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Ultimo aggiornamento: Domenica 20 Settembre - ore 19.00

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"I soldi per le mense ci sono e vanno spesi per i lavoratori"

Filcams Cgil, Fist Cisl e un centinaio di lavoratrici nel settore scolastico e industriale si sono ritrovati in Piazza Europa. Il coro è unanime: "Vogliamo certezze".

cosa è successo dopo la manifestazione a genova

La Spezia - "Sono vent'anni che faccio la cuoca negli asili nido e la cosa più difficile di questi mesi è stata la mancanza del sostentamento". E' solo una voce da Piazza Europa dove questa mattina un centinaio di lavoratrici, sostenute da Filcams Cgil e Fist Cisl, si sono ritrovate per manifestare le proprie esigenze davanti una situazione critica: sia per la scuola che per il settore industriale non ci sono certezze. Ma qualcosa potrebbe muoversi: la settimana prossima le delegazioni sindacali e l'assessore regionale al Lavoro Giovanni Berrino e il consiglio regionale ha espresso parere positivo per il sostegno al settore nella ripartizione dei fondi europei. Ma la partita è ancora aperta.
Il comparto mense conta alla Spezia almeno 400 lavoratrici, 249 nella scuola e le altre nel settore industriale, molte di loro sono monoreddito e chi andrà verso la sospensione del contratto per la pausa estiva degli istituti scolastici non avrà versati neanche i contributi. Una situazione complessa anche nel settore industriale: se non si attivano le casse integrazioni ordinarie queste lavoratrici non sapranno come andare avanti.
E lo sanno bene i sindacati che questa mattina erano in piazza con queste donne che al megafono e con i cartelloni hanno chiesto certezze per una situazione nebulosa.
Luca Comiti di Filcams Cgil ha spiegato: "Da marzo queste persone sono state colpite in maniera pesante dall'emergenza perchè sono state sospese tutte le attività. Per le lavoratrici della scuola chiediamo certezze sugli amortizzatori sociali e la proroga di quelli nazionali e chiediamo anche lo sblocco da parte della Regione su fondi che ci sono, così come è stato evidenziato nella manifestazione di Genova. Lo sblocco di questi soldi potrebbe coprire la necessità di ulteriori amortizzatori sociali e anche un sostegno dai fondi europei per i lavoratori in sospensione. La settimana prossima incontreremo l'assessore Berrino e chiederemo in quella sede che si renda partecipe a smobilitare delle somme per i lavoratori prossimi alla sospensione del contratto".

Queste sospensioni prevedono per i lavoratori una specie di congelamento del contratto che viene fermato fino all'inizio dell'anno successivo e in questo arco di tempo non ricevono stipendio e contributi. Un'azione questa già contestata dall'Ue che ha sanzionato l'Italia e ha portato anche ad una serie di cause sindacali a livello nazionale: al momento vinte. In questo il territorio spezzino ci si sta preparando e non sarebbero da escludere altre azioni simili.
"I lavoratori attualmente hanno difficoltà a reperire la cassa integrazione - ha proseguito Comiti - e chi va in sospensione sarà scoperto fino a settembre. Dobbiamo dare un sollievo a queste persone, come si può fare? Con gli amortizzatori nazionali, oppure dai nuovi fondi europei. Un'alternativa potrebbe essere il residuo della cassa integrazione regionale".
"L'annunciato incontro con l'assessore Berrino - ha esordito Mirko Talamone di Fist Cisl - è positivo. E l'ipotesi di ristorare con i fondi europei, pari a 15milioni di euro, le situazioni di buco della ristorazione scolastica è positivo. Ma è importante che il governo abbia una visione più lunga: il coronavirus ha messo in luce dei problemi che ci sono già e si è aggravato. Il problema delle sospensioni per il settore scolastico è cronico. Ci vuole un riordino degli amortizzatori sociali. Al ministro Azzolina chiediamo che le scuole ripartano in sicurezza: non solo il rientro in classe ma anche tutte le attività collaterali".

Il blazo in avanti per le mense scolastico, a detta dei sindacati, è arrivato ieri quando le delegazioni sindacali regionali hanno sospeso il consiglio in corso in Piazza De Ferrari. "E' stata una manifestazione eccezionale - ha detto Giovanni Bucchioni segretario regionale di Filcams Cgil -. Dopo l'azione di interruzione abbiamo ottenuto un incontro con i capigruppo e la giunta. Abbiamo spiegato le tematiche del settore e abbiamo ottenuto un ordine del giorno, poi votato all'unanimità, dove si impegnano a sostenere con il governo l'allungamento degli amortizzatori sociali. Un altro aspetto, a mio parere straordinario, si impegnano nell'ambito della discussione della ripartizione dei fondi europei a riconoscere il settore delle mense prioritario nelle ricezione di queste risorse. Noi abbiamo proposto 500 euro al mese per tre mesi per tutti quei lavoratori che andranno in sospensione del contratto".

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Filcams Cgil in piazza per le lavoratrici delle mense
Cgil e Cisl in piazza per le lavoratrici delle mense
Mense, lavoratrici in piazza
Manifestazione mense scolastiche, Piazza Europa
Mense, lavoratori in piazza


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