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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Novembre - ore 22.21

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"Imprese massacrate. A queste condizioni era meglio un altro lockdown"

Grido d'allarme dalla Confcommercio spezzina. Il presidente Bianchi e il direttore Martini: "Gli effetti della chiusura totale di marzo si vedono adesso. Quelli di questo 'lockdown camuffato' all'inizio del 2021. A rischio 350mila lavoratori".

"condizioni insostenibili"

La Spezia - "Le imprese rispetto a quello che hanno perso con la panemia hanno avuto un rimborso del 7 per cento. Sono condizioni insostenibili. A fronte anche dei nuovi limiti d'orario per alcune categorie sarebbe stato più sano per tutti chiudere come a marzo, con il lockdown". Non usa mezzi termini il presidente di Conformmercio la Spezia Gianfranco Bianchi che questa mattina ha lanciato l'allarme sulla situazione economica, in linea con quanto avvenuto in altre piazze d'Italia.
Nell'analisi della situazione Bianchi ha precisarto: "Dai dati della Camera di commercio Riviere di Liguria, che comprende la Spezia, Savona e Imperia, la nostra città ha segnato il maggior numero di chiusure: il 2 per cento. Di questo passo chi non è tutelato avrà ancora ripercussioni e chi invece lo è rischia di perdere ogni privilegio. Questa situazione riguarda tutti, non solo alcuni lavoratori. E alla luce dei provvedimenti presi dal governo non possiamo fare altro che dire che: sono stati tardivi, non sufficienti. Fare imprese a queste condizioni è massacrante".

Alcuni dati nazionali sono stati illustrati anche in una nota dell'associazione di categoria: "Le restrizioni previste dall’ultimo provvedimento del Governo rischiano di causare un’ulteriore perdita di consumi e di Pil di circa 17,5 miliardi di euro nel quarto trimestre dell’anno, concentrata negli ambiti della ristorazione e del turismo, della convivialità e della ricreazione in generale, dei trasporti e della cura della persona, portando a una riduzione complessiva dei consumi nel 2020 ad oltre 133 miliardi di euro rispetto al 2019 (-12,2 per cento in termini reali). La caduta della spesa presso gli alberghi supererebbe il 55 per cento e quella presso la ristorazione si avvicinerebbe al 50 per cento”.

Non è mancato un riferimento a quanto accaduto nelle piazze italiane negli ultimi giorni: "Infliltrazioni e violenza - hanno precisato il presidente Bianchi e il direttore di Confcommercio Martini - non hanno nulla a che fare con noi e chi rappresentiamo e ci dissociamo da certe azioni. Però cogliamo la drammaticità di questo momento. e chiusure anticipate alle 18 di bar, ristoranti, pasticcerie e pizzerie e la chiusura di attività come palestre, piscine, centri natatori, termali, di benessere e impianti sciistici, oltre al divieto di feste, comprese le cerimonie civili e religiose, comportano notevoli danni diretti e indiretti anche a tutte quelle attività che al momento non sono state contemplate nel dpcm del 24 ottobre. Questo per lo svuotamento delle ormai buie vie cittadine, ma non solo. Basti pensare alla situazione di quelle aziende che si trovano a dover fare i conti sulle mancate vendite di capi, calzature, accessori e articoli sportivi e tutto ciò che serve per l’organizzazione e la partecipazione a matrimoni, cresime, comunioni e battesimi. Mancate vendite che generano un importante volume di acquisti quasi obbligati. Se aggiungiamo a ciò la chiusura di cinema e teatri vediamo come di fatto si sia di fronte a un “coprifuoco democratico”con l’invito chiaro e forte a non uscire se non per necessità non rinviabili, non prendere mezzi pubblici, non invitare a casa amici ed estendere lo smartworking”.

Per il presidente e il direttore di Confcommercio la Spezia gli effetti dei mesi di chiusura totale si vedranno in questi mesi : "Gli effetti di questo lockdown camuffato saranno devastanti e ne riparleremo nei primi mesi del 2021. Facendo una proiezione a livello nazionale sono già a rischio per Fipe avremo 300mila posti di lavoro e 50mila aziende, in meno. La perdita, per Federmoda, si tradice in 20mila aziende in chiusura e 50mila addetti senza lavoro. Avremno un totale di 350mila persone senza più un'occupazione e 70mila aziende in meno.

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