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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Luglio - ore 15.32

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"La fusione nucleare è un sogno per tutta l'umanità"

Flavio Crisanti è il responsabile del progetto Dtt per cui la Spezia è candidata. "Processo intrinsecamente sicuro e non produce scorie. Non solo energia pulita, porterà avanzamenti nella fisica e nella matematica. A marzo sceglieremo il sito".

IL RESPONSABILE DEL DTT
"La fusione nucleare è un sogno per tutta l'umanità"

La Spezia - Nove città per otto regioni, da Brindizi a Venezia, da Frascati alla Spezia. Tutte si candidano ad ospitare la facility del Divertor Tokamak Test. Non sono solo gli investimenti che fanno gola, circa 500 milioni di euro, e il ritorno stimato in 2 milliardi. Non è solo l'indotto che, tra realizzazione del sito e anni di funzionamento, promette di portare centinaia di nuovi posti di lavoro altamente specializzati. In ballo c'è la possibilità di finire magari un giorno nei libri di storia e nei manuali di fisica. "Se funzionerà non lo sappiamo, ma in quel caso daremmo veramente una chance in più all'umanità del futuro".
A dirlo è Flavio Crisanti, responsabile del progetto Dtt per conto di Enea, che coordina uno sforzo scientifico che vede coinvolti diversi attori tra cui anche il Cnr e a cui guardano da tutto il mondo. Anche dalla Cina, da cui lo scienziato è tornato da poche ore nel suo ufficio di Frascati, e che non a caso ci metterà 30 milioni di euro in qualità di partner scientifico. E' una delle menti dietro l'esperimento, che si presta a illustrare ai lettori di CDS.

Dottor Crisanti, che differenza c'è tra tra la fissione nucleare, quella che avviene nelle centrali tradizionali, e la fusione nucleare, quella che sperimenterete con il Dtt?
"Sono due processi completamente diversi. La fissione caratterizza gli elementi più pesanti del ferro che tendono naturalmente a decadere, a mutare verso il ferro producendo energia durante il processo. In pratica l'elemento principale frantumandosi decade in quello successivo, ne derivano le famose scorie che rimangono attive per moltissimi anni.
La fusione è ciò che succede specularmente, caratterizza tutti gli elementi a bassa quantità di neutroni, più leggeri del ferro, che invece di decadere tendono ad unirsi. In questo processo, per quanto forse possa sembrare strano, rilasciano molta più energia. Non si tratta della classica energia dell'equazione di Einstein (E=mc²) per cui la massa diventa energia. Si libera piuttosto una parte dell'energia che tiene unito il nucleo".

Perché la fusione è considerata più sicura della fissione?
"La fissione è un processo che si autosostiene. Una volta messo in moto, i neutroni che escono da questo processo scatenano una reazione a catena che se non viene controllata può portare a una diversione del rilascio di energia. Successe così per l'incidente della centrale di Chernobyl che tutti conoscono. La fusione al contrario non può avvenire senza che gli venga fornita dell'energia dall'esterno che porti i nuclei degli atomi a urtare. Nel momento in cui si smette di fornire energia al processo, questo semplicemente termina senza conseguenze perché tutti gli elementi leggeri coinvolti nella fusione sono tendenzialmente stabili. E' intrinsecamente sicuro".

Però nel sole e in tutte le stelle la fusione è continua.
"In quel caso è la gravità stessa che porta i nuclei ad urtarsi, a spaccarsi e quindi a rilasciare energia. Nel nostro caso invece si usano potenti campi magnetici artificiali generati da magneti di materiale superconduttore (come quelli prodotti da ASG Superconductors, ndr). Il tipo di fusione che sarà sperimentato nel Dtt è di tipo deuterio-deuterio".

Niente scorie?
"Non esistono scorie dirette. Si alimenta di idrogeno, quindi di acqua se vogliamo, e produce soltanto elio. Ovvero un gas nobile, per propria natura chimicamente inattivo. Il tutto viene prodotto all'interno di un edificio ovviamente schermato, perché esiste un flusso di neutroni. Diciamo che è come una Tac. Tanto è vero che secondo la normativa nazionale la nostra è una macchina radiogena di tipo A, non una macchina nucleare".

Di fatto a cosa servirà questo reattore?
"Chiaramente la quantità di energia dentro la reazione che andremo a studiare è molto grande. Quello che cercheremo di fare è capire come portare questa immane quantità di energia fuori dalla macchina. Se ci riuscissimo avremmo la possibilità di risolvere i problemi energetici del mondo in maniera definitiva. Di tutto il mondo, non solo di quel miliardo di persone che oggi vive nella parte più fortunata del pianeta. Ci sono parecchie idee su come farlo e noi testeremo queste idee con il Dtt. E questo è solo il target principale...".

In che senso?
"Nel senso che per raggiungere questo scopo affronteremo un processo molto complicato da tutti i punti dvista. Un processo che per essere affrontato presuppone molti avanzamenti nella fisica di base, nella matematica di base e nella creazione di tecnologie molto spinte. Il Dtt avrà una ricaduta su uno spettro amplissimo di conoscenze insomma. Sarà in ogni caso solo una tappa verso la creazione di un reattore vero e proprio, che avverrà solo nella seconda metà di questo secolo secondo le nostre proiezioni".

Quindi quali tipi di figure professionali lavoreranno attorno al Dtt?
"Nella realizzazione della macchina gli ingegneri saranno la maggior parte, ma anche dopo in fase di funzionamento saranno almeno il 50 per cento. Senza contare il personale tecnico che sarà almeno un terzo degli impiegati. Quando parlo di personale tecnico intendo figure altamente qualificate. Possiamo dire con orgoglio di essere all'avanguardia in molti campi come Italia, lo dimostra il coinvolgimento che possiamo vantare oggi nel progetto Iter in Francia (per cui ASG ha costruito il primo magnete a novembre, ndr)".

Non mancano già le prime resistenze. Gli ambientalisti chiedono di puntare sulle energie rinnovabili.
"Dare impulso e sviluppo all'eolico o il solare è necessario ed estremamente positivo. Ma non basterà una sola fonte a fornire tutta l'energia di cui abbiamo bisogno. L'unica soluzione è un mix. Sui tempi lunghi dobbiamo cercare altre sorgenti e una delle possibili sorgenti è appunto la fusione. Senza fare promesse, perché non possiamo farne. E' un sogno, una possibilità. Vogliamo dare un chance in più all'umanità del futuro. Ci riusciremo? Non lo so. Ma il gioco vale la candela di certo".

Quando ci sarà la scelta per il sito che ospiterà il Dtt?
"Abbiamo ottenuto il via libera a luglio del 2017, ad ottobre è invece arrivato l'atto formale. Solo in quel momento ci siamo mossi e abbiamo stabilito che il sito debba essere pronto entro il 30 novembre del 2018. A marzo ci sarà la scelta e poi daremo sei o sette mesi alle regioni per prepararsi, ci sembra un tempo ragionevole. Ci dicono che abbiamo messo una timeline molto stretta, ma è un lasso di tempo che abbiamo stabilito sulla base di nostre esperienze passate. Tutti i progetti fatti da noi sono arrivati a termine nel tempo giusto e anche con i costi giusti, mi si permetta di sottolinearlo. Vorremmo partire con il primo esperimento tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026".

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