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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 Agosto - ore 20.47

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"I forti spezzini varrebbero 200mila visitatori l'anno"

La stima dei tour operator. Ma la città non ha ancora puntato su questo tipo di turismo. Il contrammiragio Benedetti: "Patrimonio unico. Le iniziative fatte fino a oggi dimostrano che l'interesse c'è".

"I forti spezzini varrebbero 200mila visitatori l'anno"

La Spezia - La storia della difesa militare, dal medioevo fino ai giorni nostri, tutta racchiusa in un golfo che offre paesaggi mozzafiato. "La Spezia è seduta su un potenziale di 150-200mila visitatori all'anno". Ne è convinto il contrammiraglio Silvano Benedetti, già direttore del Museo Tecnico Navale della Marina Militare e storico con all'attivo diverse pubblicazioni che hanno svelato il patrimonio di una città che non è ancora riuscita a valorizzare la propria storia. Unica in Italia, per certi versi unica in Europa. "Basti pensare che Parigi aveva venti forti per la propria difesa. Ecco alla Spezia sono più di quaranta".
E' stato un incontro sul tema del turismo organizzato dalla sezione locale di European women's management development network l'occasione per tracciare quello che potrebbe essere il vero motore dell'industria turistica per la città nel futuro. La stima che snocciola durante la sua esposizione gli è stata fornita da alcuni tour operator, non è frutto di fantasia. "Oggi però siamo una città di passaggio, servirebbe un polo turistico vero. Questo a mio parere non può essere rappresentato dai musei civici, splendidi ma troppo di nicchia. Non può essere il solo Museo Navale, poco pubblicizzato e non ancora organizzato. Non i borghi del golfo, purtroppo piccoli per poter gestire determinati flussi. C’è chi vorrebbe costruire un parco acquatico, ma io sostengo che sarebbe più facile sfruttare quello cha abbiamo già: le strutture militari".

Da Punta Bianca all'isola del Tino sono per la precisione 62 le fortificazioni che incoronano il golfo. Una ventina circa sono solo piccole postazioni antiaerei o bunker. Ma almeno una quarantina sono forti, ridotte, casematte e così via. Ognuna con una storia da raccontare: storia della tecnica, dell'ingegneria. E, in definitiva, storia della città e della nazione. "L'interesse c'è. Prova ne sia che tutte le iniziative create attorno ad esse hanno avuto un successo spaventoso - ricorda il contrammiraglio - Il rifugio antiaereo di Via Prione ha visto 40mila persone entrarvi in un mese. Le Giornate di Primavera del Fai nella base navale e al Varignano hanno avuto 7mila e 9mila visitatori. In un solo giorno".
Lo stesso Museo Tecnico Navale ha contato circa 37mila biglietti staccati nel 2017. Una struttura per cui non è mai stato speso un solo euro di pubblicità. Lo impongono i regolamenti, rimane pur sempre un bene delle forze armate. La gestione non è imprenditoriale, un ingresso costa un euro e mezzo e i ricavi vanno a un'associazione che sostiene le famiglie delle vittime del servizio. Niente rimane nelle casse dietro le ancore della Viribus Unitis. "Il che significa che se si fulmina un neon non ci sono i fondi per cambiarlo", ricorda l'ex ufficiale.

La città stessa, si sa, non ha mai deciso di puntare tutte le proprie carte su questo tipo di attrattiva. Dalla porta delle Cinque Terre alla spiaggia sulla diga, dal trekking urbano all'hub del Golfo dei Poeti. Tante ipotesi e nessuna strada presa per davvero. Per adesso la Spezia rimane in un limbo. Per Benedetti e per l'associazione Dalla parte dei forti, che da anni si batte su queste tematiche, la carta vincente però è da ricercare proprio lì, nella storia della piazzaforte marittima. L'unicità della città risiede in quelle vestigia.
"Quanti sanno che il Museo Tecnico Navale della Spezia è il più antico del mondo? Il suo patrimonio parte dal Cinquecento, dopo la Battaglia di Lepanto, ed è stato musealizzato per la prima volta nel 1775 a Villefranche-sur-mer". Poi ha seguito i Savoia fino ad arrivare alla Spezia circa centocinquant'anni fa. Nel corso del 2018 la parte commerciale dovrebbe essere esternalizzata ai privati. Con movimento carsico, un altro piccolo tassello.

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