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"Il 2019 sarà l'anno dei cantieri, si punti alla manodopera spezzina"

Tempo di bilanci anche per l'associazione di categoria Cna. La presidente Maggiani a Città della Spezia: "Il territorio è pronto per grandi progetti come waterfront, piano periferie e opere portuali. Bisogna agire".

avanti tutta!
"Il 2019 sarà l'anno dei cantieri, si punti alla manodopera spezzina"

La Spezia - Dalla finestre di Cna non si butta via nulla, si fa tesoro anche di ciò che lascia l'amaro in bocca e si riparte. Parola di Federica Maggiani, presidente dell'associazione di categoria Cna che assieme a Città della Spezia (leggi le interviste ai presidenti di Confcommercio e Confesercenti) fa un bilancio dell'anno appena concluso su temi importanti: dall'autotrasporto, alla burocrazia passando per la nautica e l'edilizia.


Autotrasporto, nautica, edilizia e lotta all'eccessiva burocrazia. Sono alcuni temi sui quali l'associazione di categoria Cna ha lavorato molto nel corso dell'anno che ormai volge al termine. Può fare un bilancio dell’attività svolta?

"Questi sono alcuni dei temi su cui è stata maggiore la visibilità per ragioni contingenti. La nautica, per esempio, è stato il primo settore a mostrare segni di ripresa ormai due anni fa e nella nostra provincia si consolida anche grazie ad un trend positivo del turismo. Così pure per il settore delle costruzioni, all’interno del quale riteniamo stiano a pieno titolo anche le imprese di impiantistica: per una buona parte dell’anno ha dato evidenti prove di ripartenza seppure non sulle nuove edificazioni o sulle grandi opere, così come eravamo soliti vedere, ma nelle ristrutturazioni e le riqualificazioni. In effetti, nelle molte iniziative la tematica unificante è stata l’eccessiva burocrazia: non ci siamo limitati a parlarne, ma ne abbiamo fatto una questione di lotta e di protesta. Abbiamo anche messo a disposizione del legislatore un primo strumento concreto di analisi, “Comune che vai Burocrazia che trovi”. Il rapporto elaborato dal nostro centro studi nazionale in collaborazione con le CNA Territoriali, tra cui quella spezzina. Adesso sarà difficile per chi è al Governo dire: ”Non sappiamo da che parte cominciare!”.


Il 2018 si aprì proprio con il tema dell’autotrasporto. Era il 1° febbraio quando in una nota congiunta Cna Fita commentava positivamente la movimentazione di 1.4 milioni di teu circa e aggiungeva: “È d’obbligo sottolineare l’importanza del ruolo degli autotrasportatori per l'economia del porto; questa performance positiva dello scalo è ricaduta purtroppo negativamente sulle spalle del comparto dell’autotrasporto, che ha dovuto fronteggiare la maggiore parte del volume avendo avuto dal terminalista solo pochi e ancora insufficienti adeguamenti per rendere gestibile la situazione alla luce degli incrementi di movimentazione raggiunti. Una sottovalutazione organizzativa che ha comportato dei disagi per gli autotrasportatori”. Che cosa è cambiato? Quali obiettivi per questa categoria per il 2019?

"Beh, è passato quasi un anno da allora e, direi, non invano: c’è voluta sicuramente tanta costanza da parte nostra, sempre puntuali a sottolineare e ribadire i problemi. Ma oggi, anche se non possiamo ancora dire che tutto sia risolto, sicuramente misuriamo e apprezziamo una maggiore attenzione da parte dei nostri interlocutori storici, in particolare il terminalista e l’autorità di sistema nonché il miglioramento di alcune situazioni davvero imbarazzanti come quella delle attese infinite prima di entrare in porto con code che dagli Stagnoni si allungavano pericolosamente sull’asse viario.
Purtroppo c’è ancora tanto da fare visto che da mesi le code e le attese sono traslate a Santo Stefano, anche qui con situazioni rischiose sia per i camionisti che per il traffico ordinario. Quindi, in attesa che vengano completate le opere strutturali programmate da l’A.D.S.P., uno dei primi obiettivi da risolvere è la questione dell’Area retroportuale. Si è aperto, grazie a nostri autotrasportatori, un confronto franco con il Comune e Contrepair , confronto che abbiamo chiesto di allargare agli altri terminalisti e all’autorità di sistema poiché obiettivo di tutti non può che essere quello di lavorare in condizioni migliori e in sicurezza. L’ individuazione di un’area di sosta e attesa, oggi del tutto assente, potrebbe essere una prima importante risposta".


La nautica è in continua espansione. Quanto è cresciuto il settore in un anno? Con l'ultima ondata di maltempo è stato messo a dura prova: qual è il bilancio dei danni tra i vostri associati? Da dove ripartite?

"Siamo già ripartiti, come sempre rimboccandoci le maniche e al contempo chiedendo, ancora con più forza, risposta ad una domanda ormai diventata ineludibile: gli spazi per la nautica, per poter collocare le migliaia di barche messe ko dal maltempo certo, ma anche per la nautica da diporto che opera nel settore turistico e che ha registrato un boom importantissimo e per la nautica da lavoro, subacquea e altri servizi, vitale per lo stesso Porto e la Capitaneria, oltre che per noi operatori.
E poi, quest’anno, per la CNA è davvero un anno importante: dopo 13 anni dalla pubblicazione del bando per la manifestazione di interesse per l’area ex Tritolo, conosciuta come le Casermette, il Consorzio Sinergie Nautiche Levante Ligure, seguito sin dal suo nascere da CNA, ha siglato la concessione per poter dar l’avvio ai lavori per la gestione e la costruzione di un Polo del refit e repair. Il PUO è stato depositato la scorsa settimana e ora ci attendiamo che il Comune proceda spedito sull’iter autorizzativo.
Per noi è un fatto storico perché per la prima volta un gruppo di imprese della nautica decide di mettersi in gioco insieme per far sì che La Spezia diventi un polo di attrazione anche nel comparto del refit. Era da anni alla Spezia non si investiva per costruire nuove aree industriali ed artigianali.
Ma sulla Nautica non posso non pensare al dialogo costante e costruttivo a favore delle Imprese, con la Capitaneria di Porto e le sue delegazioni, Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, il Parco Magra-Montemarcello e i comuni ivi insistenti, l’Autorità Portuale: sono tante le imprese del settore associate alla CNA spezzina, diventata uno dei punti di riferimento nazionale più importanti".


Nella lotta all'eccessiva burocrazia avete messo in evidenza il lavoro svolto dal Comune della Spezie che punta a servizi più snelli. A livello provinciale cosa va corretto e non è stato ancora fatto?

Il Comune della Spezia è un ottimo esempio ma siamo consapevoli che non sia replicabile nei piccoli comuni. Un primo passo, molto semplice, dovrebbe essere quello di omogeneizzare le procedure e la comunicazione al pubblico: esiste la possibilità di utilizzare un portale unico messo a punto dal Ministero e da Unioncamere, “Impresa in un giorno”, che peraltro già in molti utilizzano anche se, spesso, non in maniera conforme. Si tratta quindi di far propria questa procedura e di istruire correttamente il personale: a noi non sembra difficile e neppure oneroso.
Certo, dopo aver unificato la modulistica, la vera sfida è di fornire le risposte in tempi brevi. Secondo noi è possibile: si tratta solo di dare un’accelerata e pungolare gli uffici in tal senso nei primi tempi poi tutto andrà a regime. Se in Italia fossimo abituati a contabilità socio economiche serie, basate sui costi e benefici di tutti gli attori coinvolti nella filiera, ci accorgeremo che i maggior costi iniziali sarebbero riparati con gli interessi nel lungo termine".


Il settore dell'edilizia è in crisi da circa dieci anni a livello nazionale e le trattative per il contratto nazionale tutt'altro che semplici. Qual è la situazione spezzina? Quali auspici per il futuro?

"L’edilizia ha registrato per molta parte del 2018 un trend positivo. Ciò non si è tradotto nella nascita di nuove imprese, ma sicuramente qualche dato positivo sul lato occupazionale c’è stato. Il segmento trainante è stato quello delle ristrutturazioni, o meglio delle riqualificazioni, dove i bonus e le detrazioni fiscali hanno dato una spinta importante, complice anche una timida ripresa di fiducia. Temiamo però che il clima di incertezza creatosi a livello nazionale e i primi segnali negativi del mercato internazionale possano provocare un ristagno nel 2019.
Poi c’è la questione del Contratto Nazionale su cui è stata interrotta la trattativa la scorsa estate, a causa dell’accordo siglato in sede di rinnovo di un altro contratto, quello dell’industria, che inopinatamente pretende l’applicazione di alcune clausole onerose anche a chi applica il nostro contratto dell’artigianato e delle piccole imprese. A Roma stanno riprendendo le prove di dialogo, certo è che questo non aiuta in un clima generale non cui servirebbe coesione nel settore.
Una coesione a cui noi teniamo a livello provinciale, consapevoli che l’edilizia sia mutata e che molte siano le imprese e gli occupati in meno rispetto alla situazione ante crisi.
Ma soprattutto perché è cambiato il mercato dell’edilizia, basato non più, fortunatamente, sul consumo del territorio, ma sul suo recupero e la sua riqualificazione. A questo bisogna aggiungere il tema della prevenzione su cui speriamo il governo attuale si impegni. A livello locale La Spezia è pronta su progetti come il waterfront, il piano periferie, le opere portuali. Nei prossimi anni partiranno molti cantieri e il nostro auspicio è che siano impegnate le aziende spezzine".


Quale avvenimento di questo 2018, legato all'associazione di categoria "incornicerebbe" e quale, come da tradizione, in vista della fine dell'anno butterebbe fuori dalla finestra?

"Dalla finestra non si butta nulla, bisogna far tesoro anche di ciò che nell’immediato lascia l’amaro in bocca, fa parte di un percorso di crescita e noi stiamo davvero crescendo.
Un avvenimento da ricordare è l’iniziativa fatta sul rating di legalità. Da lì è nata un’azione di lobby a livello nazionale che ha fatto sì che oggi il rating di legalità di un’impresa passi anche dalla certificazione di iscrizione alla nostra associazione".


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