nazionali, anche con alcuni rilievi locali che offrono uno spaccato di quante differenze ci siano anche solo limitandoci alla nostra provincia”.

Cosa si salva?. Il Comune della Spezia ha le maggiori informazioni possibili sul sito e tutte le procedure. Un elemento che per Cna rende tutto più snello e in una nota spiega: “Basta aprire la pagina Suap per trovare non solo tutti riferimenti fisici dell’ufficio e dei vari responsabili ma anche tutte le normative, delibere, modulistica attività per attività e per ognuna di esse l’elenco di tutti gli atti necessari correlati con, dove necessario, costi e modelli (Auae notifica sanitaria per esempio)”.

“Dobbiamo dire - prosegue Cna - che quasi tutti i Comuni più piccoli hanno poi scelto, secondo noi molto ragionevolmente e giustamente, di rimandare, tramite il loro sito allo Sportello “Impresa in un giorno”, dove le imprese possono trovare la modulistica unificata e i referenti delle singole amministrazioni con cui dovranno rapportarsi. E’ così per Bolano, Ortonovo, Brugnato, Levanto, Arcola, Castelnuovo, Riomaggiore, Vernazza, Portovenere, Sarzana per esempio, Santo Stefano e Vezzano ed in ogni caso, ci sono Comuni che pur aderendo allo sportello impresa in un giorno, non lo hanno reso evidente sul loro sito".

“Ora già non avere la modulistica uniformata come prevede invece la norma nazionale - si legge - , ripresa poi dalla Legge regionale nel maggio 2018, è già un problema ma ancor peggio è poi l’applicazione quotidiana. Per due pratiche di variazione attività, una a Lerici l’altra ad Ameglia, stiamo ancora facendo la spola tra Camera di commercio Riviere di Liguria che, giustamente, ci rigetta i modelli che dice non conformi, e il Comune. Servono modelli unificati e soprattutto tempi rapidi o almeno congrui. Per i piccoli comuni temiamo non ci sia solo il gioco della “deresponsabilizzazione” ma davvero un’impossibilità di dare risposte o adeguati organici. Questo aspetto suggerirebbe di accelerare le procedure on line, invece è proprio qui che si inceppano maggiormente”.

Gli altri comuni. “Lerici, Castelnuovo, Ortonovo, Ameglia, Sesta Godano, Brugnato, Borghetto, Bonassola, Framura, Maissana, Carro, Varese Ligure - spiega Cna - sono inseriti in “Impresa in un Giorno” e delega alla Camera di commercio, ma questo avviene solo teoricamente. Nel sito internet comunale per nessuno si rinvia a “Impresa in un giorno” e solo in questo portale è presente la modulistica degli Enti.
In alcuni è presente il link alla modulistica regionale, che è ovunque la stessa, in altri è assente qualsiasi tipo di riferimento e in pochissimi casi si adotta una modulistica propria. Il comune di Lerici, ad esempio, ha un proprio modulo compilativo che non rispecchia quello presente in “Imprese in un Giorno”, ma sembra che il portale non sia ancora ufficialmente attivo. Tutto questo crea una sovrapposizione e un ritardo nei tempi, già lunghi, per i cittadini che vogliono aprire un’attività”.
“Ci sono poi tre comuni, Vezzano Ligure, Zignago e Santo Stefano - prosegue - , che sono inseriti nel sito “Impresa in un Giorno”, ma hanno deciso di non affidare la modulistica alla Camera di Commercio, ma piuttosto di attuarla da sé, il loro sito rimanda alla modulistica regionale. Nel comune di Sarzana la situazione è alquanto difficile da inquadrare, nel sito “Imprese in un Giorno”, si rimanda al sito del comune, ma se si clicca sul pulsante “informa” si finisce in un sito ormai non più in funzione. Sul sito comunale c’è scritto che l’ultimo aggiornamento è del 2013. Gli allegati che sono presenti nella pagina hanno provenienze diverse: alcuni sono della modulistica standard e altri no”.

Burofollia. Un esempio: alla Spezia per il posizionamento di un insegna servono sessanta giorni purchè non sia in centro. L’autorizzazione al posizionamento di cartelle, insegne di esercizio e altri mezzi pubblicitari coinvolge fino a dodici enti. “Un numero che da solo la dice lunga sulla farraginosità della burocrazia italiana e delle sue imposizioni - spiega Cna - . Per ogni genere d’insegna, se l’attività è prospicente una strada statale, anche la Provincia e l’Anas sono chiamate a dare la loro autorizzazione. In ogni caso, anche per un’insegna di piccole dimensioni posta al di sopra di un’attività in una zona semicentrale, per redigere la richiesta di autorizzazione con i relativi documenti è necessaria una consulenza tecnica”.
Il combinato disposto porta alcuni comuni Catania, La Spezia, Siena, Torino) a prendersi oltre 60 giorni per rilasciare il nulla osta. Se l’insegna va collocata in un centro storico, la situazione si complica. L’autorizzazione in questo caso abbisogna pure di un nulla osta paesaggistico e di un via libera della Polizia municipale.

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