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Ultimo aggiornamento: Venerdì 21 Settembre - ore 20.31

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"Il sindaco dica 'giù le mani dal porto' con noi"

C'è fermento tra i portuali di Cisl e Uil per i ricorsi che ritardano il prp e le parole di Peracchini su Contship. Furletti (Uiltrasporti): "Fuori luogo, con lui tante battaglie in passato". Mariani (FitCisl): "L'amministrazione pensi a chi lavora"

Pronti a mobilitarsi
"Il sindaco dica 'giù le mani dal porto' con noi"

La Spezia - Il 2018 sarà l'anno dei bandi di gara, quelli che metteranno in moto la macchina del piano regolatore portuale. Lo spostamento del fascio dei binari, i nuovi interramenti e la traslazione del porto commerciale a levante per creare su Calata Paita lo spazio per le crociere, per il turismo e per le altre opere previste nel nuovo fronte a mare. Più di un auspicio, un obiettivo imprescindibile per i lavoratori Cisl e Uil dello scalo spezzino. Un obiettivo per il cui raggiungimento sono pronti a mobilitarsi in ogni momento. Un punto sul quale chiedono il sostegno senza tentennamenti dell'amministrazione comunale.
"Non vorremmo che si prestasse il fianco a certe posizioni di contrarietà al piano di sviluppo del porto. Sono rimasti silenti rispetto a certe uscite recenti...", dice Marco Furletti, segretario Uiltrasporti. Il riferimento è ai ricorsi fioccati in merito alla ricollocazione delle marine storiche e agli interventi delle associazioni Vas (Verdi ambiente società) e Coordinamento dei quartieri del Levante. Questioni in cui il sindaco Peracchini e la sua giunta non sono entrati secondo i sindacati. "I ritardi di questi anni hanno fatto perdere occasioni a tutto il tessuto economico provinciale. Eppure il piano esiste dal 1999 ed è frutto di una difficile gestazione, visto che c'erano diversi esponenti dell'allora maggioranza che reggeva il sindaco Giorgio Pagano che osteggiavano gli ingrandimenti e il dragaggio. Auspichiamo che l'amministrazione comunale della Spezia sia oggi al nostro fianco per tutelare l'occupazione. Come Cisl e Uil siamo pronti a mobilitare i lavoratori portuali per spingere al compimento delle opere".

I toni sono chiari sin dal titolo scelto per l'incontro: "Giù le mani dal porto". Annuisce ad ogni parola Marco Moretti, segretario provinciale Fit-Cisl, poi lascia parlare le rsa. Ci sono Francesco Tartarini e Gabriele Mariani, che rappresenta la Fit dentro Lsct. "Ogni giorno dobbiamo vedere attacchi a quello che è il nostro posto di lavoro - dice - Vorrei che tutti sapessero che in Lsct lavorano persone serie, dalla indiscussa professionalità. Lo dicono i numeri in costante crescita. Noi ne vediamo i segnali da dentro: oggi sono state riassunte quattro persone che avevano il contratto in scadenza. Il porto é una delle realtà più dinamiche del territorio. E cresce".
Anche per questo il duro attacco prenatalizio del sindaco Peracchini a Contship (qui l'articolo) ha lasciato di sasso i portuali. "Quando abbiamo letto quelle parole ci hanno davvero colto di sorpresa - dice Mariani - Tanto più contando la storia personale del sindaco. Ci si aspetta che un'amministrazione comunale appoggi un'azienda che da occupazione".

"Sono state dichiarazioni fuori luogo, incomprensibili - aggiunge Furletti - Con Peracchini abbiamo fatto insieme tante battaglie all'interno del Comitato Portuale (qui l'articolo). Ci hanno lasciato amarezza, speriamo che non ci sia un conflitto tra istituzioni e porto. Sarebbe qualcosa che farebbe male alla città, al porto e ai lavoratori".
I numeri parlano oggi di 1.200 posti di lavoro, per parlare solo di quelli impegnati sulle banchine. Circa settecento sono assunti direttamente dagli operatori portuali, gli altri cinquecento lavorano per le ditte che svolgono servizio in appalto. "Tutti lavoratori che hanno lo stesso tipo di contratto dei lavoratori dei porti - assicura Luca Rapallini della segreteria Uil, seduto accanto al collega Andrea Pagnacco - Ci tengo a sottolineare che da noi non esistono interinali, le cooperative sono equiparate a tutti gli altri". Nel corso del 2017 una di queste, la Dock Service, ha assunto una trentina di persone con contratti part-time. "Il 90 per cento di queste figure passa poi a tempo indeterminato", spiegano i sindacati.
Il messaggio è rivolto a Palazzo Civico, con il desiderio di carpire segnali precisi dalla politica. "Non pretendiamo che il porto sia per la città oggi quello che l'arsenale é stato nell'Ottocento - conclude Rapallini - Ma deve anche essere chiaro che siamo una realtà importante per la città. La Marina del Canaletto, detto con rispetto, ha due dipendenti. Eppure noi non ci siamo mai neanche posti la questione se debba o meno avere degli spazi".

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