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Ultimo aggiornamento: Venerdì 25 Settembre - ore 14.41

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"Il 50 per cento delle attività a rischio fallimento entro l'autunno"

Il presidente di Confcommercio la Spezia, Gianfranco Bianchi è furioso: "Siamo stati lasciati indietro tutti". il direttore Martini: "Dobbiamo andare a Roma!". Corsini dal settore Sicurezza: "Non ci sono ancora le linee guida Inail. Tempo scaduto".

associazione di categoria furiosa

La Spezia - Un autunno di lacrime e sangue. Gli unici settori rimasti in piedi saranno l'alimentare e il sanitario. E l'ipotesi funesta è che il 50 per cento delle attività commerciali rischiano di non vedere il 2021. E' il quadro, terribile, dipinto questa mattina in conferenza dai vertici di Confcommercio la Spezia: il presidente Gianfranco Bianchi, il direttore Roberto Martini e il responsabile del settore Sicurezza Roberto Corsini.
Più volte il presidente Bianchi ha sottolineato non solo quanto la pazienza sia finita ma dopo uno stop obbligato di 3 mesi i prossimi saranno un'ecatombe. "Noi abbiamo pazientato come ci è stato chiesto - ha detto il presidente - abbiamo riposto fiducia in quelli che dovevano essere provvedimenti immediati: così non è stato. Stiamo aspettando ancora un decreto che non arriva e delle linee guida che non ci sono. Sarà un dramma anche per il turismo: dovremmo basarci in teoria sull'interno ma se non vengono modificati i codici per lo spostamento interregionale non sarà possibile nemmeno avere il turismo nazionale. Siamo arrabbiati, siamo stati lasciati soli e il governo invece che attuare provvedimenti come il resto dell'Europa che ha stabilito prima il fondo perduto e poi quello garantito ha fatto il contrario. Abbiamo ottenuto solo uno slittamento dei pagamenti. A queste condizioni non sopravviveremo. Abbiamo già perso tre mesi di incassi e ci ritroviamo sommersi dalle spese. Le nostre aspettative sono state disilluse su tutta la linea: chi è rimasto chiuso verrà risarcito di 2mila euro. La spesa media di un commerciante varia dai 3 ai 5mila euro al mese. Questa è la situazione".
Il direttore Martini ha sottolineato con forza la criticità del momento: "La condizione attuale è gravissima, le persone rischiano di non poter nemmeno mangiare. Ci vuole un'azione incisiva, dovremo andare a Roma e far valere i diritti".
Sul tema sicurezza la situazione non migliora. Roberto Corsini ha spiegato: "Il 18 dovranno esserci le aperture e per quanto tutti si stiano provando a preparare non ci sono ancora le linee guida che avrebbe dovuto emanare Inail. Sulla base di cosa possiamo garantire la sicurezza degli operatori e dei consumatori? Come associazione di categoria abbiamo messo in campo tutto quello che potevamo: a partire dal 9 di marzo ad ogni clausola che cambiava informavamo costantemente i settori. Ma adesso, dopo tre mesi non c'è ancora niente di chiaro".

Un momento difficilissimo per tutti i settori, dove si sono salvati alimentare e sanitario. "Sono gli unici settori che sono e rimangono in piedi perché garantivano la prima necessità. Per gli altri il crollo della filiera dei consumi sarà pesantissimo e ha travolto tutti".
Un'epoca, quella del Covid-19, che comunque ha portato anche all'innovazione tra le aziende. "Cinquanta aziende - ha concluso il direttore Martini - si sono riconvertite nella produzione di mascherine e plexiglass".

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