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"Il turismo dovrà ripensare l'offerta e servirà un disciplinare"

Damiano Pinelli, operatore turistico e presidente del Sistema turistico locale, propone un progetto per consentire alle attività del territorio di farsi trovare pronte quando il mercato ripartirà.

Smart tecnology e certificazioni prima di tutto
"Il turismo dovrà ripensare l'offerta e servirà un disciplinare"

La Spezia - "Durerà per un po’ questo periodo, ma speriamo di tornare a lavorare appena possibile, rispettando le misure di sicurezza, anche noi del turismo. Ci adatteremo. Per tante imprese ora il problema è la sopravvivenza. Spostamenti quasi azzerati, prenotazioni per l’estate-autunno ferme, attività chiuse e disdette che fioccano: difficile salvare anche le poche prenotazioni arrivate in precedenza. In più veniamo da un anno, il 2019, non positivo per la provincia. Vogliamo ripartire ma ci prepariamo a un risveglio senza grandi sollievi.
E’ difficile che gli stranieri tornino subito". Lo afferma Damiano Pinelli, operatore turistico e presidente del Sistema turistico locale, il consorzio che prima della riforma Madia rappresentava undici Comuni della provincia in termini di promozione e sviluppo del comparto.

Che gli stranieri sono la categoria che porta maggiori risorse lo dicono anche i numeri: per arrivi e presenze gli stranieri sono la maggioranza dei turisti nella provincia spezzina.
"Rappresentano più della metà delle entrate economiche per noi che lavoriamo nel settore. Nel 2019 gli italiani sono stati 931.645 (38%), mentre gli stranieri sono stati 1.563.496 (62%). In Liguria - ricorda Pinelli - la nostra area è quella con più arrivi d’oltreoceano e più interessante per i lombardi (solo dagli Stati Uniti 241.070 presenze e 309.284 dalla Lombardia). Nel mondo si invertirà per la prima volta il trend turistico, che era in continua crescita da decenni. Possiamo solo sperare che i mercati dalle aree di prossimità tornino prima: francesi, svizzeri, tedeschi, allargando fino al resto d’Europa. Forse qualcuno già quest'anno? Gli italiani penso che inizieranno a muoversi appena le normative lo consentiranno e turismo attivo, all’aperto e nelle destinazioni di mare dovrebbe andar meglio delle soluzioni al chiuso".

Una situazione a dir poco complessa, dalla quale Pinelli crede che si possa comunque uscire e per la quale invita anzi a muoversi in anticipo.
"Abbiamo sempre reagito nei momenti difficili, penso all'alluvione del 2011, con forti campagne di promozione. Protagonisti Agenzia Regionale, Camera di commercio e Sistemi turistici. Questa volta è chiaro che non basteranno le stesse cose. Magari dopo. Prima c’è da ripensare la nostra offerta, perché in poche settimane è cambiato tutto. Comunicare serve sempre, sono utili le iniziative sui social per tenere “top of the mind” la destinazione. Ma quanto impatta sul turismo l’esplodere dei timori per la salute e sicurezza di ognuno? E lo stravolgimento delle abitudini e dei valori avvenuto in poche settimane? Attenuata l’emergenza sanitaria ci aspetta anche questa sfida, oltre alla grande crisi economica: il cambiamento avvenuto nelle persone. Arriveranno ospiti con priorità, attenzioni, comportamenti nuovi. Pensiamo solo alle mascherine... Adeguare l’offerta è al primo posto. Attenzione ai metodi di accoglienza necessari per ripartire prima. Oggi alle imprese servono gli aiuti economici. Ci vogliono da subito anche progetti per ripartire in modo nuovo. Chi ha il compito di sostenere lo sviluppo dovrà investire per sostenere il rilancio e penso che non si dovrà andare alla cieca ma puntare su filoni specifici.

Secondo Pinelli uno di questi cardini deve riguardare pulizia, igienizzazione, sterilizzazione: "Sono temi che hanno assunto un’altra importanza. Ora si entra in ascensore non più di due persone alla volta per legge, ci sarà cautela per un po’. La sanificazione andrà inserita nel processo lavorativo di chi fa accoglienza e ristorazione. Essere più smart".
Bisogna poi puntare sulla tecnologia. "La home automation ha fatto passi da gigante. Con la Iot (Internet of things) si possono offrire percorsi personalizzati di arrivo e soggiorno in autonomia quasi totale. Basta poco per fare il check-in on-line, come per i voli, e ridurre i contatti alla reception. Essere smart - prosegue Pinelli - non sostituisce il rapporto diretto e amichevole, fornisce solo all’ospite un’opzione in più".
E' poi necessario utilizzare meglio i social. "Sul canale social - spiega - possono andare tante comunicazioni dell’hotel con gli ospiti, ma usiamoli anche per far girare i servizi. Prendiamo atto che nel momento dei distanziamenti forzati il ruolo dei social è cambiato, da strumenti spesso deprecabili a necessità".
E ancora l'esperto del comparto turistico sostiene che sarà necessaria una maggiore sintonia con la natura. "Qualcosa questo virus ci avrà insegnato. Abbiamo capito di dare più importanza alla sostenibilità, più prodotti naturali, più interesse e attenzione alla persona, alle cose vere e alla tradizione".

Per concludere Pinelli lancia una proposta: "A livello provinciale sarebbe utile un progetto per tradurre queste cose in azioni, inserirle in un disciplinare, con i dovuti controlli e certificazioni. Ci consentirebbe di mostrarci ai viaggiatori come una destinazione che ha preso subito misure specifiche nel loro interesse. Sono sicuro che farebbe il suo effetto".

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