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Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Marzo - ore 19.40

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"I commercianti vanno tutelati, le belle parole non bastano più"

Un'altra istantanea sul mondo delle associazioni di categoria e del commercio. Ravecca di Confesercenti: "Hanno una resistenza impessionante".

il bilancio
"I commercianti vanno tutelati, le belle parole non bastano più"

La Spezia - Commercianti da salvaguardare. Perché la loro resistenza fa la differenza ed impedisce il tracollo di un centro storico che sta riscoprendo le proprie qualità. Di questo, del rapporto con la giunta e ci cosa c’è da buttare di questo 2018 agli sgoccioli, lo spiega un’altra associazione di categoria: Confesercenti con il suo presidente Alessandro Ravecca.
Proseguono dunque le chiacchierate di Città della Spezia per fare un bilancio sul territorio assieme alle associazioni di categoria (Ginfranco Bianchi di Confcommercio ha già detto la sua qui) . Con Ravecca prosegue dunque l’istantanea sul piccolo commercio.

Il 2018 è stato un anno difficilissimo per il piccolo commercio cosa chiedono alla fine di questo anno burrascoso i vostri associati?
“Sì, il 2018  ma non solo è stato un anno molto difficile. Il mondo del commercio sta attraversando un lunghissimo momento di grave difficoltà. Cosa ci chiedono i nostri associati? Difficile da dire. Il piccolo commercio è quello che soffre di più. Oltre alla contrazione dei consumi, non riesce a reggere la concorrenza della grande distribuzione e delle piattaforme e-commerce che sono una realtà in continua crescita. Tutti dicono che il  commercio, il piccolo commercio è l’ossatura del nostro paese e allora occorre prestare loro maggiore attenzione con regimi e leggi a loro riservati, semplificazioni vere e non ancora altri obblighi burocratici. Pensate soltanto all’imminente introduzione della fatturazione elettronica !e poi un’imposizione fiscale giusta. I cassetti sono sempre più vuoti. Non solo quindi belle parole ma fatti”.

Dall'insediamento di questa nuova giunta cosa è stato un valore aggiunto per il dialogo con la categoria e su cosa dovreste lavorare insieme?
“Dopo un iniziale, chiamiamolo faticoso rodaggio di difficile comunicazione, mi pare che ci sia l’intenzione di dialogare con le associazioni di categoria e siamo ben contenti di collaborare con loro. Su cosa? Su tutto  in particolare sul comparto del turismo che al momento sembra essere ancora la carta vincente su cui contare”.

Dai dati emersi a livello nazionale e riportati sul sito di Confesercenti, in questo periodo natalizio e quindi di grande consumo, si assiste a un ritorno al negozio di vicinato? Tra i vostri associati questa previsione è in linea oppure in controtendenza?
“Se parliamo della nostra città , non mi pare che ci sia stato un grande stravolgimento. Certo qualche acquisto in più probabilmente c’è stato soprattutto presso quei negozi che intelligentemente  hanno puntato su prodotti di qualità e del territorio. ed anche grazie alle iniziative e agli eventi che l’amministrazione ha messo in campo e che hanno invogliato la gente a passeggiare per la città. Ma il problema parcheggi rimane e i servizi di collegamento con i parcheggi di interscambio assolutamente insoddisfacenti e poi il potenziamento delle infrastrutture che sono un punto di caduta nella nostra regione”.


Da dove riparte Confesercenti nel 2019? In termini di servizi agli associati su cosa punterete per il prossimo anno?
“Confesercenti vuole  continuare il cammino iniziato insieme alle altre associazioni e punta ancora sul turismo.  Vogliamo impegnarci nella costruzione di progetti turistici insieme agli operatori del comparto che puntino alla destagionalizzazione e a  spalmare i visitatori su territori alternativi alle Cinque Terre per aiutare questi ultimi a rinforzare le aziende del settore turistico (ricettività, trasporti e ristorazione). Progetti che creino dei filoni di prodotto che possano abbracciare  tutta la provincia: penso all'outdoor/sportivo, al mare, all'enogastronomia”.

Quale avvenimento di questo 2018, legato all'associazione di categoria "incornicerebbe" e quale, come da tradizione in vista della fine dell'anno, butterebbe fuori dalla finestra?
“Incornicerei la capacità di resistenza, la voglia di continuare a credere che qualcosa di buono ogni anno riusciamo a fare e faremo. Dalla finestra butterei l’incertezza e l’altalena in cui ci costringono a vivere questi nostri governanti”.

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