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Ultimo aggiornamento: Lunedì 20 Agosto - ore 20.17

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"La dismissione della centrale nel 2021 venga messa nero su bianco"

Le commissioni consiliari seconda e terza si sono riunite per affrontare il tema del futuro di Vallegrande in vista del consiglio comunale di settembre. E da più parti si è levata una richiesta di maggiore chiarezza sulle scelte dell'azienda.

Il desiderio dei commissari
"La dismissione della centrale nel 2021 venga messa nero su bianco"

La Spezia - E' ripreso, dopo attese e sospensioni, il dibattito istituzionale sul futuro dell'area della centrale Enel. Il primo step del nuovo cammino è stato compiuto nel pomeriggio di oggi dalle commissioni seconda e terza, presiedute da Marco Tarabugi e Maria Grazia Frijia, che si sono riunite in seduta congiunta per l'audizione del vicesindaco e assessore allo Sviluppo economico, Genziana Giacomelli.
A rallentare tutto, da qualche mese a questa parte, era stato il mancato arrivo dello studio sul futuro dell'area commissionato da Enel a Enea.
"Non appena l'amministrazione lo ha ricevuto - ha detto Frijia - è stato fornito ai membri delle commissioni, così da poter affrontare il tema in maniera compiuta". Anche per questo, infatti, la discussione delle mozioni pendenti da mesi e mesi in consiglio comunale è stata rinviata ancora, a settembre.

"A dicembre - ha ricordato l'assessore Giacomelli - Enel ha confermato la dismissione della centrale nel 2021. Ora scatta il momento di approfondimento dello studio, che parte dalla fotografia socioeconomica del territorio per poi passare all'analisi di tre ipotesi di sviluppo dell'area (leggi qui). Da parte nostra c'è la volontà di condividere l'impostazione metodologica del percorso. Nel Laboratorio sullo sviluppo economico che abbiamo lanciato poco dopo l'insediamento il tema delle aree è rimasto congelato perché eravamo in attesa di documenti e novità che ci consentissero di avere un dialogo più proficuo con il nostro interlocutore. Per questo propongo di audire Enel a settembre, se vorrà anche con Enea, per capire meglio quali suggestioni e vincoli ci sono in ballo e dare il nostro contributo all'iter del programma Futur-E scelto dall'azienda per individuare il destino dell'area".
"La centrale spezzina ha ottenuto il rinnovo dell'Autorizzazione integrata ambientale a settembre 2013, con scadenza nello stesso mese del 2021. Sia nella documentazione per l'ottenimento dell'Aia che successivamente Enel ha annunciato la dismissione alla fine degli otto anni di autorizzazione, mentre sul fato che possa chiudere la produzione di energia già prima ci sono solamente ipotesi non ufficiali. A fine 2015 - ha detto il dirigente Claudio Cannetti, affiancato da Maria Elena Casentini, ripercorrendo le tappe che hanno portato sino a oggi - è stato attivato il Tavolo tecnico per individuare il riutilizzo futuro dell'area. In questa sede Enel ha annunciato il ricordo al programma Futur-E, come altrove in Italia. Nel marzo del 2017 è stato affidato lo studio a Enea che nella seconda fase del lavoro ha analizzato le ipotesi paventate nel corso dei lavori del Tavolo. Ora si prosegue la discussione all'interno del Laboratorio dello sviluppo economico".

Ed è proprio sulla scelta dello strumento di confronto che è stata formulata la domanda del commissario del Pd, Marco Raffaelli: "Nel Tavolo c'erano anche la Regione, che ha definito l'inserimento dell'area tra quelle di crisi non complessa, e il ministero dello Sviluppo economico. Si tratta di interlocutori che non fanno parte del Laboratorio lanciato da questa amministrazione...", ha osservato.
"Il Laboratorio - ha replicato Giacomelli - è componibile: in base ai temi scegliamo gli interlocutori. Per cui parleremo anche con loro, Regione e ministero, a seconda della tipologia di lavoro che affronteremo di volta in volta".
Massimo Caratozzolo, della lista "Per la nostra città", si è invece dichiarato sorpreso dalle tre ipotesi prese in considerazione da Enea. "Perché non sono state analizzate soluzioni proposte in questi mesi, come Spezialand o quelle di altri usi di tipo turistico? Potremo mettere sul tavolo altre opzioni?", ha domandato.
"Lo studio era indirizzato a valutare ipotesi industriali produttive, come da indirizzi del Tavolo tecnico e dell'amministrazione comunale precedente", ha spiegato Giacomelli.
Frijia ha definito "prematura" l'intenzione di entrare nel dettaglio delle opzioni di utilizzo futuro dell'area, sostenendo come sia prima di tutto necessaria una fase di ascolto, mentre Lorenzo Forcieri, di "Avantinsieme", ha stigmatizzato la proposta di fare "una partecipazione senza idee".
"Lo studio lascia molto spazio di manovra. L'area è grande, parliamo di 72 ettari, che non sono facilmente riempibili - ha ribattuto Giacomo Peserico, del gruppo Toti - Forza Italia -. Ci vorranno molte idee e, considerando che l'area non sarà disponibile prima del 2025, avremo molto tempo a disposizione".

"Qualcuno dica al sindaco che Enel ha dichiarato la dismissione per il 2021, se non prima. Perché dalle sue dichiarazioni sembra che le cose stiano in maniera differente. In ogni caso, questo non può far venir meno i controlli dell'esercizio attuale. La dismissione programmata non può incidere in maniera negativa su manutenzioni ed emissioni. Inoltre - ha aggiunto Forcieri - se si vuole dare continuità al Tavolo si faccia una scelta di tipo politico, ma non confonderei all'interno del Laboratorio dello sviluppo economico i temi più generali dell'economia locale con quello del futuro dell'area Enel. Sulle prospettive contenute nello studio ci sono indicazioni interessanti, compresa quella di fondo di proseguire con le attività produttive. Noi abbiamo posto il tema della mobilità elettrica perché è un settore in forte crescita, e la stessa Enel se ne sta occupando in maniera pesante con progetti per le colonnine di ricarica e per le batterie. Non ci possiamo accontentare della bonifica, dobbiamo coinvolgere Enel nella partecipazione futura allo sviluppo dell'area. Anche nella nautica, inoltre, si pone il tema della mobilità elettrica".
"Il sindaco con le sue dichiarazioni pubbliche sollecita una formalizzazione della dismissione per iscritto", ha chiarito Giacomelli, mentre Cannetti ha garantito lo svolgimento dei monitoraggi sulle emissioni da parte degli enti ambientali e sanitari e degli interventi di manutenzione da parte dell'azienda che "anche nel corso del 2018 ha fermato la centrale per le operazioni di ammodernamento previste nell'Aia".

Il socialista Paolo Manfredini ha chiesto se Tavolo e Laboratorio siano, di fatto, sinonimi, se l'area Enel compaia ancora tra quelle di crisi non complessa censite dal ministero e come si innesti Futur-E, sotto il profilo metodologico, col Laboratorio dello sviluppo economico.
"Il Laboratorio - ha risposto l'assessore - è di fatto un tavolo, ma con maggiore dinamismo e capacità di avanzare proposte. Dentro ci sono tavoli diversi, come quelli della formazione, della nautica, del lavoro, della ricerca... si tratta più che altro di un modello di lavoro basato sulla condivisione".
"Futur-E - ha proseguito Cannetti - porterà a un bando con cui Enel andrà a ricerca di soggetti che presentino business plan credibili per l'utilizzo futuro dell'area".
Per quanto riguarda la presenza del sito spezzino nel novero delle aree industriali di crisi non complessa sono arrivate conferme da parte dell'amministrazione, che ha anche spiegato come sino a oggi non siano stati però reperiti fondi a causa della non disponibilità dell'area, occupata ancora dalla centrale.

In conclusione, seppure con qualche differenza di visione sulle prossime tappe del percorso da seguire, i commissari si sono aggiornati a dopo l'estate. Ci sarà per loro il tempo di studiare in maniera più approfondita lo studio di Enea e, magari, per tutta la cittadinanza, di sapere quando la centrale andrà effettivamente verso la dismissione. E anche se questa sarà completa o riguarderà il solo gruppo a carbone. La partita dell'area Enel, dunque, è appena all'inizio del secondo tempo. E il risultato sarà condizionato dal fatto che si giocherà per molto tempo su più livelli, da quello politico a quello economico.

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